Cronaca » Mondo » Americhe

Obama ce l'ha fatta: la riforma sanitaria è legge

Una manciata di voti (219 contro 212) hanno decretato una vittoria storica per gli Stati Uniti: "I lavoratori americani, le famiglie e le piccole imprese avranno una sicurezza: né malattie né incidenti metteranno a rischio i sogni di una vita".

» Americhe Redazione - 14/12/2010

 "Siamo al di sopra della politica, siamo al di là della paura e siamo ancora in grado di lavorare per la gente: oggi è il momento del cambiamento". Barack Obama esulta, mentre scandisce queste parole. La riforma sanitaria è divenuta legge. Dopo tante polemiche e altrettanti colpi di scena, la Camera degli Stati Uniti ha passato la riforma e per il presidente si tratta di una vittoria chiave: dà concretezza a quella visione di cambiamento con il quale si è aggiudicato la Casa Bianca. 

"Dopo quasi cento anni di parole e di frustrazioni, dopo dieci anni di tentativi e un anno di battaglie - ha continuato Obama -, il Congresso degli Stati Uniti ha dichiarato che i lavoratori americani, le famiglie e le piccole imprese avranno una sicurezza: né malattie né incidenti metteranno a rischio i sogni cui hanno dedicato una vita". 

219 voti a favore, 212 contrari. Come da copione, fino all'ultimo istante i repubblicani hanno cercato di ostacolare la proposta di legge con pericolose mozioni. A seguito poi di un accordo tra la Casa Bianca e gli antiabortisti democratici, la maggioranza si è unita e al momento di votare la soglia dei 216 voti è stata superata poco prima delle 23 ora di Washington, quando il contatore elettronico ha annunciato il voto della maggioranza. 

"Yes, we can", hanno urlato in aula i democratici, scoppiando in un'ovazione. Alla fine dello spoglio, i voti favorevoli erano 219 voti i contrari 212. Questi ultimi da attribuire ai 178 deputati repubblicani e a 34 democratici. Per la prima volta nella storia americana, per un progetto di legge fondamentale come quello sanitario non si è riusciti ad avere una maggioranza bipartitica. Solo quando il passaggio del progetto di riforma è divenuto una certezza, Nancy Pelosi, presidente della Camera, ha battuto martello dal podio e ha decretato: "La legge è passata".

Ci siamo, dunque: l'America avrà un'assicurazione sanitaria per 32 milioni di americani che oggi non sono coperti. Lavoratori che rischiavano di perdere l'assicurazione medica cambiando posto non correranno più quel rischio. Bambini con malattie congenite che non potevano essere assicurati avranno le cure adatte.  La riforma ha un respiro molto più vasto del semplice allargamento di una base di assicurati, toccherà ogni cittadino americano. 

Un enorme meccanismo di riorganizzazione di metodi, priorità, garanzie sanitarie si metterà subito in moto. Non ci sarà comparto dell'economia che non venga toccato da questa riforma. Il pacchetto vale 940 miliardi di dollari in dieci anni. Consentirà di tagliare 138 miliardi di dollari dal disavanzo pubblico, rivoluzionerà i metodi assistenziali degli ospedali e dalle assicurazioni. Ma taglierà anche 500 miliardi di dollari dal Medicare, il programma di assistenza per gli anziani.

Barack Obama vince questa battaglia e arriva dove altri tre presidenti importanti avevano fallito. Le forze repubblicane, le potenti lobby farmaceutiche e assicurative ergevano mura insormontabili, almeno fino ad ora. "Ora pensiamo al dopo" ha esclamato Obama dalla East Room della Casa Bianca dopo l'ultimo voto alla Camera. Il presidente insomma, archiviata la storica svolta sanitaria, pensa già al 'dopo', ovvero alla riforma del sistema finanziario.