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Assicurazioni: bene gli stress test, ma pesa la stangata Irap
L'Isvap ha richiesto le simulazioni su tre scenari di crisi. Intanto le imprese auspicano chiarezza su Solvency II e lamentano gli effetti della manovra del governo. Polemiche con il Codacons sull'Rc Auto e redditivitą in calo.
Fonte: Immagine dal web
Le compagnie assicurative italiane sono finanziariamente sane e gli stress test richiesti dall'Isvap hanno dato esito positivo. Tuttavia, pesa l'incognita delle nuove regole per i coefficienti di capitale previsti con Solvency II e le aziende chiedono chiarezza o, in alternativa, un rinvio.
BUON IMPATTO SUI TRE SCENARI DI CRISI. Giancarlo Giannini, presidente dell'autorità di controllo sulle assicurazioni private, ha spiegato che sono state condotte delle simulazioni di scenari di crisi per i titoli di Stato con l'obiettivo di mettere alla prova i portafogli delle compagnie. E, secondo Giannini, "a oggi sono stati analizzati i dati individuali delle imprese rappresentative di una quota di mercato di oltre il 91 per cento: emerge che il capitale è sufficiente ad assorbire l'impatto di tutti e tre gli scenari ipotizzati". Poi il presidente Isvap chiarisce meglio: "Riguardo ai titoli governativi Ue, nonostante i parametri di stress siano stati particolarmente penalizzanti per i titoli di Stato italiani, l'impatto sui patrimoni aziendali appare comunque sostenibile". E "naturalmente – chiude Giannini – al termine delle analisi la presenza dei casi di insufficienza dei requisiti minimi di solvibilità rappresenteranno per la vigilanza ulteriore e specifico motivo di attenzione e approfondimento, caso per caso".
ISVAP: "LE COMPAGNIE NON SI ADAGINO". Da parte loro, le compagnie italiane, ma anche quelle europee, chiedono una pronta definizione delle regole per i coefficienti di Solvency II. La rivoluzione dovrebbe partire nel 2013, ma se non si arriverà a un pronto chiarimento, allora sarà meglio pensare a un rinvio, dicono gli assicuratori. Fabio Cerchiai, presidente dell'Associazione che rappresenta gli operatori (Ania), avverte: "L'industria europea e italiana vuole avere delle norme definite e in tempi rapidi altrimenti è inevitabile rinviare, tenendo presente che l'eccesso di prudenza è rischioso". Ma lo stesso Giannini ha preso una posizione chiara e ha stimolato le imprese a non crogiolarsi: "Il quadro normativo è in rapido divenire. Per quanto all'eventualità di un rinvio al 2014 non posso che ribadire l'auspicio già formulato in altre occasioni affinché il settore assicurativo italiano proceda senza rallentamenti e continui nella preparazione a Solvency II nel presupposto che entri in vigore dal 2013".
LA POLEMICA CODACONS-ANIA. Nel frattempo continuano a infuriare le polemiche sugli aumenti inarrestabili dell'Rc Auto. Il Codacons aveva addirittura chiesto in modo provocatorio al ministro dell'Interno Roberto Maroni di sciogliere l'Ania. E Cerchiai, piccato, ha replicato: "Se sciogliere l'Ania risolvesse il problema delle Rc Auto mi sacrificherei volentieri", ma in realtà la questione "corrisponde a problemi strutturali di fondo che bisogna affrontare. Noi delle proposte precise le abbiamo fatte", ha aggiunto Cerchiai, secondo cui "le compagnie assicurative sono parte del sistema ma non il sistema. Se il sistema non funziona la responsabilità non è certo delle compagnie assicurative". Tra l'altro, l'Ania fa notare che sul settore peserà parecchio l'aumento di due punti dell'Irap al 5,90 per cento previsto dalla manovra del governo. E, in attesa di una riforma che dovrebbe dare un giro di vite ai risarcimenti delle microlesioni, gli assicuratori sottolineano anche come tra il 1994 e il 2009 i contenziosi in ambito medico siano aumentati del 357 per cento, passando da 9mila 500 a più di 34mila.
NEL 2010 PERDITE NETTE A 700 MILIONI. L'Ania, nella sua relazione annuale, mette soprattutto in evidenza la difficile condizione di bilancio delle imprese, malgrado le tariffe sempre più pesanti a carico degli utenti nel ramo Rc. Il risultato dell'esercizio del settore assicurativo evidenzia infatti, nel 2010, una perdita al netto delle imposte pari a 700 milioni, mentre raggiungeva un utile pari a 3,9 miliardi nell'anno precedente. Il Roe complessivo del comparto è stato pari a -1,5 per cento, contro un +8,5 per cento nel 2009. A fine 2010 le aziende di assicurazione potevano contare su un margine di solvibilità pari a 46,6 miliardi, a fronte di un capitale richiesto di 21,2 miliardi. In particolare, il margine posseduto per i rami vita (27,4 miliardi) era pari a 1,88 volte (1,98 nel 2009) il minimo richiesto ai sensi di legge (14,6 miliardi). Nel ramo danni il margine posseduto (19,1 miliardi) era pari a 2,89 volte (2,85 nel 2009) il margine minimo di solvibilità da accantonare (6,6 miliardi).
NEL 2011 TIRA SOLO L'RC AUTO. Sul fronte delle attese per il 2011, invece, la raccolta premi totale (danni e vita) del lavoro diretto italiano dovrebbe raggiungere i 122 miliardi di euro, in leggero calo (2,9 per cento) rispetto all'anno passato. L'incidenza di tali premi sul PIL sarebbe pari al 7,83 per cento, in riduzione rispetto all'8,13 per cento del 2010. Secondo Ania, pesano ancora la crisi, il rallentamento dell'economia e le tensioni sui debiti sovrani. Nel ramo danni i premi contabilizzati nel 2011 dovrebbero aumentare del 2,4 per cento, in linea con quanto avvenuto nel 2010 (+2,2 per cento). Questo sviluppo continua a essere influenzato dall'evoluzione dei premi del ramo Rc Auto che costituisce circa la metà di tutti i premi danni. Nell'Rc Auto l'Ania stima un aumento della raccolta premi nell'ordine del 4-5 per cento come conseguenza degli aumenti tariffari. Nel 2011 la raccolta premi danni complessiva dovrebbe così arrivare a 36,7 miliardi e l'incidenza rispetto al PIL aumentare solo leggermente, passando dal 2,31 per cento del 2010 al 2,35 per cento del 2011.
IL RAMO VITA ARRESTA LA CRESCITA. Nel ramo vita, invece, dopo la decisa crescita osservata nel 2009 e 2010 come effetto di una forte domanda da parte degli assicurati di prodotti tradizionali a rendimento minimo e di un'offerta diversificata di tali prodotti da parte del canale bancario, i premi nel 2011 potrebbero ridursi nell'ordine del 5 per cento. Nel complesso, il volume dei premi contabilizzati del settore vita dovrebbe sfiorare gli 86 miliardi e l'incidenza di tale raccolta rispetto al PIL passerebbe dal 5,82 per cento del 2010 al 5,47 per cento del 2011.






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