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ANALISI - Malnutrizione: le misure perché nessun bimbo venga lasciato indietro

Diritto a cibo e sopravvivenza procede ma troppo lentamente ed in modo diseguale. Lo segnala il rapporto Save the Children secondo cui ogni anno oltre 3 ml di minori muoiono per denutrizione mentre 159 mln sono colpiti da malnutrizione cronica

» Africa Redazione/GP - 19/07/2016
Fonte: Photo ©Alessandro Pavone/Save the Children

Negli ultimi decenni, il mondo ha compiuto progressi significativi nella lotta alla malnutrizione: il numero di bambini colpiti da malnutrizione cronica si è ridotto di oltre un terzo dal 1990, quando il fenomeno riguardava 255 milioni di bambini, ovvero il 40 per cento dei bambini al mondo. Eppure questi progressi sono stati ottenuti troppo lentamente ed in modo diseguale. A sottolinearlo è il nuovo rapporto globale ‘Unequal Portions. Ending Malnutrition for Every Last Child’ (‘Porzioni ingiuste. Porre fine alla malnutrizione dei bambini più vulnerabili’) pubblicato nei giorni scorsi da Save the Children che analizza le cause e le possibili soluzioni a questa piaga globale che affligge ancora milioni di bambini.
Già perché nonostante qualche timido passo in avanti, ogni anno, 3,1 milioni di bambini muoiono per cause legate alla denutrizione. Nel mondo, circa un quarto dei bambini sotto i cinque anni - 159 milioni - sono colpiti da malnutrizione cronica: l’80 per cento di loro è concentrato nelle regioni dell’Africa subsahariana e dall’Asia meridionale.

MALNUTRIZIONE E COSTI DELL'ESCLUSIONE. Il rapporto Save the Children analizza in particolare le cause che rendono alcuni bambini più vulnerabili di altri al fenomeno della malnutrizione e mostra come una combinazione letale di povertà ed esclusione stia privando alcuni gruppi di bambini vulnerabili del diritto a vivere e a crescere grazie a una dieta sana e bilanciata. I bambini che vivono in aree rurali hanno in media 1,37 probabilità in più di essere malnutriti rispetto a quelli che abitano nelle città. Anche il reddito familiare ha un'influenza significativa sulla nutrizione dei bambini: nei Paesi e nelle regioni in via di sviluppo, i bambini nati in famiglie appartenenti al 20 per cento più povero hanno una probabilità più che doppia di morire prima del loro quinto compleanno rispetto a quelli che provengono dal quintile più benestante della popolazione.

LA RELAZIONE CON I FENOMENI CLIMATICI. A questo quadro già drammatico, si aggiungono preoccupanti tendenze globali che rendono ancora più pressante il problema della malnutrizione: la frequenza e l’intensità di fenomeni climatici come El Niño (quest’anno il più forte mai registrato), che ha causato siccità in 15 Paesi e ha colpito più di 60 milioni di persone in tre continenti, nonché le violenze e i conflitti in corso, che hanno creato la peggiore crisi dei rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale, costringendo milioni di persone ad abbandonare le loro case.

NUTRIZIONE E OBIETTIVI GLOBALI ANCORA LONTANI. Riduzione dei casi di malnutrizione cronica del 40 per cento entro il 2025 ed eliminazione di tutte le forme di malnutrizione entro il 2030. Il mondo, però, è ancora lontano dal raggiungimento di questi obiettivi. E se i progressi continuano al ritmo attuale nel 2030 nel mondo ci saranno ancora oltre 129 milioni di bambini affetti da malnutrizione cronica, di cui oltre un quarto dei casi nei Paesi a basso reddito e anche tra cent’anni saranno ancora 24 milioni i bambini malnutriti.

IL G7 COME IMPEGNO A SOSTENERE UN PIANO D'AZIONE. «Oggi più che mai, è necessario passare all’azione - ha detto Daniela Fatarella, Vicedirettore Generale di Save the Children Italia -. Auspichiamo che la futura presidenza italiana del G7 sia l’occasione per i leader globali di impegnarsi a sostenere un piano d’azione per la nutrizione concreto, che comprenda la mobilizzazione delle risorse necessarie e la creazione di un meccanismo di ‘accountability’, per mantenere l’impegno preso al G7 del 2015 a Elmau di emancipare 500 milioni di persone dalla fame e dalla malnutrizione.»

MISURE PER ARGINARE IL FENOMENO DELLA DENUTRIZIONE. Per porre fine alla malnutrizione servono dieci anni di interventi e gli impegni per affrontare il problema dovrebbero basarsi sull'imperativo morale e legale di garantire il diritto al cibo e alla nutrizione per tutti. Per garantire un progresso reale ed equo, gli obiettivi globali in materia di nutrizione, al quale gli Stati hanno aderito, devono essere tradotti in obiettivi nazionali con risorse adeguate e piani di azione che espongano come ogni Paese raggiungerà gli obiettivi prefissati per tutti i gruppi della società. Le raccomandazioni di Save the Children ai governi includono:

• Intraprendere un'analisi contestuale e multisettoriale al fine di comprendere: i fattori chiave nazionali e i trend della malnutrizione; nquali politiche e pratiche contrasterebbero meglio la malnutrizione; quali gruppi di persone sono maggiormente marginalizzati e vulnerabili alla malnutrizione e quali barriere incontrano.

• Stabilire degli obiettivi nazionali sulla nutrizione, allineati agli obiettivi globali, che includano traguardi specifici per tutti i gruppi della società, basati sui contesti e i trend nazionali.

• Mettere in atto politiche e programmi appropriati affinché tutti i gruppi della società raggiungano tali obiettivi, implementando una strategia inclusiva finalizzata a “non lasciare nessuno indietro”.

• Lavorare con i settori e gli attori interessati (inclusi i donatori, le Università, la società civile e i privati) durante tutta la pianificazione e il processo decisionale, dall'analisi contestuale, la progettazione di strategie e politiche, alle fasi d'implementazione, monitoraggio e valutazione.

• Garantire la disponibilità di risorse finanziarie adeguate: ogni governo dovrebbe investire nella nutrizione dei suoi cittadini. Anche i donatori dovrebbero dare priorità alla nutrizione sia in quanto artefice che come indice di sviluppo sostenibile.

MATERIALI
- Il Rapporto Save the Children Unequal Portions. Ending Malnutrition for Every Last Child