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Salvador Dalì, un genio dalla personalità istrionica e kitsch
È stato il grande interprete di un mondo inconscio, che nessun altro artista ha mai saputo rendere così reale attraverso l'astrazione. Dopo 60 anni, il maestro spagnolo torna a Roma in una mostra che racconta il suo persoanle legame con l'arte italiana
Titolo: Salvador Dalì, progetto per 'Spellbound'Fonte: www.comunicareorganizzando.it
È fotografico il primo approccio che la mostra 'Dalì. Un artista, un genio' offre ai visitatori del Complesso del Vittoriano: molti, infatti, durante il percorso gli scatti in bianco e nero del famoso fotografo russo-americano Philippe Halsman dedicati al grande maestro visionario, ritratto in pose tanto artistiche quanto divertenti, con i suoi leggendari baffi che si scoprono sorprendentemente versatili. Immagini da cui trapela il carattere istrionico di Salvador Dalì e della sua genialità, oltre che l'ironia, così presente in ogni aspetto della sua eclettica vita.
Se da un lato potrebbe risultare deludente non trovare le sue opere più famose, come il celeberrimo olio su tela 'Persistenza della memoria' noto ai più con il nome di 'Orologi Molli', dall'altro, attraverso tele "minori", si ha il privilegio di scoprire quanto forte fu il suo legame con l'Italia, così estremamente importante per la realizzazione dei suoi quadri. Così, attraverso questo singolare percorso espositivo, si scopre che Raffaello Sanzio è il pittore a cui Dalì si sentiva più legato poiché rappresenta per lui un vero e proprio alter ego. 'Autoritratto con il collo di Raffaello' del 1921, ad esempio, oltre ad essere la tela più antica presente nella mostra è anche quella che meglio esprime l'identificazione di Dalì al pittore urbinate.
Sono però, più in generale, i grandi maestri della pittura rinascimentale italiana, come Michelangelo e Antonello da Messina, i modelli cui il pittore spagnolo si ispira, con un vero e proprio desiderio di emulazione. Un rapporto intenso, dunque, testimoniato da un olio su tela intitolato 'La Pietà' del 1982, in cui il passato artistico italiano viene sapientemente reinterpretato in un'inedita chiave surreale e, proprio per questo, in grado di far guardare al passato, usando pennelli dal tratto sicuramente originale. 
[Alcune delle opere di Dalì in mostra al Complesso del Vittoriano. Fonte: www.comunicareorganizzando.it]
Le tappe italiane dei viaggi di Salvador Dalì, ai quali non è mai stata data grande importanza nelle precedenti esposizioni dell’artista spagnolo, vengono qui rievocate grazie ad una serie di splendide fotografie d'epoca, che lo ritraggono, ad esempio, nei giardini di Bomarzo a Viterbo dove le celebri sculture dei mostri sembrano uscite dalle sue tele, poi ancora a Roma e nella decadente Venezia a cui sembra aver rubato le angoscianti atmosfere che spesso caratterizzano le sue pitture.
[Impressioni d'Africa, 1938. Fonte: www.comunicareorganizzando.it]
Il mondo disegnato e descritto da Dalì possiede elementi ricorrenti in molti, se non in tutti, i suoi quadri: le tempere dipingono il capriccio, il terrore e il sogno in modo sfacciatamente concreto. Concetti astratti si fanno materia pragmatica nei dipinti: cieli nuvolosi, deserti gialli e caldi, forme allungate, colori accesi e ben definiti divengono allegorie di stati d'animo, sentimenti e sensazioni. Salvador Dalì fu in grado di creare una quarta dimensione tutta concettuale e riuscì a farla dipendere totalmente dall'occhio dell'osservatore: non basta, infatti, guardare i quadri dell'artista spagnolo una prima volta, c'è bisogno di un'attenta e ripetuta osservazione per scoprire che, ad esempio, dietro a delle rocce ben caratterizzatesi nasconde un volto umano.
La sua era una forte personalità: surreale, geniale, esagerata e sapientemente kitsch, come tutte le sue strabilianti opere. "Ogni mattina mi sveglio - soleva dire spesso il maestro spagnolo - e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalì".
INFORMAZIONI
Titolo: 'Dalì. Un artista, un genio'
Quando: dal 9 marzo al 1° luglio 2012
Dove: Roma, Complesso del Vittoriano, via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30-19.30; venerdì e sabato 9.30-23.30; domenica 9.30-20.30
Ingresso: intero €12,50; € 9,00 ridotto. La biglietteria chiude un'ora prima.
Telefono: 06.6780664
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