Cultura e Spettacoli » Moda » Protagonisti

INTERVISTA - Etereo e romantico, con il suo 'Secret Garden' Giada Curti saluta AltaRoma, sognando Parigi

Grande successo per la collezione ispirata all'artista Alma-Tadema. Una commozione che svela il futuro forse lontano dalla kermesse romana della moda per seguire progetti diversi. Questa talentuosa stilista si racconta così a NanniMagazine.it

» Protagonisti Francesca Nanni - 07/02/2017
Fonte: Foto di ©Simona Pesce

di FRANCESCA NANNI - Per una volta tanto è bello iniziare dalla fine. Da una lacrima di commozione che racchiude in sé il carico emotivo del post-sfilata celando, nel contempo, il possibile e velato addio ad una passerella che a Giada Curti ha dato tanto. Così, la collezione P/E 2017 ‘Secret Garden’ di questa dolcissima stilista, con i suoi colori pastello a tratti più decisi, caratterizzata da tessuti quasi impalpabili a disegnare un’etera silhouette femminile in un variopinto gioco di sfumature, ha il calore di un grande arriverderci e di un immenso grazie ad un pubblico fedele da sempre.

Dopo 12 anni di AltaRoma Giada Curti e la sua maison nata 58 anni fa, pensano di cedere il passo a chi verrà, nella speranza che il circuito romano della moda non si svuoti del tutto. Come purtroppo in parte sta già accadendo, complice la crisi ed un mercato sempre più esclusivo dal livello altissimo che, oggi più che mai, conduce molti brand dell’Haute Couture fuori dall’Italia. Il cambiamento della Curti non sarà certo repentino ed oggi c’è ancora il tempo per farsi raccontare una collezione eterea e romantica, ispirata dall’ecletticità dell’artista inglese, olandese d’adozione Lawrence Alma-Tadema, che ha incantato il pubblico del St. Regis Hotel il 27 gennaio scorso. Un’intervista sugli abiti, sul rapporto delle donne con la propria femminilità e con il colore, ma anche un modo per cercare di capire quale sarà il futuro della moda:

Giada, la collezione ‘Secret Garden’ è ispirata alle opere dell’artista Lawrence Alma-Tadema: quando hai conosciuto la sua arte?
«L’ho conosciuta qualche tempo fa quando ho avuto la fortuna di vedere dal vivo un suo quadro a casa di un mia cliente a Dubai. Lei è una collezionista d’arte. Quando sono arrivata nella sua abitazione è stata la prima cosa che mi ha fatto vedere ed io sono rimasta assolutamente incantata da quest’opera e da questo artista.»


[Foto ©Simona Pesce/per NanniMagazine.it]

Cosa ti ha più colpita delle sue opere tanto da tradurre l’emozione in una collezione?
«Tadema è stato un grandissimo amante dell'Italia e della sua arte. Vivendo a lungo a Roma l'ha davvero respirata, tanto da descrivere e ricostruire nei suoi dipinti la nostra città trasformando le donne in bellissime ancelle adorne di fiori così come i bambini e gli stessi uomini. Ed è stato proprio questo romanticismo estremo che mi ha colpita così come l’eleganza con la quale Alma-Tadema ha creato queste ambientazioni nei suoi dipinti.»

In effetti il colpo d’occhio dei tuoi abiti in sfilata ci ha portati quasi a vivere un quadro nel quadro:
«L’intento era proprio questo, cercare di ricreare l’atmosfera dei quadri di Alma-Tadema attraverso tessuti molto leggeri e fantasie floreali che propongono fiori diversi tulipani, rose, peonie, così come grandi foglie, in sfumature cromatiche molto romantiche ed eteree.»

Un giardino segreto custodito in ogni donna che nelle tue collezioni sembra quasi un invito a mostrare, osando, è così?
«Si esatto. È proprio un’apertura all’esterno di ciò che di più bello una donna custodisce dentro di sé. Un portare fuori il nostro romanticismo che nella vita di tutti i giorni, tra tante cose, viene quasi messo da parte. Ecco, questa collezione vuole essere un ‘trade union’ tra la vita che desideriamo e che ci portiamo dentro, e quella che viviamo invece nella nostra quotidianità.»

Da questo punto di vista quanto, secondo te, le donne di oggi osano con il colore o ne sono ancora intimidite?
«Io credo che in questo senso ci sia ancora un po’ di freno per le donne forse proprio i tanti ruoli che vivono ogni giorno. Spesso si preferisce una praticità che non contempla il colore. Come accade un po’ anche nelle mie collezioni, quasi sempre monocromatiche, mai fuori dagli schemi. È in questo ‘Secret Garden’ che per la prima volta ho utilizzato tessuti fantasia mai provati. Ecco, oggi forse viviamo un periodo storico in cui la donna vuole mantenere i suoi ruoli ma anche riscoprire il suo romanticismo e la sua femminilità. Il colore, in questo senso, può essere sicuramente la chiave giusta per interpretare questo nuovo mood.»

A fine sfilata sei uscita con le lacrime agli occhi, emozione o cos’altro?
«Ti dico la verità, questa collezione aveva già sfilato in anteprima ad ottobre negli Emirati Arabi, a Dubai. Solo tempo dopo ho deciso di proporla ad AltaRoma già sapendo, però, che quella del 27 gennaio poteva essere la mia ultima sfilata per questa manifestazione. Quindi le mie lacrime in passerella erano un insieme di sentimenti diversi tra i quali sicuramente l’emozione di aver vissuto 12 edizioni, ma anche la consapevolezza di lasciare per seguire progetti diversi. É stato un momento forte ed è stato difficile trattenerle.»

Il tuo è un brand che si è consolidato molto all’estero: ormai è quello, secondo te, il futuro del mercato della moda?
«Quello dell’Haute Couture è un mercato particolare perché di nicchia, perché è per pochi, è un mercato riservato dove il livello è altissimo e per questo è difficile proporlo in Italia. Io dieci anni fa ho avuto l’intuizione e la fortuna di spostarmi nel mondo arabo ed essere un po’ la pioniera di questa tendenza che vede oggi molti stilisti spostarsi verso questo genere di mercato. Va detto però, e questo lo sottolineo spesso nelle mie interviste, che manifestazioni come AltaRoma non aiutano assolutamente a restare, e spesso guardare oltre diventa quasi una scelta obbligata. Ed ecco perché senza altri mercati di riferimento molti brand non ce l'hanno fatta, sono stati venduti o sono spariti.»

Un’ultima domanda per chiudere con un tocco di romanticismo: Giada Curti ha un giardino segreto?
«Ma certo! Io adoro la natura! Mio marito dice sempre che ho il pollice verde perché nella nostra casa ho un giardino pensile, sul quale affaccia il mio studio, pieno piante e fiori. Ogni giorno le vedo crescere rigogliose, ma la cosa ancor più bella è che all’interno di questo giardino segreto ci sono quattro splendidi figli ed un marito straordinario.»