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Nick Stern, il fotografo che dà vita alle opere più famose dello sfuggente Bansky

Il 47enne londinese, che rivisita gli stancil del celebre street artist, dice: "Sono sempre stato affascinato dal suo lavoro. Ho trovato che sarebbe stato interessante cercare di ricreare alcune delle sue immagini più famose con la macchina fotografica"

» Correnti artistiche Gianluca Damante - 31/05/2012

Nel progetto 'You are not Bansky' di Nick Stern, quarantasettenne londinese di nascita, il rivoltoso che lancia un mazzo di fiori, i poliziotti che si baciano, Gesù con le buste della spesa, e molti altri  personaggi dei graffiti firmati Bansky, prendono vita attraverso un procedimento inverso a quello che avviene con l'arte. Se normalmente, infatti, con quest'ultima la vita reale viene reinterpretata, nei lavori di Stern al incontrario diventa reale ciò che prima era solo frutto di stencil, bombolette spray, un muro abbandonato, tanta fantasia ed un messaggio da trasmettere.

Molti lo considerano un dei tanti emuli in quanto non fa altro che copiare e rielaborare le opere del famoso street artist Banksy ma lui, a differenza degli altri, tra i quali il pugliese Lino Bansky e il newyorkese Hansky, che a tutt'oggi rimangono nel più assoluto anonimato esattamente come il loro "ispiratore", di Nick Stern si sa tutto, chi è, cosa fa e dove vive. L'alone di profondo mistero contribuisce sicuramente a far spendere fiumi di parole agli studiosi o ai semplici blogger che via via si imbattono in una nuova reinterpretazione dei graffiti originali. Come fanno, appunto, Lino Bansky artista originario di Andria autoproclamatosi "artista di streda", che ricrea una parodia irriverente attraverso gli stencil di Bansky ma con la faccia e le battute di Lino Banfi, suo compaesano, e Hansky che invece sostituisce il volto dei soggetti con quello del noto attore americano Tom Hanks.



Londinese di nascita, dal 2007 Nick Stern vive a Los Angeles. Dai suoi profili sui social network, così come dal suo sito personale e dalle sue interviste emerge il profilo di un fotografo di professione che ha documentato argomenti delicati quali la prostituzione minorile ed il traffico di esseri umani nonché situazioni umanitarie difficili come il terremoto ad Haiti del 2010. Ne diremmo un purista della fotografia che odia i fotoritocchi al computer, che diffida i colleghi professionisti ad usare applicazioni nate per gli smartphones come Instagram quando scattano foto per riportare notizie di cronaca. I filtri Instagram Style studiati per fare di una immagine una simil foto stile anni settanta, in casi differenti dalla semplice hobby non farebbero altro che ingannare gli spettatori, aggiungendo più drammaticità di quella reale.




Una presa di posizione quella contro l’uso del fotoritocco in un reportage, spiegata dallo stesso Stern con queste le toccanti parole: "Ad Haiti, poco dopo il terremoto del 2010 avevo scattato delle fotografie con le lacrime che scendevano sulle mie guance. C'era solo la mia fotocamera tenuta stretta sul mio viso che significava che le mie lacrime non erano visibili a quelli intorno a me. Credo che l'emozione è venuta fuori attraverso le mie immagini. Se così non fosse ho fallito nel mio lavoro". "Le più grandi fotografie - racconta ancora - sono create nella mente del fotografo e non nell'elettronica della macchina fotografica".



Ci sono artisti vanno ben oltre la semplice Street Art, rielaborandola e contaminandola con la fotografia: questo è l'omaggio di Nick Stern al più famoso street artist del momento perché, come dichiara lo stesso autore: "Il lavoro Banksy è abbastanza unico e stimolante, conosciuto in tutto il mondo". Lo stesso Stern dichiara che è stato un lavoro lunghissimo ed accurato, dove niente è stato lasciato al caso. Per arricchire le ambientazioni il fotografo si è procurato per settimane su ebay tutti i vari oggetti che appaiono nelle immagini come ad esempio la corona di spine di Cristo o i caschi dei poliziotti. "Spero solo che a Banksy piaccia quello che ho fatto", dice Stern a proposito dello street artist suo connazionale.



Il minuzioso lavoro di questo artista londinese, trapiantato a Los Angeles, è piaciuto molto non solo al redattore che ha scritto questo articolo, ma a moltissime altre persone. Ed anche se le sue opere non trasmettono la stessa potenza emotiva dei graffiti originali, se lo incontrate per strada chiedetegli di farvi vedere il suo tatuaggio che ha sul braccio raffigurante il suo obiettivo da 300 mm di cui ne va particolarmente fiero, ne sarà sicuramente felice.



LINK
- Nick Stern photographer
- Il progetto 'You are not Bansky'