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Suggestioni "green" tra vino e caffè: il viaggio pittorico di Federico Heidkamp Gonzaga

In mostra a Roma fino al 9 Giugno i lavori che l'artista argentino, vincitore del Premio Borgo 2017, ha realizzato nell'ultimo anno. "Una tavolozza prestata dalla natura" per una mostra gradevole e senza tempo

» Mostre Francesca Nanni - 05/06/2018
Titolo: Il ponte rotto sul fiume Tevere dipinto con il caffè

di FRANCESCA NANNI - “È nato tutto per caso tre anni fa, facendo cadere a terra una tazzina di caffè. Quelle macchie così strane, piene, scure via via più chiare, mi hanno catturato. Sono rimasto a lungo a fissarle”. Nell’estro di Federico Heidkamp Gonzaga, artista argentino, romano d’adozione, il passaggio di quelle macchie dal pavimento al cartoncino è stato breve. “Mi sono chiesto come sarebbe stato dipingere con il caffè, ho subito preparato un’altra moka e ho provato. Mi è piaciuto a tal punto che per curiosità ho voluto dipingere anche con il vino”. Così, parecchie caffettiere e bicchieri di vino dopo, Federico Heidkamp ha iniziato a portare in mostra i suoi ‘acquerelli al caffè’ e i suoi ‘vinarelli’ in giro per l’Italia, per arrivare poi a Roma con una personale nello spazio espositivo La Scala d’Oro in via Giovanni Pierluigi da Palestrina 14 fino al 9 Giugno 2018.

Quarantanove anni, di Buenos Aires, pittore di grande talento innamorato da sempre dell’acquerello in ogni sua declinazione, per la scelta di utilizzare colori naturali Federico Heidkamp è stato definito “pittore ecologico” (o “green”), come molti artisti appartenenti a questo filone espressivo: “Ritrovo nella natura stessa quanto mi occorre per dipingere, non ho bisogno di altro - scrive Heidkamp sulla pergamena di benvenuto alla Scala d’Oro -. Rappresentando paesaggi, edifici, scorci, ritratti..., riporto le nuance da dove sono venute. Così il mio dipingere ha un senso ed il suo fluire è parte di quel ciclo naturale che è la vita stessa”.



Ed eccoli allora, gli acquerelli al caffè, al vino e alla china, alcuni mixati insieme, disposti lungo la
scala. Due piani di visioni evanescenti nelle lievi sfumature vinaccia o rubino del nettare di bacco o più decise con quel colore senza tempo che solo il caffè sa imprimere al cartoncino. Istantanee pennellate di una Roma dominata dalle maestose Fontana di Trevi e di Piazza del Popolo o dalle più nascoste fontane a tema come quella del Faccchino o degli Artisti. Un trenino al Celio sullo sfondo del Colosseo, il Ponte rotto sul fiume Tevere. Appassionate silhouette danzanti un tango argentino in una notte immaginaria a nostalgia di una terra natia lontana. Ricordo smorzato dalla posa curiosa di un simpatico bassotto. Tutto sembra prendere vita nel racconto pittorico di questo artista, anche lo stemma dell’azienda vinicola Casale del Marchese che Heidkamp ha dipinto per l’etichetta del vino Quarto Marchese 2017 presentato ad Aprile al Vinitaly.



Complice una location sicuramente curiosa, ma altrettanto azzeccata, la mostra di Federico
Heidkamp Gonzaga risulta gradevole e senza tempo. ‘La Scala d'Oro’ è così uno spazio espositivo messo a disposizione dalla vicina Chiesa Valdese di Piazza Cavour quattro anni fa, restaurato e gestito oggi da un gruppo di volontari coordinati dal gallerista Riccardo Sabbadini. In un mondo ormai permeato e contaminato dalla tecnologia, è stato bello farsi catturare da “una tavolozza prestata dalla natura” per respirare attraverso gli occhi una dimensione forse più sana e reale della vita che ci circonda.