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Roma antica: le tante facce del potere

Ai Musei Capitolini una mostra per guardare le rappresentazioni dei grandi personaggi di epoca romana, in un percorso fin troppo denso di opere, dove non mancano i capolavori.

» Archeologia Francesco Amorosino - 24/03/2011
Titolo: Caracalla, ritratto in marmo
Fonte: Musei Capitolini

Sguardi insondabili, pieni di forza e storia, rivolti alle splendide pareti affrescate e agli arazzi, oppure occhi di pietra che si scrutano a vicenda, conversando con quei silenzi densi di significato di cui solo le statue sono capaci. Le sculture sono sempre avvolte da un fascino particolare, e specialmente i ritratti  conservano quasi una vita propria, una eco della persona che rappresentano, e nei volti, nel marmo o nel bronzo segnati dal tempo si leggono i secoli passati. 

Ai Musei Capitolini, fino al prossimo 25 settembre, è possibile fare affascinanti incontri con la storia, con i grandi personaggi della romanità, ma anche con persone semplici ma facoltose che hanno voluto farsi immortalare dalla mano degli scultori. 'Ritratti. Le tante facce del potere', curata da Eugenio La Rocca e Claudio Parisi Presicce, offre oltre 150 pezzi tra teste, busti e statue a figura intera provenienti dai maggiori musei europei, che vanno dalla città repubblicana all'età tardo-antica, dai primi ritratti in terracotta e in bronzo fino alla vasta produzione in marmo e in bronzo di età imperiale.

Sono talmente tanti i pezzi in esposizione che sembra riduttivo parlare di mostra, essendo quasi un museo nel museo, anche per l'ampia articolazione all'interno delle sale dei Capitolini. Forse è proprio il grande numero di opere il difetto da riscontrare in quanto, tra tanti pezzi magnifici, ve ne sono altrettanti trascurabili. Una selezione più ristretta avrebbe reso la mostra più agile e fruibile a un vasto pubblico. Le lunghe didascalie rendono il tutto troppo didattico ed è un peccato, data la grande quantità di pezzi eccezionali, dal magnifico 'Ritratto di Caracalla' conservato proprio ai Capitolini, scelto per la locandina della mostra, al profondo 'Cesare verde' proveniente dall'Antikensammlung Staatliche Museen di Berlino.

Dal blog del sindaco di Roma, Gianni Alemanno (Flickr)

L'esposizione è divisa in ben sei sezioni. La prima, 'Dalla maschera al ritratto', parla degli albori
del genere, partendo dal diritto a rappresentare e conservare i volti degli avi, lo 'ius imaginum', rimasto a lungo appannaggio esclusivo delle gentes romane di elevato lignaggio, ma poi allargato a fasce di popolazione più ampie. Restano poche testimonianze della pratica di custodire le maschere in cera degli antenati, soprattutto a causa della fragilità dei materiali. In mostra si trova la testina in terracotta dal Louvre, già Collezione Campana, un raro esempio di una riproduzione miniaturistica del capo di un progenitore.

Nobildonna romanaLa sezione numero due, 'Egitto, Grecia e Roma', persegue l'ambizione di esplorare i molteplici filoni artistici della ritrattistica romana dall'epoca repubblicana ai primordi dell'impero tramite la presentazione di prototipi, generalmente di ambiente extra-italico, a partire dai quali sono stati elaborati numerosi ritratti locali. Viene evidenziata, ad esempio, la fortuna dell'immagine di Alessandro Magno, imitato a più riprese da privati, o l'imitazione dei ritratti di filosofi e intellettuali greci.

La terza sezione, dal titolo 'Lo schema delle immagini', fa riferimento alla raffigurazione del corpo del personaggio effigiato, con una panoramica sulle tipologie possibili di ritratti onorari a Roma, dove è il costume indossato a veicolare le informazioni più significative sullo status del committente. Tre le alternative possibili nei ritratti maschili: il protagonista poteva essere raffigurato in toga, abito romano ufficiale per eccellenza, che ben si prestava a esprimere la dignitas, oppure, con la variante del lembo sollevato sul capo poteva comunicare la pietas religiosa. Chi, invece intendeva associare alla sua immagine un'evidente coloritura militare, poteva scegliere di farsi ritrarre con indosso una corazza. Terza e ultima possibilità era quella di farsi ritrarre in nudità eroica. 

Quarto segmento della mostra, 'Il volto dei potenti', evidenzia il fenomeno conosciuto come 'Bildnisangleichung' (assimilazione dell'immagine), che consiste nella tendenza a riprendere nei ritratti privati le acconciature e le caratteristiche fisiognomiche di imperatori o altri membri della casa regnante. L'imitazione in molte opere è talmente spinta che l'immagine di un privato cittadino può essere scambiata per un ritratto dell'imperatore in persona. Questo può portare a errori di datazione che viene spesso fissata, in maniera quasi meccanica, sulla base del modello imitato, un procedimento errato, visto che il volto ripreso non è necessariamente contemporaneo al cittadino. La quinta sezione, 'Principi e privati come dei', illustra la tendenza di privati e imperatori a vestire i panni di una divinità in una scultura-ritratto. La sesta e ultima sezione è dedicata alle acconciature femminili: vanitose ed egocentriche, molte tra le principesse e le imperatrici romane, infatti, esibirono in vita complesse e stravaganti acconciature, lanciando spesso nuove mode seguite di buon grado da private cittadine loro contemporanee. 

dal Blog del sindaco di Roma, Gianni Alemanno (Flickr)


La mostra è la seconda tappa del progetto 'I Giorni di Roma', composto da cinque mostre con cadenza annuale. Tre di queste presentano un taglio cronologico ('L'età della conquista', già realizzata ai Capitolini da marzo a settembre 2010, dalla seconda guerra punica fino a Giulio Cesare, 'L'età dell'equilibrio' nel 2013, da Traiano fino a Marco Aurelio, 'L'età dell'angoscia' nel 2014, dalla dinastia dei Severi fino a Diocleziano), intervallate da due mostre di taglio tematico ('Ritratti. Le tante facce del potere' in corso nel 2011 e 'Costruire un Impero' prevista nel 2012), che si presentano come approfondimenti sul complesso fenomeno della cultura artistica romana già impostato con la prima esposizione.

Un progetto ambizioso, che si scontra, però, con il suo svolgersi proprio a Roma, città già satura di offerte archeologiche, e che quindi deve saper puntare sul fascino e sulla curiosità per colpire il pubblico. L'impostazione didascalica da museo compassato, seppure ottima per la cura scientifica e l'allestimento rigoroso, rischia di presentarsi come stantia e noiosa, soprattutto a quegli stranieri che vengono da Paesi in cui i musei diventano sempre più interattivi e multisensoriali, lontani da quella patina di grigiume che, nel bene o nel male, continua ad affliggere i nostri spazi.  


INFORMAZIONI
Titolo:
'Ritratti. Le tante facce del potere'
Dove: Musei Capitolini, piazza del Campidoglio, Roma
Quando: dal 10 marzo al 25 settembre 2011
Orari: da martedì a domenica dalle ore 9 alle ore 20
Ingresso: intero 12 euro, ridotto 10 euro, ridottissimo 2 euro, gratuito solo per alunni di scuole medie, elementari e per i  portatori di handicap
Tel: 060608
Web: Musei Capitolini