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I Soliti Idioti contro tutti: "Educare? Non è una nostra responsabilità"

Dopo gli 11 mln di euro incassati lo scorso anno, tornano sul grande schermo i personaggi dissacranti e "distruttivi" creati da Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli. Pietro Valsecchi: "Sono giullari che mettono a nudo le nostre meschinità"

» Cronaca Cinema Aura De Luca - 19/12/2012
Titolo: Fabrizio Biggio (a sinistra) e Francesco Mandelli
Fonte: www.comingsoon.it

"Voi non siete il pubblico adatto a questo film. Voi guardate con diffidenza a tutto ciò che è nuovo e non vi rendete conto di quanto questi due ragazzi abbiano rivoluzionato il linguaggio del cinema. Pensatela come volete. A voi il giudizio, a noi gli incassi". Come dall'alto dell'Olimpo Giove scaglia le sue saette, così Pietro Valsecchi, produttore di Taodue, tuona senza mezzi termini su giornalisti e critici presenti alla conferenza stampa di presentazione a Roma, il 19 dicembre, de 'I 2 soliti idioti', pellicola segna il ritorno sul grande schermo di Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, dal 20 dicembre in 500 sale italiane con Medusa per la regia di Enrico Lando. 

"Oggi siamo in preda alla disoccupazione, ai tagli alla spesa pubblica e alla cultura - ha aggiunto Valsechi -, ma non siamo indignati da questo, no, ci indigniamo per il 'Dai ca**o' dei Soliti Idioti". "Francesco e Fabrizio sono due giullari che ci fanno guardare dentro noi stessi e mettono in discussione tutto quello che noi non abbiamo il coraggio di criticare - ha poi proseguito il produttore dopo un inizio conferenza al vetriolo -. Prendono in giro figure autoritarie come i padri o i preti ed esprimono la loro indignazione attraverso una volgarità che non è nelle loro corde ma appartiene al mondo che si divertono a dissacrare". 

RUGGERO DE CEGLIE E LA CRISI DELL'IMPERO DEL WURSTEL. Così, in questo secondo capitolo, il pubblico ritrova Ruggero De Ceglie (Francesco Mandelli) e il figlio Gianluca (Fabrizio Biggio) in fuga da una gang dei Russi. Ma in questo anno tante cose sono cambiate e la crisi si è abbattuta anche sull'impero del Wurstel. Per salvarlo, Ruggero è disposto a tutto, anche ad un matrimonio di interesse con la non tutt'altro che avvenente Fabiana, il cui padre (Teo Teocoli) è sì un uomo rigoroso e austero, ma anche decisamente ricco. Tra situazioni ai limiti, imbrogli, sotterfugi e strani personaggi (nel film anche i ragazzi coatti milanesi, Patrick e Alexio, i bambini di 'Mamma esco' Niccolo e Gigetto, i preti marketing e altri nuovi), riuscirà Ruggero scappare dai Russi, salvare il suo impero  e salvarsi dalla temibile scure dell'erario?

IL TRAILER UFFICIALE DE 'I 2 SOLITI IDIOTI'


MANDELLI: "I SOLITI IDIOTI INCARNANO LA VOLGARITÀ DEL NOSTRO COSTUME". "Il nostro segreto sta nel politicamente scorretto. Per noi è importante essere liberi di dire ciò che vogliamo e di rompere le regole perché il politically correct non esiste. Quando abbiamo iniziato a lavorare per MTV non avevamo vincoli e restrizioni e il nostro modo di scherzare è rimasto inalterato quando siamo passati al cinema". "Il bello della nostra collaborazione - ha aggiunto - è che ci divertiamo tantissimo quando siamo sul set". "La parolaccia - ha poi aggiunto Francesco Mandelli - per noi non è mai casuale, deve avere un significato preciso. Parlare di volgarità, nel caso di Ruggero De Ceglie non ha senso, noi con estrema esagerazione incarniamo la volgarità del nostro costume. Ruggero è un pupazzo, la parolaccia è un'arma da eroe dei videogiochi e 'Dai ca**o' è divenuto un claim. Non potete darci la responsabilità di educare, del resto, non siamo diseducativi, ma distruttivi".

"NOI DISEDUCATIVI? SONOI GENITORI CHE DEVONO EDUCARE". A quanti li accusano di essere diseducativi, Mandelli e Biggio rispondono sottolineando che il compito di educare i giovani spetta ai genitori. "Quando ero adolescente ascoltavo sempre le canzoni di Elio e le storie tese, che erano molto sboccate - ha racconta Mandelli -. Le cantavo a squarciagola per casa. Un giorno mia madre venne da me e mi disse: 'adesso basta, piantala di urlare queste oscenità'. Obbedii e la cosa finì là. Non dateci la responsabilità di formare le nuove generazioni. Noi non vogliamo essere educativi, ma distruttivi". 

"I NOSTRI TORMENTONI NON SONO FINI A SE SETESSI". Insomma, comunque se ne parli, sta di fatto che tutti personaggi de I Soliti Idioti, rispecchiamo altrettanti personaggi reali, certo un po' estremizzati nella caricatura, ma comunque persone che si possono incontrare ogni giorno. "Sono tanti i figli si rivedono in Gianluca De Ceglie - ha precisato Fabrizio Biggio - e vi assicuro che, in alcuni quartieri di Milano, è pieno di gente che dice: 'fica, boh'. Noi non facciamo altro che registrare e riprodurre un linguaggio sempre più impoverito. Ci fa piacere che alcune nostre frasi siano diventate dei tormentoni, ma i nostri non sono tormentoni fini a se stessi. Quando i bambini ci guardano in televisione, attraverso i nostri personaggi capiscono quello che hanno intorno".

PROGETTI PER IL FUTURO? FORSE 'I SOLITI IDIOTI 3' GIRATO IN AMERICA E IN INGLESE. La vivacissima conferenza stampa di presentazione del film si conclude con un’anticipazione sul progetto messo in cantiere da Pietro Valsecchi di produrre un terzo sequel ambientato a New York. "Vogliamo esportare il fenomeno all'estero - ha detto il produttore -, ci piacerebbe inventare due idioti italoamericani e fare un film in inglese". Quanto alla polemica con il patron di Filmauro, Aurelio De Laurentiis, che ha additato il progetto come una nuova saga da cinepanettone, Valsecchi ha risposto che non sarà così, bensì sarà l'occasione e il tentativo "di intercettare una piattaforma diversa, più estesa con un film in inglese e dei soliti idioti italo-americani". E la speranza è che davvero oltre Oceano capiscano l'ironia di fondo del progetto. È già bastata la politica, in passato, a veicolare all'estero un'immagine "folkloristica" estrema dell'Italia, che ora non ci si metta anche il cinema.