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'Scene da un matrimonio': al teatro D'Alatri torna al cinema di Ingmar Bergman

Arriva a Roma lo spettacolo teatrale tratto dall'omonimo film del 1973. D'Alatri: "È un testo divenuto icona internazionale sulle complessità delle relazioni uomo donna, e in particolare di quelle matrimoniali"

» Teatro Redazione - 02/02/2012
Titolo: Daniele Pecci e Federica Di Martino in un momento dello spettacolo
Fonte: Paolo Porto

"Credi che viviamo in una totale confusione? Credi che dentro di noi si abbia paura perché non sappiamo dove aggrapparci? Non si è perso qualcosa di importante? Credo che in fondo c'è il rimpianto di non aver amato nessuno e che nessuno mi abbia amato". Così, in una sola frase, il regista svedese premio Oscar, Ingmar Bergman, racchiude l'essenza della complessa relazione uomo-donna che trova la sua espressione calzante nell'opera teatrale 'Scene da un matrimonio'.

Tratto dall'omonimo film uscito nel 1973, che rendeva di dominio pubblico la vita matrimoniale dello stesso Bergman nel momento del divorzio dalla moglie Liv Ulmann, il testo viene riletto dal regista Alessandro D'Alatri in chiave contemporanea, riferendolo alla cultura mediterranea e calandolo nel nostro presente. Una coppia, Marianne e Johan, apparentemente ideale, allo stesso tempo estremamente complessa, la rivelazione di un tradimento, la delusione e la perdita delle proprie sicurezze. Apportando qualche piccolo cambiamento, come ad esempio la professione di Johan, per dare alla situazione una valenza più attuale e vicina all'universo italiano D'Alatri punta ad un allestimento sobrio che lascia spazio all'espressione degli stati emotivi dei protagonisti, colorando le scene con intermezzi musicali. I due protagonisti, Daniele Pecci e Federica Di Martino, restano nell’universo di appartenenza medio-borghese e progressista, espressione evidente e diretta del "politically correct", voluto da Bergman.

Uno spettacolo stimolante, riflessivo, dunque, non privo di ironia, in cui prendono vita le dinamiche di una coppia che si interroga sul suo loro percorso personale, sul significato del suo essere insieme. Il momento del bilancio, in cui il disagio sentimentale e l'insoddisfazione personale si mescolano e si integrano in una cornice essenziale, espressione a un tempo di pieno e vuoto, di presenza e assenza. "Il perno centrale dell'opera - spiega il regista Alessandro D'Alatri - sta nel rapporto tra un uomo e una donna e lascia immaginare un'interpretazione magistrale tra due attori che si confrontino sul quotidiano della convivenza". "Il fatto che i due appartengano ad una fascia d'età in bilico tra la gioventù e la piena maturità rende l'allestimento ancor più interessante. Daniele Pecci e Federica Di Martino sono un cast perfetto".



"Un altro elemento di novità d'approccio - prosegue il regista -, sarà quello di contestualizzare la storia nell'Italia contemporanea. Una delle cose che più mi ha colpito nella rilettura del testo è il fatto che la protagonista femminile si occupa di separazioni (lavora presso uno studio legale). Questo è un elemento molto interessante per lo sviluppo delle testimonianze 'esterne' che possono affacciarsi sul quotidiano della coppia: esattamente come proponeva Bergman". 



"Nonostante i cambiamenti, i due personaggi restano in quel medesimo limbo sociale descritto da Bergman: una media borghesia, colta e progressista, che resta imprigionata nella propria ideologia perbenista. Questo è un altro elemento che trovo estremamente interessante. Tutto lo sforzo e l'autocontrollo, entrambe dolorosi, che i due sono costretti a mettere in campo nel cercare di essere 'civili' nella crisi. Un testo - aggiunge - dove non ci sono urla e grida tipiche di quel tipo di situazioni, ma dove al contrario si cerca di trovare un equilibrio davanti all'ineluttabilità del danno".

"In tutto questo diventa evidente l'aspetto ironico – precisa il regista -, già suggerito dal testo, ma che riportato tra i nostri comportamenti 'mediterranei' si va a modellare ancor di più sui due personaggi. Su quello femminile nella paura non del tradimento in sé per sé, ma del subirlo davanti ad una 'competitor' più giovane; in quello maschile sulla propria inadeguatezza a gestirlo con una nuova partner con i bisogni e i comportamenti di una generazione diversa". "In mezzo a tutto questo - conclude Alessandro D'Alatri - la 'presenza/assenza' delle due figlie, che come un ago di una bilancia invisibile regolano i ritmi della coppia.

PRODUZIONE
Regia:
Alessandro D'Alatri
Traduzione: Piero Monaci
Musiche originali: Franco Mussida
Scene: Matteo Soltanto
Costumi: Francesco Verderame
Disegno luci: Paolo Mazzi
Video grafica: Alessio Fattori
Foto di scena: Paolo Porto

INFORMAZIONI
Titolo:
'Scene da un matrimonio'
Quando: fino al 12 febbraio 2012
Dove: Roma, Teatro India
Orario: ore 21.00, il 4 e 5 febbraio ore 19.00, il 12 febbraio ore 18.00
Telefono: 06.84000314
Sito web: 'Scene da un matrimonio'