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Infanzia negata: ogni 7 secondi una sposa bambina. Niger il Paese peggiore dove essere minori

In occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, Save the Children pubblica un dossier e stila la classifica dei Paesi del mondo dove è più facile essere una bambina o una ragazza. Ecco nel dettaglio i numeri di questo fenomeno

» Africa Redazione - 11/10/2016
Fonte: Photo ©Guilhem Alandry per Save the Children

Nel mondo una ragazza al di sotto dei 15 anni si sposa ogni sette secondi spesso con un uomo molto più grande di lei, a causa della povertà e di norme e pratiche sociali discriminatorie;  oltre un milione di ragazze diventano madri prima di compiere i 15 anni, mentre 70mila ragazze tra i 15 e i 19 anni perdono la vita ogni anno per cause legate alla gravidanza e al parto. Ad oggi sono più di 700 milioni le donne che si sono sposate prima di aver compiuto i 18 anni. In occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze Save the Children ha pubblicato il rapporto ‘Every Last Girl: Free to live, free to learn, free from harm’ con i dati di questo fenomeno che, anche a causa matrimoni precoci, scarso accesso a educazione e sanità ed esclusione dai processi decisionali le principali barriere impedisce a bambine e ragazze di costruirsi un futuro ricco di opportunità.

Non solo. All’interno del Rapporto Save the Children stila anche la graduatoria dei Paesi al mondo dove le bambine e le ragazze hanno maggiori opportunità di crescita e di sviluppo, basata su cinque parametri: matrimoni precoci, numero di bambini per madri adolescenti, mortalità materna, completamento della scuola secondaria di primo grado e numero di donne in Parlamento. La comunità internazionale si è impegnata a mettere fine alla pratica dei matrimoni precoci entro il 2030, tuttavia se il numero di spose bambine nel mondo crescerà ai ritmi attuali e nel 2030 avremo 950 milioni di donne sposate giovanissime e 1,2 miliardi nel 2050.

LA GRADUATORIA DEI PAESI DOVE POTER ESSERE BAMBINE. Il Niger è il posto peggiore al mondo dove essere una bambina, la Svezia il migliore, seguita da altri due Paesi scandinavi, Finlandia e Norvegia. In coda alla classifica, prima del Niger, troviamo altri Paesi africani quali Ciad, Repubblica Centrafricana, Mali e Somalia, che si caratterizzano per numeri molto alti di spose bambine. Gli Stati Uniti non vanno invece oltre la 32esima posizione, in virtù di tassi di mortalità materna e numero di bambini nati da madri adolescenti più alti di quelli di altri Paesi ad alto reddito. Il nostro Paese L'Italia, decima davanti a Spagna e Germania, presenta gli stessi risultati della Svezia prima classificata per quanto riguarda il numero di figli per madri adolescenti (6 su 1.000) e tasso di mortalità materna (4 su 100mila nascite), mentre ha una percentuale minore di donne che siedono in Parlamento (31 per cento contro 44 per cento).

LE RAGIONI DI QUESTO FENOMENO. Povertà, ma anche guerre e crisi umanitarie contribuiscono ad alimentare il fenomeno dei matrimoni precoci. Molte ragazze siriane vengono costrette dalle proprie famiglie a sposarsi in tenerissima età, nella convinzione che questo sia l’unico modo per metterle al riparo da violenze e stupri e per assicurare loro risorse e mezzi di sostentamento che spesso le stesse famiglie non sono più in grado di garantire. Tra le ragazze siriane rifugiate in Giordania, nel 2013, una su quattro di età compresa tra i 15 e i 17 anni risultava già sposata.

1 MILIONE DI RAGAZZE MADRI PRIMA DEI 15 ANNI. «Le bambine e le ragazze che si sposano troppo presto non solo vengono private dei loro diritti fondamentali come salute e all’istruzione - spiega Helle Thorning-Schmidt, Direttore Generale di Save the Children International - ma sono le prime a rischiare di subire violenze domestiche, abusi e stupri. Rischiano, inoltre, di incorrere in gravidanze precoci, con conseguenze molto gravi sulla loro salute e su quella dei loro bambini, e risultano particolarmente esposte al rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili come l’Hiv.» Secondo il dossier, infatti, 16 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni mettono al mondo un figlio, mentre sono oltre un milione le ragazze che diventano madri prima di compiere i 15 anni. L’altro dato importante è che dopo i suicidi le complicazioni durante la gravidanza e il parto rappresentano la seconda causa di morte per le ragazze tra i 15 e i 19 anni, con circa 70mila ragazze che perdono la vita ogni anno. I bambini che nascono da madri adolescenti, inoltre, hanno il 50 per cento d probabilità in più di morire nei primi giorni dopo il parto, rispetto ai figli di donne tra i 20 e i 35 anni di età.

GLI OSTACOLI ALL’ACCESSO SANITARIO E SCOLASTICO. Barriere amministrative e legali e pratiche socio-culturali e religiose rappresentano ostacoli spesso decisivi che impediscono in molti Paesi a bambine e ragazze di accedere a servizi di salute sessuale e riproduttiva, tra cui test dell’Hiv e metodi contraccettivi. In Yemen, dove il 32 per cento delle ragazze si sono sposate prima dei 18 anni, non esiste un limite minimo di età per contrarre matrimonio, mentre nel mondo 30 milioni di ragazze rischiano di subire mutilazioni genitali femminili nel prossimo decennio. Oltre un terzo delle giovani donne nei Paesi in via di sviluppo, emerge inoltre dal rapporto, è fuori sia dal circuito scolastico che da quello del lavoro formale. «L’educazione riveste un ruolo centrale nella protezione di bambine e ragazze dalle conseguenze drammatiche dei matrimoni precoci – sottolinea Helle Thorning-Schmidt -. È quindi quanto mai necessario che governi e donatori rafforzino il proprio impegno per offrire a bambine e ragazze un futuro ricco di opportunità e per mettere fine a matrimoni precoci e alle discriminazioni nei loro confronti.»

ESCLUSIONE FEMMINILE DALLE ISTITUZIONI. In molti Paesi al mondo, infine, le ragazze continuano a non potersi esprimere liberamente e a non essere coinvolte nei processi decisionali pubblici e privati. A livello globale, solo il 23 per cento dei seggi parlamentari è occupato da donne le quali, peraltro, presiedono le Camere dei Parlamenti solo nel 18 per cento dei casi. La più alta percentuale di donne in Parlamento si registra in Ruanda (64 per cento), mentre le donne parlamentari sono solo il 9 per cento in Mali, il 6 per cento in Nigeria e il 2 per cento in Egitto. Qatar e lo Stato insulare di Vanuatu, invece, non hanno alcuna donna in Parlamento.

MATERIALI
- Rapporto 'Every Last Girl: Free to live, free to learn, free from harm'

LINK
- Save the Children

FOTO DI APERTURA
"Una giovane profuga siriana nel campo di Za'atari"  
Credits: Photo ©Guilhem Alandry per Save the Children