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Medjugorje tra fede e scetticismo in attesa della decisione di Papa Francesco

C'è chi la definisce "religione soft" lontana dalla "identità cristiana", ma dal rientro del Santo Padre dal viaggio a Sarajevo non si parla d'altro: dopo 34 anni dalla prima apparizione la Chiesa prenderà una posizione ufficiale sul santuario bosniaco?

» Europa Emanuele Dorru - 09/06/2015
Fonte: Immagine dal web

Da piccolo villaggio della Bosnia Herzegovina a santuario mariano dove si recano ogni anno 30 milioni di pellegrini da tutto il mondo, ma attualmente non riconosciuto dalla Chiesa cattolica. Così come i veggenti che ricevono le apparizioni ed i messaggi da trasmettere all'umanità. Quello di Medjugorje è un fenomeno che da 34 anni, esattamente dal 24 giugno 1981, divide a metà opinione pubblica, scettici e credenti ma soprattutto le autorità ecclesiastiche. Eppure, dopo anni di chiusura da parte della Santa Sede nche al solo parlarne, per un attimo è sembrato che qualcosa si fosse mosso, complice la recente visita di Papa Francesco a Sarajevo 18 anni dopo la visita di san Giovanni Paolo II. Al suo ritorno in Italia, infatti, il Pontefice sembra abbia dichiarato: “Stiamo per prendere delle decisioni. Poi si dirà!”. Dichiarazione ricalibrata in seguito che, a questo punto, non dà per scontata un'apertura a  Medjugorje, tutt'altro. 

Di fatto “Medjugorje è un evento anomalo nella storia delle apparizioni mariane - ha spiegato Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria in una recente intervista al Tg2 -, perché dal 24 giugno 1981 fino d oggi la Madonna appare ogni giorno. E mai si era visto nulla di così continuativo”. Sarà forse anche per questo che da evento locale e parrocchiale è divenuto nel tempo “un fenomeno mondiale, una sorta di pellegrinaggio globale”. Figlio dei nostri tempi, di una fede spesso traballante o inesistente, “Medjugorje è il confessionale del mondo, un luogo dove i pellegrini si rendono conto, percepiscono la presenza della Madonna. Un’esperienza – ha concluso Padre Livio Fanzaga - dalla quale si torna trasformati nelle fede e nello spirito”.

Un'esperienza forte, dunque, che cambia uomini e donne, di fede e non, e che molti ripetono. A spiegarlo è anche Lilli Catecumeno, responsabile del 'Centro Regina della Pace' di Roma, che organizza pellegrinaggi a Medjugorje. "Ci sono persone che non vogliono nemmeno pregare - racconta Catecumeno -. Un signore mi diceva di avere la nausea della preghiera, ma al rientro in Italia sul pullman si è messo a piangere. 'Qualcosa nel mio cuore è successo' sono state le sue parole. Mentre un altro di ritorno ha detto: 'Qui devo portare mio figlio'". "Chi non crede è spinto dalla curiosità o dal desiderio di accompagnare la moglie - spiega -. Ci sono persone che vi si sono recate una volta e sono rimaste colpite dalla spiritualità e dalla pace che hanno sentito nel cuore. E hanno bisogno di tornare per ricaricarsi”. “Ci sono anche persone che hanno molta fede e sentono la necessità di ritrovare la spiritualità straordinaria che c'è a Medjugorje. O malati che si rivolgono alla Madonna per chiedere la forza di superare la prova e avere la grazia della guarigione".

Quello di Medjugorje è, però, anche un fenomeno che nel tempo ha sollevato molti dubbi e tanto scetticismo tra chi lo considera frutto di un’allucinazione collettiva, chi di una “macchina di propaganda per il rilancio del turismo locale”. Stando a quanto spiegato da Lilli Catecumeno, "dall'inizio delle apparizioni, 34 anni fa, ci sono stati oltre 500 miracoli. Ed ora, sulle apparizioni mariane, siamo in attesa della decisione del Papa". Sarà infatti Bergoglio a pronunciarsi e a breve, come ha assicurato lui stesso di ritorno da Sarajevo, sui lavori della commissione di indagine vaticana presieduta dal Cardinale Camillo Ruini. Fu Benedetto XVI, nel 2010, ad affidare , il compito di approfondire il fenomeno ad una commissione internazionale d’inchiesta, presieduta dal cardinale Camillo Ruini e composta da 17 membri provenienti da tutto il mondo. Il lavoro, durato 3 anni, è stato consegnato con le rispettive conclusioni nelle mani di Papa Francesco, il 23 gennaio 2014, direttamente dall’ex presidente della Cei, Ruini. Al Santo Padre, ora, esprimersi in merito, tra chi attende, chi prega, chi continua ad essere scettico e che consiglia di sospendere i pellegrinaggi a Medjugorje in attesa di un pronunciamento ufficiale.