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'Il Cibo Immaginario': 20 anni di pubblicità e immagini dell'Italia a tavola

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma una mostra racconta stili e linguaggi della pubblicità del cibo. Panella: "Viste oggi quelle icone ci restituiscono l'immagine di una Nazione che aveva fiducia in se stessa e in cammino verso la modernità"

» Mostre Redazione/GP - 04/12/2013
Titolo: Pubblicità dei frigoriferi Westinghouse, 1950

Dalla Coca-Cola alla Buitoni, passando per Montana, Cinzano, Cynar e tanti altri ancora. Oltre 300 immagini che raccontano venti anni di vita e costume italiani attraverso iconografia, stili e linguaggi della pubblicità del cibo e dei riti del mangiare. Si chiama 'Il Cibo Immaginario. 1950- 1970 Pubblicità e immagini dell'Italia a tavola' ed è la mostra inaugurata il 4 dicembre al Palazzo delle Esposizioni di Roma e che fino al 6 gennaio condurrà i visitatori in uno straordinario viaggio nel tempo. Un percorso che recupera un giacimento culturale che ha segnato la modernità italiana attraverso immagini da osservare una ad una, cogliendone l'evoluzione dei paradigmi di comunicazione e, soprattutto, la portata evocativa ed emozionale. Una storia visiva suggestiva, nella quale rintracciare i segni del cambiamento di un'Italia che corre veloce dalla Ricostruzione fino all'Austerity e che, nel cibo e nei modi del mangiare, trova un media fortissimo e misura il suo affrancamento sociale.

"Il punto di osservazione scelto per il racconto de 'Il Cibo Immaginario' - ha spiegato Marco Panella - è quello della memoria e del linguaggio estetico delle pubblicità del cibo che hanno sorriso agli italiani dalle pagine dei  rotocalchi, testate con milioni di copie vendute a settimana e che offrivano ai lettori una straordinaria sintesi tra informazione e lettura popolare d'evasione". "Da quelle pagine, le pubblicità del cibo precorrevano i tempi, ne esaltavano le tendenze, alimentavano un sistema di ambizione e di rincorsa sociale e - ha aggiunto -, viste oggi, a distanza di decenni, ci restituiscono intatta l'immagine di una Nazione che aveva fiducia in se stessa e che, pur con tutti i suoi tratti d'ingenuità, era in cammino verso la modernità".

Il linguaggio espositivo de 'Il Cibo Immaginario', dunque, è quello dei materiali cartacei sopravvissuti e recuperati dalla dispersione, cercati e trovati nelle case e nelle cantine, nei mercatini del piccolo modernariato e sui siti di aste telematiche, materiale povero e al tempo stesso ricco di vita vissuta: riviste, dalle quali sono state tratte le inserzioni pubblicitarie, e poi depliant, cataloghi premio, agende per la casa, calendari, locandine, cartoline illustrate, fotografie,  figurine, fumetti e, a completamento della memoria cartacea, una selezione di piccole latte pubblicitarie, oggetti ed utensili promozionali di quando la parola gadget non era ancora entrata nell'uso quotidiano.

L'impianto culturale della mostra ha raccolto le immagini in dodici grandi temi: dall'Italia che cambia il suo paesaggio domestico con nuove forme, oggetti e colori all'Italia dei baby boomer, dall'Italia del tempo libero all'Italia degli intenditori, dall'Italia che sogna con i concorsi a premio all'Italia che scopre il risparmio e le offerte speciali, dall'Italia che seduce all'Italia in famiglia. In ultimo, a fine percorso, 28 fotografie restituiscono l'immagine dal vivo di com'era l'Italia alla quale quelle pubblicità parlavano e che, anche attraverso quelle pubblicità, sognava il suo futuro

"Dal punto di vista  pubblicitario - ha proseguito Panella -, venti anni significano una produzione iconografica sterminata e l'evoluzione di stili completamente diversi. La scelta finale delle immagini è stata faticosa e spesso cambiata sino all'ultimo minuto utile, facendo prevalere a volte la logica ed altre la passione e il tempo passato a cercarle ed a sceglierle è stato un tempo scandito dall'incontro con la creatività degli illustratori, dei grafici, dei pubblicitari che hanno saputo inventare linguaggi e suscitare emozioni". "Grandi firme alcuni, meno noti altri e sconosciuti altri ancora, tutti, però, veri artisti dell'immaginario ai quali va indistintamente il tributo di questo lavoro, che ha la pretesa di raccontare un po' d'Italia e l'ambizione di far sorridere". 

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- Palazzo delle Espozisioni