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Giornata Mondiale Gioventù: i pellegrini? La manna australiana
La EMG produce tutto il merchandising della Giornata mondiale dei Giovani a Sidney: un affare di milioni di dollari
Fonte: www.wyd2008.org
Oramai non esiste un evento al mondo senza il suo merchandising. A Colonia c’era il 'Pope on a rope soap', il sapone a forma di Papa. A Sidney, invece, dove si è svolta l’ultima Giornata Mondiale della Gioventù, in Hyde Park si può trovare qualsiasi tipo di gadget: dalle candele della Vergine Maria a 15 dollari alle bottiglie d’acqua della GMG per 25.
“Il 'Pope on a rope' non era un prodotto ufficiale”, ci tiene a precisare Scott Pitts, general manager della società Event Management Group (EMG), alla quale è affidato il merchandising della manifestazione religiosa. E per questo motivo non si potrà acquistare l’ambito sapone in Australia. D’altra parte è solo un dettaglio, se è vero che i giovani provenienti da tutto il globo potranno investire i loro soldi in altri 460 prodotti. Si calcola che il giro d’affari, in soli sei giorni, è stato di diversi milioni di dollari, che verranno equamente ripartiti fra la compagnia guidata da Pitts e l’organizzazione che presiede la manifestazione.
Sono diverse le linee create appositamente dalla EMG e acquistabili anche via Internet: la serie Power, quella Papa Benedetto XVI, quella firmata da Richard Cambell, le collezioni Fede, Giovinezza, Pellegrini, Australiana, Internazionale. Per mettere a punto una simile mole di merci, venduta in venti diversi punti della città, la società australiana ha collaborato in maniera stretta con il Vaticano per mesi. Il prodotto più richiesto sinora, per la modica cifra di 55 dollari, è stata la t-shirt da rugby del Pontefice con il numero 16 e il suo nome in Italiano: “Benedetto”. Ma sono molti i gadget che hanno avuto un inaspettato successo di vendite: come i popolarissimi cucchiai del Santo Padre o le magliette con la scritta “I love Jesus”.
“Stimiamo che centomila persone compreranno un certo numero di prodotti in quei sei giorni – ha rivelato Pitts – e d’altra parte, dopo l’evento, il merchandising non serve più a nulla. Quindi c’è un elemento di rischio da prendersi. Abbiamo fatto molte ricerche e siamo ansiosi di vedere l’orgoglio di essere pellegrino”. Infatti, a GMG terminata, la merce invenduta sarà donata alle associazioni umanitarie cattoliche, che si preoccuperanno di recapitare, soprattutto i vestiti, alle realtà che ne hanno bisogno (per esempio gli orfanotrofi).
Eppure il “Sidney Morning Herald” titola provocatoriamente che la “manna” del business legato alla GMG piove dal Cielo, ma non per tutti: secondo il quotidiano australiano i commercianti della zona limitrofa ad Hyde Park segnalano un calo delle vendite e sono preoccupati perché i loro abituali clienti hanno abbandonati la città. Salvatore Gallifuoco, che gestisce il Bar Quattro, proprio dentro al parco, ha raccontato al giornale di non aver visto alcun influsso positivo dall’arrivo di visitatori: “Specialmente in una giornata di sole come questa – ha chiarito il ristoratore, guardando i tavolini vuoti – a quest’ora ci sarebbe stato il pienone”. Un venditore di giornali, i cui proventi sono destinati ai senzatetto e ai disoccupati di lungo corso, ha avuto analoghi motivi per lamentarsi: “In un giorno favorevole posso guadagnare fra i 100 e i 150 dollari: oggi ne prenderò al massimo 25”.
I tassisti denunciano la stessa mancanza di clienti e qualcuno pensa di restare a casa per tutta la settimana: sono in molti a raccontare di non aver visto la città così deserta dai tempi delle Olimpiadi. Insomma, se i pellegrini sono un business, evidentemente non lo sono per tutti.
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