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'Warhol: Hedalines', se l'ossessione per i giornali diventa Pop Art

Alla GNAM di Roma la prima mostra dedicata al rapporto del grande artista americano con l'informazione giornalistica da cui nacquero le Headline Works, opere che rielaboravano pagine o ritagli stampa di tutti i media e in tutti i formati

» Mostre Vito Tripi - 13/06/2012
Titolo: Warhol nella Factory di New York, 1981
Fonte: ©Foto Michele Bonuomo

La zazzera ribelle albina, gli occhiali un po' démodé, lo sguardo impertinente. Questa l'icona di Andrew Warhol Jr, meglio noto come Andy Warhol, alfiere della Pop Art. Uomo multiforme, definito da qualcuno pazzo, visionario, buffone e ciarlatano, se non anche vizioso vista la sua vita sentimentale, da altri genio, ribelle, innovatore e libertario. Forse anche perché quando si trattano taluni personaggi, bisogna scindere ciò che piace da ciò che bello, e a sua volta da ciò che è arte. Comunque la si veda, Warhol ha segnato, innegabilmente, un'epoca.

Egli è, a tutti gli effetti, uno dei principali artisti americani del secolo scorso, famoso a partire dai primi anni '60, per il suo lavoro che traeva ispirazione dalla cultura popolare. I titoli che Warhol trasformò in opere d'arte, accompagnano la biografia dell'artista e a volte la attraversano, intrecciando vita e arte in un resoconto epico dell'America, nel secondo dopo guerra e nell'epoca dei media e dei costumi. Nel 1968 lo stesso Warhol divenne il soggetto di una notizia da prima pagina, quando, la scrittrice lesbofemminista affetta da gravi problemi psichici, Valerie Solanas, decise di sparargli. Anche se poi la vicenda passò in second'ordine da un evento che, due giorni dopo, scosse tutta l'America: l'assassinio di Bob Kennedy. Dopo questa vicenda, le apparizioni pubbliche di Warhol iniziarono a diminuire drasticamente.

ANDY WARHOL E JEAN-MICHAEL BASQUIAT SI RACCONTANO NEL DOCUFILM DEL 1986 'LO STATO DELL'ARTE'


Oggi, la città di Roma vuole omaggiare il grande artista statunitense, che con l'Italia aveva un legame particolare, con una personale dal titolo 'Warhol: Hedalines', presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna (GNAM) dal 12 giugno al 9 settembre prossimo. Inserita all'interno di un grande tour internazionale dedicato all'artista americano, la mostra è curata da Molly Donovan del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea della National Gallery of Art, Washington, e da Angelandreina Rorro per l'Italia.



Un'esposizione che si potrebbe definire dal forte impatto mediatico che presenta circa 80 opere tra dipinti, disegni, stampe, fotografie, sculture, film, video e televisione, basate in larga misura sulle notizie dei tabloid, dalle quali trapela l'ossessione per il lato sensazionale dei media contemporanei che caratterizzò tutta la carriera di Warhol, che setacciava i giornali attratto dalle loro storie e immagini. Ed ancora il confronto di lavori eseguiti con tecniche e supporti diversi, per mostrare come l'artista ritagliava, alterava, oscurava e riordinava i testi e le immagini originali, sottolineando il suo ruolo sia di editore che di autore.



La mostra si apre con i primi disegni dell'artista e con opere-titolo dipinte a mano su tela tra gli anni '50 e '60 basate su tabloid da supermercato. Ponendo sullo stesso piano il gossip (con soggetti come la principessa Margaret d'Inghilterra o la cantante pop Madonna) e gli eventi catastrofici (dai disastri aerei ai terremoti), Warhol ha rivelato la mercificazione delle passioni e delle catastrofi della vita contemporanea, operata dalla cronaca. Per estensione, egli ha coinvolto anche il lettore come consumatore di notizie. Le opere-titolo di Warhol permettono anche di seguire il grande cambiamento tecnologico, intervenuto nella presentazione delle notizie da parte dei media, dalla pagina stampata alla televisione. Il percorso espositivo si conclude con le opere degli anni '80, realizzate in collaborazione con i più giovani artisti graffitisti Keith Haring e Jean-Michel Basquiat.



In ogni sala sono presenti delle leggende che consentono non solo di conoscere a fondo la genesi delle opere esposte, ma anche la biografia dell'artista per entrare a pieno nel privato di Warhol. Inoltre vengono esposte anche una delle cosiddette 'scatole del tempo', dove l’artista era solito conservare giornali e riviste all'interno di scatole, come una sorta di archivio per il futuro, per i posteri, una sorta di artigianale macchina del tempo. Warhol ha lasciato ben 612 scatole, che sono ancora in corso di catalogazione. 

Una mostra esclusiva, dunque, ma che sa anche molto d'Italia, per l'inclusione tra le opere esposte del monumentale trittico 'Fate Presto', provenente dalla Reggia di Caserta e che riproduce la prima pagina del quotidiano Il Mattino di Napoli del 23 novembre 1981. È stato commissionato dal gallerista napoletano Lucio Amelio, in occasione del terremoto in Irpinia. Oltre ad esso vi è una teca con la rassegna stampa della visita di Warhol in Italia, ed un altro quadro, raffigurante un enorme falce e martello, che il pittore ha fatto sia per omaggiare la stampa di sinistra, che all'epoca fu l'unica a tessere le sue lodi, sia per l'enorme impatto visivo che ebbero i cartelloni propagandistici del PCI durante la sua trasferta italica. Lungi dall'essere definita un'opera politica, Warhol fu sempre apartitico, nella raffigurazione manico della falce è possibile, infatti, leggere il marchio di fabbrica del grande magazzino in cui fu acquistato. Anche questa, infondo, era Pop Art.
 

INFORMAZIONI
Titolo:
'Warhol: Headlines'
Quando: 12 giugno - 9 settembre 2012
Dove: Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, Viale delle Belle Arti 131, Roma. Ingresso per disabili in via Gramsci 73
Orario: martedì - domenica dalle 9.30 alle 19.00 (la biglietteria chiude alle 18.45). Chiuso il lunedì
Tel. biglietteria: 06.32298221
Sito web: Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea