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FOCUS - Nigeria: tra diaspora e flussi migratori, un esodo lungo Quarant'anni

Dalle partenze del 1970 alle ondate migratorie dell'85 fino ad oggi. Sono 15 mln i nigeriani 'esodati' che hanno disegnato la mappa economico-sociale di una nazione. NanniMagazine.it ha provato a capirla insieme al dottor Adigwe, Presidente Nidoe Italia

» Africa Francesca Nanni - 15/02/2017

di FRANCESCA NANNI - Ad osservarla con attenzione sulla carta geografica la Nigeria, più di altri Stati africani, sembra quasi spinta fuori verso l'Oceano dalla forza schiacciante di un intero Continente. Invece è lei, pedina centrale nello scacchiere degli accordi politici internazionali degli ultimi anni, uno dei motori nazionali di rinascita e sviluppo che riparte da un passato insofferente segnato da un esodo lungo quasi Quarant’anni.

È stata chiamata ‘diaspora nigeriana’: milioni di persone emigrate da questo Paese verso altre parti del mondo negli anni Settanta, con un aumento significativo a partire dal 1985. Da allora, 15 milioni di nigeriani emigrati è la cifra record raggiunta ad oggi, 10 milioni verso Stati Uniti, Sud Africa ed altre città, 5 milioni solo in Europa. A Londra nel Regno Unito e a Houston in Texas si hanno le comunità nigeriane più grandi. Ma attenzione, però! Nonostante il termine scelto per indicare questo fenomeno (‘diaspora’), è bene non confondere le emigrazioni degli anni ‘70 le successive perché le motivazioni sono state sostanzialmente diverse e legate al periodo storico ed economico del Paese in quel periodo.

IL BOOM ECONOMICO E LA DIASPORA PER MOTIVI DI STUDIO. Negli anni Settanta la Nigeria conobbe un vero boom economico legato soprattutto alla produzione del petrolio, tanto che molti africani emigrarono proprio lì dalle città limitrofe proprio per le prosperose possibilità di lavoro e guadagno. Tra i giovani di allora invece, c’era chi decise di partire dalla propria città con l’unico obiettivo di studiare all’estero, specializzarsi e tornare in Nigeria per lavorare con più competenze nei settori produttivi trainanti. «Le prime partenze hanno riguardato proprio queste persone, quelli che chiamiamo ‘pionieri’ - spiega l'Architetto Emmanuel Adigwe, Presidente della Nidoe Italia (Nigeria in Diaspora Organization Europe) -, cioè i nigeriani che per primi arrivarono in Italia, così come negli Stati Uniti e in tutta Europa. Moltissimi poi sono ritornati in Nigeria, altri sono rimasti nei paesi ospitanti.»



UNA ETNIA DALL'ALTO TASSO DI LAUREATI. In un Paese come la Nigeria tra il 1970 e il 1980, in pieno sviluppo economico, i giovani laureati all’estero ingegneri, medici, scienziati, architetti, erano motivo di grande d’orgoglio. Così anche per le loro famiglie che, allora, potevano sostenere i loro studi all’estero grazie ad una situazione economica interna molto solida (in quel periodo 1 Naira valeva 2.500 Lire, a volte 3.000, ed era più forte del dollaro e della sterlina). «Dal punto di vista della formazione a tutt’oggi, soprattutto negli Stati Uniti - spiega Adigwe -, sono proprio i nigeriani il gruppo etnico più istruito, con la più alta percentuale di laurea tra gli immigrati africani.» «Questo tipo di emigrazione ‘per studio’ - prosegue - era molto importante perché in questo modo, con quel bagaglio informativo e culturale, si poteva contribuire in modo significativo allo sviluppo delle comunità d'origine e della stessa Nigeria.»

IL CROLLO A FINE ANNI '80: LA DIASPORA CAMBIA ASPETTO  E DIVENTA "FUGA". Verso la fine degli anni '80 economia e sviluppo subiscono un’inversione di marcia e la diaspora nigeriana cambia aspetto, provocando una vera e propria 'fuga'. Da una parte sono il calo improvviso del prezzo del petrolio, la distruzione dei territori a causa dell'eccessivo sfruttamento di gas e minerali preziosi, il fallimento della Terza Repubblica a provocare una grave crisi economica ed una svalutazione della moneta; dall’altra il progressivo spostamento di massa da zone esposte alla desertificazione verso regioni dal clima più favorevole per prevenire le carestie. E poi le persecuzioni, gli atti di violenza e terrorismo, fino agli scontri tra fondamentalismi islamici di Boko Haram (organizzazione terroristica jihadista sunnita) e l’esercito. In uno scenario come questo, emigrare per un nigeriano non significava più istruzione e formazione bensì cercare condizioni di vita migliori ora senza il supporto della famiglia che, come tante, aveva venduto tutto per sopravvivere. Di questa ‘nuova’ diaspora, o 'flusso migratorio', o semplicemente 'fuga',  l’Italia per vicinanza è stata il principale paese d’arrivo, assegnando alla Nigeria un numero impressionante di richieste d'asilo. Secondo la Commissione nazionale per il diritto d'asilo (organo del ministero dell'Interno), al 9 settembre 2016 su 75.681 domande la Nigeria risulta al primo posto con 14.291 richieste, seguono Pakistan con 10.209 ed Eritrea (oggi in forte aumento). 

LA DIASPORA NIGERIANA COME FONTE DI SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE: COSÌ NASCE LA 'NIDO'. Senza entrare nel dettaglio della questione migratoria, ciò che si intende sottolineare è come da questo lunghissimo esodo sia nata da anni la volontà e la necessità di realizzare progetti di sviluppo in una Nigeria che sta reagendo ed emergendo, nei settori  dell’istruzione, della formazione professionale, della sanità e dell’economia, dell’energia solare e del ramo immobiliare. «Per questo nel 2002 per volere l’ex presidente Olusegun Obasanjo viene costituita la ‘Nido’ (Nigeria in Diaspora Organization), un’organizzazione per il monitoraggio e la raccolta di nigeriani nel mondo in un grande network di collaborazione - sottolinea l'Architetto Emmanuel Adigwe, Presidente della Nidoe Italia (Nigeria in Diaspora Organization Europe) -, presente oggi in 19 Paesi con sede europea a Londra.» «Il nostro obiettivo è quello di recuperare ed evidenziare il potenziale della diaspora nigeriana come fonte di sviluppo economico e sociale per la Nigeria attraverso le competenze e le professionalità specifiche maturate fuori dai nostri connazionali. Non solo.» «Questo potenziale - conclude Adigwe - lo mettiamo a disposizione del paese ospitante, come l'Italia con cui abbiamo già avviato rapporti istituzionali, per cercare di gestire e di migliorare la gestione dell’integrazione attraverso non soltanto un dialogo quotidiano, ma anche e soprattutto con azioni pratiche di inclusione socio-lavorativa ed altrettante proposte per quel che riguarda il rimpatrio degli immigrati in generale, già in visione al Governo italiano.»

FONTI
- Nigerian Diaspora
- Nido (Nigeria in Diaspora Organization)
- Info Mercati Esteri (ministero Affari Esteri)
Commissione nazionale per il diritto d'asilo (ministero dell'Interno)
- Open Migration
- Rapporto Congiunto Ambasciate, Consolati, ENIT (2016)
- 'BRISIN' (Basic Registry and Information System in Nigeria)