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INTERVISTA - Bessoni: "Per i filmamaker di genere è come combattere contro i mulini a vento"

Così il regista romano durante una delle tavole rotonde al 32esimo Fantafestival tra autori, registi e produttori del cinema fantastico italiano, e non solo, per fare un quadro generale tra crisi economica e pregiudizi culturali

» Festival Vito Tripi - 03/07/2012
Fonte: stefanobessoni.blog.tiscali.it

Se i 'Dischi Volanti non atterrano a Lucca', come dissero a suo tempo Fruttero&Lucentini, ancor meno Cthulhu[1] potrà manifestarsi nello stretto di Messina. Battute a parte, si potrebbe sintetizzare così l'empasse in cui il nostro cinema di genere si trova da parecchi anni. Si tratta di una forma mentis italiana? Di una volontà politico-culturale? O di certi meccanismi economico-propagandistici che fanno rallentare l'evolversi di un certo cinema nel nostro paese? A queste e a tante altre domande, ha cercato di rispondere la tavola rotonda tra autori, registi e produttori del cinema fantastico italiano, e non solo, dal titolo 'Filmmaker di genere-Che prospettive per il cinema fantastico indipendente?', tenutasi durante il 32esimo Fantafestival, alla Casa del Cinema, il 28 giugno scorso.

Un'occasione unica per fare il punto sulla situazione italiana ed europea, nella speranza di contribuire al rinnovamento di un genere che fa parte da sempre del DNA. Proprio per questo motivo principale, infatti, spinti dal medesimo intento, gli organizzatori del Fantafestival hanno annunciato la realizzazione di un database collocato sul sito www.fanta-festival.it, che per la prima volta raccoglierà e renderà disponibile l'elenco di tutti i filmmakers italiani contemporanei di genere.


[Wunderkammer toys progettati e realizzati da Stefano bessoni. Fonte: stefanobessoni.blog.tiscali.it]

Anche perché la panoramica uscita da questo incontro non è stata sicuramente una delle più rassicuranti. Come accennato poc'anzi, infatti, in Italai persistono sacche di pregiudizi intellettuali ed ideologici che risalgono agli Anni Venti che hanno avuto nelle correnti di pensiero gramsciane e crociane i loro capisaldi. Un pregiudizio secondo cui gli italiani non sanno scrivere né dirigere il cinema di genere. Cosa che storicamente si è dimostrata infondata con il gotico all'italiana, il thrilling, gli spaghetti western o gli innumerevoli sceneggiati Rai incentrati sulla fantascienza, il giallo e il mistero.

Dall'incontro si è evinto che nelle grandi produzioni, e nelle distribuzioni, c'è una sorta di "cupola" che detta leggi precise sul cinema di genere. Ad esempio dopo l'uscita di 'REC' si richiedevano solo horror impostati sull'8 mm. I fondi sono sempre di meno, e soprattutto i registi e gli sceneggiatori sono costretti a seguire dei duri diktat per realizzare le loro opere che spesso e volentieri snaturano i loro progetti. Una parte di colpa va anche alla distribuzione che se da una parte non prende in considerazione le produzioni indipendenti, dall'altra le pellicole degli emergenti vengono distribuite ad agosto, per un week-end nei cinema periferici di pochissime città.


[Il regista e illustratore Stefano bessoni. Fonte: stefanobessoni.blog.tiscali.it] 

In ogni caso, nonostante questa panoramica un po’ triste, è anche vero che giovani talentuosi e volenterosi ci sono. A mancare non sono le idee, ma i fondi per realizzarle. Alcuni settori chiave è come se fossero ricoperti di uno spesso muro di gomma, ma in finale le cose possono cambiare, semplicemente "rimboccandosi le maniche e andando avanti", come fa il regista ed illustratore Stefano Bessoni al quale NanniMagazine.it ha rivolto qualche domanda:

Spesso si dice che il cinema italiano soffra di un complesso d'inferiorità per quanto riguarda il genere, secondo te è vero? E cosa si può fare per superare questa empasse? 
"Purtroppo questo complesso c'è, per superarlo non posso darti una cura precisa ma posso dirti come opero io: mi rimbocco le maniche e cerco di andare avanti e lavorare fregandomene dei pregiudizi di quello che dicono i produttori e i distributori. Cerco di fare dei film che piacciano prima di tutto a me e che possano piacere al pubblico: un film che io stesso seguirei in mezzo alla gente. Quindi la soluzione è di rimboccarsi le maniche e andare avanti".

E riguardo la produzione e la distribuzione italiana, che spesso e volentieri osteggiano il cinema di genere?
"Sinceramente non so darti una risposta completa visto che è un problema con cui mi scontro quotidianamente. Ci sono giorni in cui sono profondamente sfiduciato, altri in cui mi tiro un po' su. Ma devo ammettere che è un po' come una lotta contro i mulini a vento".

Secondo te lo streaming e la web-tv potrebbero essere uno strumento per il rilancio del cinema di genere italiano?
"Assolutamente sì, a patto che non s'impongano degli abbassamenti della qualità! Se tutta la circuitazione a mezzo web permette di continuare a fare cinema così come lo si è fatto sino a questo momento va benissimo, ma se questo deve portare ad un abbassamento qualitativo e lavorare con una marcia ridotta è assolutamente controproducente". 

Ma questa situazione desolante non riguarda solo il Bel Paese. Il regista Juan Martinez Moreno, ad esempio, ha affermato che il cinema gender spagnolo ha avuto un periodo aureo solo per un quinquennio. Oggi tra la pirateria informatica, la Spagna è il secondo paese al mondo dopo la Cina, dove si scaricano illegalmente i film, ma anche per via della crisi giacché il nuovo governo ha fatto dei tagli enormi alla cultura, si vive un periodo nero. Pertanto, forse, nel prossimo biennio non si avranno dei film ispanici. 

NOTE
[1]
Essere mostruoso protagonista della mitologia orrorifica dei Grandi Antichi di H.P. Lovecraft.