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Governo Monti: "Senza questa manovra, per l'Italia il rischio era un'esplosione recessiva"
Durante la prima conferenza stampa di fine anno il premier annuncia: "Nessuna nuova manovra, solo misure di crescita per il Paese". Entro gennaio avanti su concorrenza e lavoro. Condivisione unanime del Consiglio dei ministri
Fonte: Immagine dal web
"Sarebbe stato rovinoso per l'Italia, visti i forti dubbi di credibilità, non passare alla fase di rigorosa attuazione degli impegni presi anche in contropartita dell'intervento della Bce. Era un atto dovuto. Da oggi passiamo agli atti voluti". Così il presidente del Consiglio, Mario Monti, durante la conferenza stampa di fine anno il 29 dicembre in cui ha spiegato che "l'atto 'voluto' dal mio governo comincia oggi, quello che è stato fatto finora era 'dovuto', anche se non era dovuto il modo in cui dovevamo realizzare quegli obiettivi, che abbiamo cercato di compiere in modo equo".
"Le prossime settimane - ha sottolineato Monti - saranno dedicate alla crescita che però non fa uso del denaro pubblico anche perché ce n'è poco, ma fa dell'equità la leva. Noi siamo convinti che l'operazione volta a liberare le energie, le liberalizzazioni e la concorrenza, e lo stimolo del capitale umano attraverso l'università e la ricerca e la riforma impegnativa e essenziale del mercato lavoro hanno come finalità la crescita e l'equità". "Dopo il pacchetto 'Salva Italia' - ha aggiunto - da oggi non avrei obiezioni se decideste di chiamare la fase che comincia 'Cresci Italia' ".
"Non c'è mai stata ai miei occhi e agli occhi dei miei ministri una fase 2 separata da una fase 1. Il decreto Salva Italia aveva come titolazione 'crescita, equità, consolidamento': un terzetto di obiettivi che è lo stesso nella fase 1 che si è conclusa e in quella che voi amate (nessun problema) chiamare fase 2 che sta per aprirsi: cambiano solo i 'pesi' dei diversi capitoli". "La fase della crescita è in sintonia con il consolidamento dei conti pubblici. Non esiste consolidamento sostenibile dei conti pubblici se il famoso denominatore - il Pil - non cresce adeguatamente". Così, stando all'agenda degli interventi del premier, i primi due interventi si avranno già entro gennaio e riguarderanno la concorrenza e le liberalizzazioni 'in modo sistematico', e la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali per garantire tutele ma anche "una maggiore flessibilità economica" a favore dei giovani.
I TRE OBIETTIVI DELCONTRATTO UNICO. Il provvedimento del contratto unico al quale sta lavorando il ministro del Welfare, Elsa Fornero, avrà tre obiettivi:
1. "superare il profondo dualismo del mercato lavoro italiano con effetti negativi non solo in termini di equità ma di efficienza";
2. "superare regolazioni che puntano quasi solo su condizioni di liceità delle diverse fattispecie giuridiche e con forti incertezze interpretative";
3. "e in questo contesto le tutele da cercare nel mercato devono favorire la riallocazione nel mercato nel rispetto nell'ambito di un contesto con un continuo evolversi".
Monti ha poi spiegato che quello del lavoro è "un cantiere delicato e importante". "Negli ultimi anni - ha detto in conferenza stampa - ci sono stati progressi nell'organizzazione e sulle normative del mercato del lavoro, sappiamo che ci sono ancora eccessive segmentazioni e che queste nuocciono ai giovani. Quindi il nostro governo avrà un dialogo e un negoziato con le parti sociali in materia di lavoro che richiede più negoziato del sistema pensionistico ma tutto dovrà essere condotto con una certa rapidità". "Il governo, d'accordo con il ministro Fornero e il ministero dell'Economia e delle Finanze, in relazione alla recente riforma pensionistica ha adottato misure volte a salvaguardare, a seguito della modifica dei requisiti di accesso, chi si sarebbe trovato senza lavoro e senza pensione, per esempio i lavoratori in mobilità. Assicuriamo il nostro impegno per le situazioni di difficoltà economica".
BENE LE ASTE TITOLI, MA I PROBLEMI RESTANO. "Ieri e oggi le aste di emissione di titoli pubblici sono andate piuttosto bene. È incoraggiante - ha detto Monti - ma non consideriamo terminata la turbolenza finanziaria". Rispondendo poi a una domanda di un giornalista americano del Wall Street Journal sullo spread italiano, il premier ha risposto che "sicuramente nei fondamentali della nostra economia non c'è nulla che giustifichi uno spread così alto", aggiungendo inoltre che, a proposito su "quale sia lo spread giusto, per un economista non c'è domanda più difficile che quella sul prezzo giusto". "Gli acquisti da parte della Bce dei titoli italiani - ha spiegato Monti alla stampa - si sono diradati nel periodo più recente e possiamo essere un pochino più sollevati perché c'è una tendenza dello spread a decrescere malgrado gli acquisti siano quasi cessati".
