Cronaca » Mondo » Africa

FOCUS - Nigeria oltre il pregiudizio: la formazione come base per l'integrazione e il contenimento dei flussi migratori

Riconvertire le economiche che il Governo spende per la permanenza degli immigrati, in formazione e lavoro per chi resterà e per chi tornerà indietro. Nido: «Gli immigrati rimpatriati senza strumenti troveranno sempre il modo di rientrare»

» Africa Francesca Nanni - 17/02/2017

di FRANCECA NANNI - Formare in Italia gli immigrati che decidono di restare perché diventino un valore aggiunto produttivo per il Paese ma anche quelli che, invece, devono essere rimpatriati perché una volta nei loro luoghi d’origine possano restare, insegnando ad altri quanto imparato per creare impresa e sviluppo e contenere, in questo modo, il flusso migratorio. A lanciare la proposta è la Nido (Nigeria in Diaspora Organization) che così avanza una soluzione concreta all'attuale impegno economico sostenuto dal Governo italiano per la permanenza quotidiana degli immigrati in Italia: vale a dire «riconvertire quelle stesse risorse in percorsi di formazione e apprendimento lavorativo. In questo modo risulterebbe più chiaro chi vuole restare e chi, invece, vuole ritornare nel suo paese.»

«Sulla questione immigrazione come Nido abbiamo una visione chiara - spiega l’Architetto Emmanuel Adigwe, Presidente della Nidoe Italia (Nigeria in Diaspora Organization Europe) -: gli immigrati rimpatriati, (dunque anche nigeriani) senza alcuno strumento formativo e culturale troveranno sempre il modo di rientrare. Per questo, secondo noi, devono essere istruiti perché non siano un peso ma una risorsa in entrata di un paese diverso ed una in uscita di ritorno nella loro terra d’origine.» «E questa accoglienza attraverso la formazione - aggiunge Adigwe -, può essere realizzata proprio con l’aiuto e il supporto dei nigeriani e delle altre etnie già ben integrate nel paese ospitante.» Con particolare attenzione alla cominità nigeriana, la Nigeria in Diaspora Organization sottolinea ad esempio come «nei Paesi europei, soprattutto in Italia, ci sono moltissimi nigeriani che hanno studiato, che si sono creati una professione rispettabile, che sono ben integrati e che sono operativi come supporto per altri connazionali che arrivano qui.»

DA DOVE NASCE LA PROPOSTA DELLA 'NIDO'. Potrebbe sembrare una sfida monumentale che si scontra oggi con un alto grado di diffidenza e di pregiudizio verso gli immigrati, soprattutto africani, in particolare nigeriani. Ma è proprio da qui che nasce la proposta della Nidoe, da un pensiero collettivo generalizzato «dove gli stranieri, soprattutto nigeriani, sono tutti ladri, prostitute e mendicanti.» Vittime di un pregiudizio prima di tutto semantico che li vuole senza distinzione apolidi, migranti/immigrati, clandestini, profughi, rifugiati, richiedenti asilo, beneficiari di protezione umanitaria o in cerca di protezione sussidiaria, gli stranieri oggi sono solo un’emergenza da gestire. «Gli extra-comunitari arrivati in Italia con i barconi - prosegue Emmanuel Adigwe -, i tantissimi nigeriani, sono visti come persone che restano confinate o smistate in apposite strutture senza alcuna attività giornaliera da svolgere e a carico dello Stato, magari in attesa di un documento, di un ricongiungimento, di un permesso di soggiorno.» «È anche per superare questa percezione che abbiamo pensato alla nostra proposta, per fare in modo che fin da subito gli stranieri possano iniziare un percorso formativo-lavorativo.» 

LINGUA E FORMAZIONE COME REQUISITI DI PERMANENZA... Dalla lingua del paese ospitante all’educazione civica fino all’apprendimento di un mestiere: dovrebbe essere questa, secondo la Nido Italia, la condizione primaria per rimanere in Italia, per ricevere i documenti ed iniziare così una nuova vita. «Gli stranieri che decidono di restare possono essere davvero una risorsa ed un valore aggiunto - spiega l’Architetto Emmanuel Adigwe, Presidente della Nidoe Italia -. Per questo motivo, vorremmo che la nostra proposta diventasse uno dei requisiti fondamentali per la permanenza, per la richiesta del permesso di soggiorno e, quindi, per una integrazione graduale e produttiva.» 

…COME BASE DI RIMPATRIO E CONTENIMENTO DEI FLUSSI MIGRATORI ALL'ALBA DEL 'MIGRATION COMPACT'. «Ma altrettanto fondamentale è creare un bagaglio formativo e culturale per un rimpatrio sensato che così assume una duplice importanza - prosegue Adigwe -: chi ritornerà nel paese d’origine creando per altre persone possibilità di lavoro e di impresa attraverso la formazione ricevuta non avrà bisogno di ritornare, chi parteciperà a queste attività di sviluppo non avrà più bisogno di partire.» Nell’idea della Nido, dunque, l’Italia diventerebbe un partner fondamentale per creare in Nigeria quello sviluppo necessario soprattutto per contenere i grandi flussi migratori. Ecco perché da questo punto di vista, la proposta della Nido si sovrappone in maniera forse più «ragionata», al recente provvedimento del 'Migration Compact' voluto dal Governo che ha stanziato 500 milioni di euro proprio per gestire la migrazione di massa dai paesi africani.

FONTI
- Nigerian Diaspora
- Nido
- Info Mercati Esteri (Ministero Affari Esteri)
- Open Migration
- Rapporto Congiunto Ambasciate, Consolati, ENIT (2016)
- 'BRISIN' (Basic Registry and Information System in Nigeria)