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"Dall'UE ci aspettiamo molto di più!": ecco cosa chiedono i Millennials a gran voce

Lotta a povertà e gender gap, salario minimo e più struttura per il sistema assistenziale in generale. Queste le priorità dei giovani nel dibattito politico emerse dall'indagine a sei mesi dalle elezioni del Parlamento Europeo...

» Europa Redazione/TB - 04/12/2018

Lotta alla povertà, riduzione delle disuguaglianze socioeconomiche, salario minimo, sostegno alle nascite. Sono solo alcune delle richieste avanzate all’Unione Europea da parte dei Millennials al grido del “Ci aspettiamo molto di più”. A sei mesi dalle Elezioni del Parlamento Europeo del 2019, infatti, grazie al sondaggio FEPS e ThinkYoung, i giovani europei fanno sentire la loro voce, chiedendo al direttivo più impegno in materia di promozione di politiche di welfare sociale.

Così, dall’indagine ‘The Millennials’ condotta su un campione di oltre 10mila individui intervistati tra il 27 Agosto e il 3 Settembre 2018, viene fuori che la primaria importanza per i ragazzi è l’esistenza di una solida rete sociale di sicurezza, in particolare in questi tempi incerti. Il 52 per cento dei Millennials, infatti, è convinto che la lotta alla povertà e la riduzione delle disuguaglianze socioeconomiche debbano essere tra le priorità della UE. Una schiacciante maggioranza di questa fascia della popolazione, l’83 per cento, sostiene inoltre che la UE debba assicurare un salario minimo per tutti i lavoratori; l’81 per cento vorrebbe più sostegno finanziario per le nascite ed il 47 per cento è convinto che ridurre le differenze salariali e pensionistiche tra donna e uomo sia il modo migliore per affrontare il problema delle disuguaglianze di genere.

Queste priorità dimostrano come i Millennials siano determinati ad impegnarsi nel dibattito politico. Più della metà, il 53,5 per cento, ritiene che la UE abbia intrapreso la strada sbagliata e ben il 58 per cento è convinto che altre nazioni seguiranno l’esempio di Brexit e lasceranno l’Unione. Un dato allarmante per tutta la classe politica. Affrontando il tema dell’Unione Europea in quanto tale, il sondaggio ha evidenziato come i Millennials nutrano un entusiasmo più marcato rispetto a quanto faccia il grande pubblico: il 79,8 per cento afferma di credere fermamente nei valori della UE, contrariamente a quanto ci si possa aspettare. A dimostrazione di ciò, il 54,7 per cento degli intervistati ha dichiarato di essere a favore della creazione di un esercito europeo unico, argomento spesso ritenuto tabù dalla politica.

Il The Millennials è uno dei più grandi sondaggi mai svolti in Europa: ha raggiunto 10mila persone in dieci diversi paesi che da soli valgono il 78 per cento della popolazione europea: Francia, Germania, Polonia, Grecia, Spagna, Italia, Ungheria, Svezia, Belgio e Portogallo. Lo studio è stato commissionato da FEPS in collaborazione con ThinkYoung ed è stato supportato da tre business partner, Coca-Cola, BCW (Burson Cohn & Wolfe) e Microsoft. Tra gli spunti più rilevanti emersi dal sondaggio troviamo:

• Il dato sul sostegno all’UE: il 79,8 per cento dei Millennials interpellati crede nel progetto europeo contro un dato generale inferiore al 60 per cento.

• L’entusiasmo è smorzato solamente dall’incertezza sulla direzione presa dalla UE: il 53,5 per cento dei Millennials teme che la strada sia quella sbagliata. Ad ogni modo, questo dato è in miglioramento rispetto alla precedente rilevazione del Millennials Dialogue del 2015 , quando il 73 per cento era scettico sulla direzione dell’Unione.

• Il coinvolgimento è una grande preoccupazione: l’89,5 per cento dei Millennials vorrebbe che i politici comunicassero meglio le attività portate avanti dalla UE in modo da valorizzarne l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini europei. Solo uno su dieci è convinto che l’Unione stia comunicando in maniera efficace e chiara.

• Solo il 27 per cento dei giovani compresi tra i 18 ed i 24 anni ha votato alle elezioni del 2014 a fronte di una affluenza totale del 42,5 per cento. L’esito del sondaggio suggerisce quindi che i Millennials abbiano rinunciato al proprio diritto di voto per una mancanza di rappresentanza generazionale da parte della classe politica. L’85 per cento vorrebbe che i giovani venissero coinvolti maggiormente nel decision-making della UE.

• Il 54,7 per cento di intervistati a favore di un esercito unico europeo contrasta con la cautela che generalmente si riscontra attorno a questo argomento. Un dato che rivela un riconoscimento del ruolo della UE nel garantire pace e stabilità da parte di una generazione senza obbligo di servizio militare.

• Il grande sostegno dei Millennialss per l’Unione giunge in un momento decisivo, non solo per l’approssimarsi delle Elezioni Europee, ma anche per l’imminente abbandono degli UK. A tal proposito, il 58 per cento dei Millennials ritiene che altri stati abbandoneranno l’Unione in futuro.

• Il sondaggio mostra come i Millennials non condividano le stesse priorità dei governi nazionali o delle istituzioni europee. Quando è stato chiesto loro quali fossero i problemi più impellenti per la UE, le risposte sono state: povertà e disuguaglianza per il 52 per cento, il cambiamento climatico per il 40 per cento, la crisi migratoria per il 33 per cento e la corruzione per il 32 per cento. Per quanto riguarda politiche specifiche, l’83 per cento si è detto a favore dell’introduzione di un salario minimo.