"I problemi che oggi vivono i mercati sono prima di tutto europei, a cui serve una risposta solidale e comunitaria". Monti ha qui ricordato le parole del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco in una recente intervista: "La fiducia dei mercati si perde con facilità ma si riconquista con impegno costante e continuo". Questa, ha detto il premier, "è una profonda verità". "Quello che per me è sgradevole circa il rialzo dello spread dopo il 5-6 dicembre - ha rimarcato il premier - è che ciò sia attribuibile alla delusione dei mercati per i risultati del Consiglio europeo, non per i mancati e limitati interventi della Banca centrale a sostegno dei titoli di stato italiani".
AVANTI TUTTA PER L'APPUNTAMENTO CON L'EUROPA IL 23 GENNAIO. "I tempi saranno ancora una vota piuttosto veloci, non ci è dato di lavorare con calma. L'Europa ci attende con ulteriori provvedimenti adottati e altri calendarizzati sul piano della crescita all'Eurogruppo del 23 gennaio e poi al consiglio europeo del 30. In vista di queste scadenze noi lavoriamo". È l'impegno che l'esecutivo di Mario Monti realizzerà in questi giorni e che si tradurrà in un Piano nazionale delle riforme da presentare all'euro zona insieme al Programma di stabilità.
TASSAZIONE CASA PIÙ EQUA. NE SONO ESENTI 6 MLN DI PERSONE. "Devo dire che l'aliquota sulla prima casa nel nuovo sistema e 0,4 e il numero delle case esenti è di 6 milioni, non credo si possa dire che la tassazione sia maggiore di prima", ha detto Monti relativamente alla tassa sulla casa. "Nei mie contatti con diversi settori del ministero dell'Economia ho approfondito la questione del catasto, degli ammodernamenti. Meccanismi per conoscere la realtà sono auspicabili, la riforma del catasto è avviata e richiede qualche tempo, ma consentirà di conoscere la realtà e di porre fine ad abusi benché involontari e di introdurre una maggiore aderenza tra il fisco e la realtà effettiva".
I PROVVEDIMENTI SU STOCK E DEBITO. "Non escludo niente. Ci sono ipotesi interessanti avanzate da esperti ed analisti ma molto più importante è che eventuali operazioni sullo stock, coerenti con i mercati, vengano dopo logicamente e temporalmente al serio e duro lavoro sui flussi": così Mario Monti sulle ipotesi di intervento sullo stock del debito. Rispondendo a una domanda specifica su possibili interventi, tra i quali la creazione di un fondo immobiliare per ridurre drasticamente l'ammontare del debito, Monti ha risposto che "il nostro governo riflette a tutto, come suo dovere". "Vengono formulate dagli osservatori, stampa, analisti, con frequenza ipotesi interessanti di operazioni sullo stock del debito. Considero che noi non dovessimo e non potessimo nella fase di avvio del governo concentrare l'attenzione su operazioni sullo stock del debito". "Questo - ha aggiunto - perché quello che si fa sui flussi e sui nuovi comportamenti finisce per trasmettersi col tempo anche alle valutazioni che si danno sugli stock".
"La riconosciuta serietà con la quale il governo con la comprensione e l'appoggio del parlamento ha lavorato per il consolidamento, pur senza toccare lo stock - ha spiegato Monti - lo renderà più sostenibile. Quella varata dal governo non è una manovra espansiva come dicono bene gli economisti o altri che sottolineano la recessione. È sensato, ma non dicono una cosa che coglie il momento storico: l'alternativa, cioé il non fare questa manovra, avrebbe comportato per l'Italia il rischio di un'esplosione recessiva". L'invito del premier, inoltre, è quello di ricordare "come eravamo fino a pochi mesi fa". "Noi - ha proseguito - abbiamo tenuto presente la stretta necessità e l'urgenza obiettiva e cioé ridurne l'impatto recessivo, il non farla avrebbe avuto un effetto ancora più recessivo facendo scoppiare il sistema". "Abbiamo avuto cura dell'equità - ha assicurato quindi Monti - cercando di attutire gli impatti recessivi. Questo può non essere gradito ai titolari di patrimoni più tassati o tassati per la prima volta, ma il fatto di aver risparmiato il lavoro e l'impresa dai maggiori oneri gioca nel senso dell'equità e nel senso di moderare effetti recessivi".
E POI L'AUGURIO DI UN MONTI IN POLITICA: LUI RINGRAZIA MA DECLINA. "Se lei mi ha fatto un augurio la ringrazio ma declinerei": ha risposto così il premier Mario Monti in conferenza stampa sulla possibilità che il suo rapporto con i partiti possa diventare più duraturo con un impegno in politica. "Non ho avuto ancora il tempo di occuparmi del dossier, anche perché non saprei come intestarlo - ha risposto il presidente del Consiglio -. Del resto non mi risulta che esistano candidature al Quirinale". "Non vorrei - ha poi aggiunto - che le risposte che a volte porto sul piano dello humour siano intese come un cincischiare sul tema. Non è un argomento al quale penso minimamente".






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