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'Ri-Habitat': la rivincita degli animali attraverso uno scatto fotografico
Sono tutte creature bisognose di cure, che della vita hanno conosciuto il lato peggiore. Ora, al sicuro da maltrattamenti e dolore, stanno 'rinascendo' a nuova vita, come testimoniano le toccanti immagini di Alessia Cerqua.
Titolo: Uno scatto della mostra fotografica 'Ri-Habitat'Fonte: Alessia Cerqua
La violenza perpetrata su qualunque essere vivente è un'aberrazione che stringe il cuore e indigna l'anima. Lo sa bene la Lega Italiana Antivivisezione (Lav) che ogni anno salva da morte certa tanti animali vittime di maltrattamenti, sperimentazioni in laboratorio e svariati tipi di torture. Per fortuna questi amici e quattro e due zampe riescono a sfuggire a un destino crudele dicendo così addio a sofferenza e abbandono.
Per loro il lieto fine ha il sapore di una nuova vita, una 'resurrezione' dolce come il miele e piena di coccole. La fotografa romana Alessia Cerqua ha deciso di immortalare questo momento di 'rinascita' offrendo uno spaccato inedito dell'attività di recupero di animali sequestrati e vittime di sperimentazione. Sono immagini in bianco nero che mostrano scimmie nate e vissute all'interno di laboratori, cavalli maltenuti, tigri sequestrate a strutture circensi e poi rapaci, rettili, cani e gatti. "Finché l'incontro con la Lega Italiana Antivivisezione ha regalato a queste creature una casa sicura, una seconda opportunità", si legge nel comunicato stampa dell'esposizione curata da Francesca Barbi Marinetti con in patrocinio del Segretariato Sociale Rai.
Il nome della mostra fotografica parla da solo: 'Ri-Habitat', ed è un'ottima occasione per entrare in contatto con le storie, una volta tanto a 'lieto fine', degli animali. Le opere rimaranno esposte per tutta l'estate a Roma, presso il Margutta RistorArte di Tina e Claudio Vannini, in via Margutta 118 e in seguito, il prossimo 13 settembre, verranno battute all'asta allo scopo di raccogliere fondi da destinare a progetti di recupero di animali salvati dalla Lega Italiana Antivivisezione.
LIBERTÀ NEGATA. "Volevo raccontare la vicenda di creature cui è stata negata la libertà - ha spiegato Alessia Cerqua -. I loro sguardi sono in grado di esprimere la rinascita dopo esperienze drammatiche e commoventi". "Siamo ormai abituati a vedere immagini di animali come un veicolo mediatico capace di suscitare emozione ed empatia - ha aggiunto la curatrice della rassegna, Francesca Barbi Marinetti -. Le foto raccontano un tratto meno conosciuto, quello del recupero dal disagio di chi ha incontrato il lato più ostile dell'uomo. Il messaggio è intenso e positivo. La scelta del bianco nero rafforza e interiorizza la loro forza comunicativa".
RISCOPRIRE IL PROPRIO ISTINTO. "Si tratta di animali molto diversi tra loro per caratteristiche, esigenze o traumi subiti - ha commentato Gianluca Felicetti, presidente della Lav -, le scimmie uistitì non avevano mai visto un albero: per loro abbiamo costruito un ampio spazio protetto e riscaldato, con piante e tronchi su cui arrampicarsi e giocare. Al loro arrivo erano diffidenti e spaventate, ma lentamente si sono ambientate nella loro nuova casa, il Giardino Faunistico dell'Abatino (Rieti), abituandosi alla figura umana. Il recupero di animali che hanno alle spalle un passato difficile - ha concluso - richiede un serio impegno individuale e una sensibilità non comuni". 
ALESSIA CERQUA. La fotografa romana Alessia Cerqua ha esposto in diverse gallerie e festival internazionali di fotografia. Ha inoltre pubblicato i suoi scatti su numerosi quotidiani e riviste. Con la Lega Italiana Antivivisezione, nel 2010, ha collaborato alla mostra 'Zoo' dedicata alla cattività, che è parte di un progetto di lunga durata sul comportamento degli animali.
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- Alessia Cerqua






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