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Migranti nel mondo: dal 2013 al 2014 incremento più alto dalla Seconda Guerra Mondiale

Mentre a Bruxelles è tempo di riunioni, l'Ocse diffonde nuovi dati: solo in Europa nel 2015 i richiedenti asilo e i rifugiati toccheranno quota 1 milione. Una crisi dai costi umanitari spaventosi ed una cifra mai raggiunta prima

» Europa Redazione - 22/09/2015
Fonte: Photo ©S.Rich/Unhcr

Una crisi umanitaria senza precedenti e di costi altissimi e inaccettabili tanto che nel 2015 nell'Unione Europea toccherà "un livello senza precedenti di richiedenti asilo e rifugiati" con un numero di procedure in crescita fino ad un milione. La stima è dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) in un dossier sulle prospettive migratorie in cui si evidenzia come sia necessaria una strategia politica globale con strumenti di lungo termine. "Quali che siano le cifre reali, rimanere passivi davanti all'emergenza - spiega l'Ocse - potrebbe compromettere gli sforzi per migliorare la situazione, alimentando un senso di disagio nei confronti dell'emigrazione". Un fenomeno quello dei migranti forzati, il cui aumento a livello globale dal 2013 al 2014 rappresenta il più alto incremento registrato tra un anno e l’altro, oltre che la cifra più elevata dalla seconda guerra mondiale.

RICHIEDENTI ASILO: 800 MILA DALL'INIZIO DEL 1990. Secondo l’analisi dell’Ocse, nel 2014 le domande d'asilo nell'area della cooperazione e sviluppo economico  sono aumentate del 46 per cento superando quota 800mila per la prima volta dall'inizio degli anni Novanta. "I dati preliminari per il 2015 indicano che questo sarà un anno record – fa notare l’Ocse -: i principali paesi di destinazione sono Germania, Stati Uniti, Turchia, Svezia e Italia, mentre la Francia è solo sesta, dopo essere stato a lungo uno dei primi tre paesi di destinazione". E mentre l’Ungheria rinuncia ad allestire "zone di transito" alla sua frontiera, dalla riunione degli ambasciatori Ue emerge forse la possibilità di ricollocare 120mila migranti (quindi anche i 54mila dell’Ungheria) - da Italia e Grecia, con la possibilità di cambiamenti in corsa se dovesse presentarsi la necessità per altri Paesi. Lo si apprende da fonti Ue. "La strada della risposta politica non è della cancellazione ma della gestione del fenomeno – aggiunge il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni – con una flessibilizzazione delle regole di Dublino. Dublino va difesa ma senza distruggere Schengen. Contribuiamo con l'informazione - ha concluso - a rendere più informata e consapevole l'opinione pubblica di cosa succede nel mondo perché se si capisce il fenomeno dell'immigrazione si possono dare risposte civili".

TENSIONE E TAFFERUGLI TRA POLIZIA E PROFUGHI IN CROAZIA. E intanto cresce la tensione nei campi di smistamento in Croazia con tafferugli scoppiati tra la polizia croata e profughi nel villaggio di Opatovac, dopo che ad alcuni richiedenti asilo è stato impedito di entrare in un centro di accoglienza recentemente aperto con lo scopo di registrare coloro che cercano rifugio in Europa. La situazione ha cominciato a degenerare quando le forze di sicurezza non sono state più in grado di gestire il flusso di profughi che volevano entrare nel centro. La polizia ha quindi respinto i richiedenti asilo al cancello principale e ha chiesto loro di sedersi e aspettare il proprio turno. La Croazia ha organizzato l'accoglienza dei profughi cercando di mettere ordine nel caos inesorabile che ha colpito il paese dal 15 settembre, quando l'Ungheria ha chiuso la sua frontiera con la Serbia. Decisione che ha deviato ondate di persone in fuga dal conflitto in Medio Oriente, Africa e Asia verso la Croazia.

IN ITALIA 120MILA IMMIGRATI IN MENO IN 9 MESI. In tutto il 2014, la via del cosiddetto Mediterraneo centrale, che va dalle coste della Libia a quelle italiane ha rappresentato, soprattutto per le persone in fuga dall’Africa e dal Medio Oriente, la principale rotta verso l’Europa (più di 170mila migranti hanno raggiunto la sola Italia, 4 volte di più di quello che avveniva nel 2008). Nel 2015, invece, questi arrivi hanno coinvolto ancor più massicciamente tutta l’area del Mediterraneo (centrale, orientale e occidentale), arrivando a 411mila 567 (dato al 14 settembre 2015). È quanto emerge dal secondo Rapporto sulla Protezione Internazionale in Italia nato dalla collaborazione tra Anci, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes e il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), presentato a Roma nei giorni scorsi. In base ai dati del Rapporto, gli arrivi hanno riguardato in misura significativa non solo l’Italia, ma anche e soprattutto la Grecia. In particolare, quest’ultima ha registrato 288mila 020 arrivi, a fronte dei 121mila 500 dell’Italia. Mentre la rotta del mediterraneo occidentale ha registrato a fine di luglio 2015 appena 1.953 arrivi in Spagna, soprattutto di algerini, ivoriani, camerunensi, guineani. L'altra rotta è quella dei Balcani occidentali: secondo l’Agenzia Frontex, da gennaio a luglio 2015, oltre 102mila persone l'hanno percorsa, quasi equamente ripartiti fra siriani, afghani e kosovari.

RIFUGIATI NEL MONDO, È DALLA SIRIA CHE PROVIENE LA MAGGIOR PARTE. Rispetto ai paesi di origine dei rifugiati, alla fine del 2014, la Siria è il primo paese al mondo con quasi 3,9 milioni di rifugiati presenti in 107 paesi, superando l’Afghanistan che ha ricoperto questo primato per più di trent’anni. Con la Somalia, che è il terzo in classifica, questi tre paesi hanno complessivamente contribuito con 7,6 milioni, ovvero più della metà (53 per cento), al numero totale di tutti i rifugiati sotto la responsabilità dell’Unhcr alla fine del 2014.

IN QUANTI LASCIANO IL PRORPIO PAESE…Nel 2014 sono 19,5 milioni i rifugiati fuori dal loro paese di origine (di cui 14,4 milioni sotto il mandato dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), 38,2 milioni gli sfollati interni fuggiti da guerre o persecuzioni, 1,8 milioni le domande d’asilo presentate per un totale di 59,5 milioni di persone sradicate dai loro luoghi di residenza e di vita, oltre 8 milioni di persone in più rispetto al 2013.

OLTRE 2.900 E VITTIME NEL MEDITERRANEO. Sono circa 2.900 le persone che hanno perso la vita tentando di attraversare il Mediterraneo. A queste vanno sommate quelle dei viaggi a piedi via terra: finora oltre 200 persone morte per asfissia, stipate nei camion, o travolte lungo le strade o le ferrovie.