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Shoah, Enrico Mentana: «A ricordare saranno solo gli ebrei.» Ecco perché

Il Direttore del Tg La7 commenta via Social la Giornata della Memoria: «Il nostro Paese, costretto a ricordare per legge quello che non avrebbe mai dovuto dimenticare». Mentre Pietro Grasso riflette sulle leggi razziali definite «vergognose»

» Europa Redazione - 27/01/2017

«Quando arriva il Giorno della Memoria penso al misero destino del nostro Paese, costretto a ricordare per legge quello che non avrebbe mai dovuto dimenticare. E invece lo ha dimenticato da subito: quando i pochi sopravvissuti tornarono dai campi nessuno li ascoltò, e per un buon motivo. A propiziare la loro individuazione ed emarginazione erano state ancora in tempo di pace le leggi dello Stato italiano, a cui nessuno si era ribellato.» Così il direttore del Tg La7 Enrico Mentana, che ha scritto un post su Facebook dedicato al Giorno della Memoria. «Anche quest'anno - scrive Mentana - a ricordare saranno solo gli ebrei, i pochi sopravvissuti e i loro eredi o correligionari.»

«Gli ebrei italiani vennero schedati, privati del lavoro, messi ai margini della società. Quando poi i tedeschi invasero il Paese furono tanti altri italiani, zelanti e servili, a indicarli ai nazisti, a organizzare e premiare le delazioni, a spartirsi il frutto degli espropri, a chiudere gli occhi davanti al loro invio nelle carceri, nei campi di internamento, e poi verso i vagoni che li portarono allo sterminio. Nessun italiano - sottolinea - ripeto nessun italiano ha mai pagato per tutti questi atti».

«I tanti volenterosi complici dello sterminio hanno continuato a vivere senza pene né pentimenti. Non esiste alcun libro di memorie in cui si ammettono le colpe per anche un solo singolo episodio. Dall'indomani del 25 aprile tutti furono ex partigiani e antifascisti. Dopo il processo Eichmann, all'inizio degli Anni '60, il mondo dovette per forza prendere atto di cosa fu la Shoah: ma in Italia l'interdetto su quel che la propiziò continuò, e continua tuttora.» «Anche quest'anno - conclude Mentana - a ricordare saranno solo gli ebrei, i pochi sopravvissuti e i loro eredi o correligionari: come degli alieni, rappresentanti di una delle due specie estinte, quella con le divise a righe e la stella di Davide; l'altra, con le uniformi nere, i nazisti. Dovremmo essere noi a ricordare, senza delegare le vittime a farlo: col risultato poi di sentir dire, 'che palle sti ebrei che parlano sempre e solo di Auschwitz'».

PIETRO GRASSO: «LEGGI RAZZIALI VERGOGNOSE.» Il 27 gennaio 1945 venivano abbattuti i cancelli di Auschwitz e liberati i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista di concentramento. Le truppe dell'Armata Rossa scoprirono e svelarono al mondo intero il più atroce orrore della storia dell'umanità: la Shoah. Dalla fine degli Anni '30 al 1945 in Europa furono deportati e uccisi circa sei milioni di ebrei. Con una legge del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha istituito per il 27 gennaio il 'Giorno della Memoria' alla vigilia del quale il presidente del Senato Pietro Grasso ha detto: «Di quanta intelligenza, di quanta forza, di quante potenzialità l'Italia si è privata con quelle leggi vergognose che hanno condannato prima all'esilio, poi alla prigionia e alla morte, una parte della sua popolazione?» In un passaggio del suo intervento per la presentazione della biografia a fumetti del premio Nobel e senatrice a vita Rita Levi Montalcini, scomparsa il 20 dicembre 2012, ieri Grasso ha ricordato che la scienziata «fu vittima delle leggi razziali, per meglio dire, razziste del fascismo che le vietarono ogni prospettiva di ricerca, costringendola dapprima a recarsi in Belgio, poi a rientrare in Italia, arrangiandosi un laboratorio attrezzato nella sua camera da letto.»

LA LEGGE - 20 luglio 2000, n. 211. "Istituzione del 'Giorno della Memoria' in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000.

- Art. 1
1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, 'Giorno della Memoria', al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

- Art. 2
1. In occasione del 'Giorno della Memoria' di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.