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FOCUS - Da Continente dimenticato a mercato guida: è la Nigeria la 'nuova via' da seguire

In questa scheda tratta dal focus del ministero degli Affari Esteri del 2016, che qui riportiamo, il Paese «ha assunto di nuovo una rilevanza politica, economica e di sicurezza per l'Europa», forte di un quadro macroeconomico oggi in assoluta espansione

» Africa Redazione - 03/03/2017

di REDAZIONE  - Oggi lo sviluppo del continente africano è nell'interesse di tutto il pianeta. Primariamente dell’Europa e in particolare dell’Italia che da ponte geografico tra i due continenti, può sfruttare virtuosamente i buoni rapporti esistenti con numerosi partner africani. In questo senso va letto soprattutto il rilancio di una presenza politica costante e di un alto livello dell'Italia in Africa. Da qui la necessità dell’Europa e dell’Italia stessa di affrontare con coraggio il nuovo panorama geopolitico. La sfida è quella di lanciare una "nuova via con l'Africa", per  assicurare che questa parte del pianeta non sia più territorio di sfruttamento, di insicurezza e di migrazioni di massa, ma un continente dove pluralismo e coesistenza delle società si possano affermare in un contesto di pace e di sicurezza, nel quale le opportunità economiche servano a chi abita il continente e funzionino come mercato fertile anche per le economie dell’Italia.

IL QUADRO MACROECONOMICO DELLA NIGERIA OGGI

PRODOTTO INTERNO LORDO (PIL). La Nigeria è la maggiore realtà economica dell’Africa occidentale e la seconda dell’Africa sub-sahariana, superando il Sud Africa con un PIL di oltre 510 miliardi di dollari (Fonte: National Bureau of Statistics) già dal 2013 quando, dopo il ricalcolo del PIL, sono stati presi adeguatamente in considerazione settori previamente sottostimati quali l'industria cinematografica, le telecomunicazioni mobili e il commercio elettronico.

L’INFLAZIONE E IL PETROLIO. È passata dal 12.3 per cento del 2012 all’9,1 per cento del 2015. La forza lavoro in Nigeria (15-65 anni) è stimata in 97.49 milioni di persone. Il tasso di disoccupazione è pari al 10 per cento. L’economia è dipendente dal settore petrolifero che concorre per il 95 per cento ai proventi da esportazioni, per l’80 per cento al bilancio e in media al 40 per cento alla formazione del PIL. A fine 2015 1,8 mln di barili al giorno in calo del 6 per cento rispetto al 2014. L’U.E. è il più importante importatore di petrolio nigeriano con il 45 per cento del totale della sua esportazione. Seguono l’Asia 27 per cento, le Americhe 15 per cento, l’Africa per il 13 per cento.  Possiede riserve provate di 37.200 milioni di barili.

IL GAS E L’AGRICOLTURA. La Nigeria è l’11° produttore mondiale di gas con 41.323 milioni di metri cubi, e riserve comprovate di 5.134 miliardi di metri cubi, il 6° Paese al mondo. È il primo Paese OPEC per gas associati bruciati nell’atmosfera: se adeguatamente sfruttati rappresenterebbero da subito una aggiuntiva ed ingente risorsa. L’agricoltura contribuisce a un terzo del PIL. Tra le principali produzioni agricole vi sono il riso, la cassava, il cacao, le arachidi, l’olio di palma, il grano ed il sorgo. Anche l’allevamento (ovini, caprini, suini e pollame) e la pesca rivestono una certa rilevanza anche se, in base ad accordi governativi, viene praticata da flotte di società straniere che esportano il pescato verso l’Europa immediatamente dopo la cattura.

IL SETTORE INDUSTRIALE. Le industrie esistenti in Nigeria sono quelle estrattive del greggio e del gas, del carbone, dello stagno, e della columbite. Forte è la produzione di cemento, di cui è anche principale esportatore (non sono lontani gli anni 90, in cui centinaia di navi attendevano nella rada di Lagos, a causa della congestione del porto, per poter scaricare il loro carico di cemento). Hanno dimensioni limitate l’agro-industria e la produzione tessile. Nel terziario svolge un ruolo importante il settore pubblico che assorbe buona parte della forza lavoro a livello federale, statale e locale.

L’IMPORT/EXPORT. La struttura delle esportazioni del 2015 vede ancora il dominio del petrolio che ha contribuito con il 69,7 per cento del valore totale delle esportazioni, pari a 2,2 trilioni di Naira, seguito dal NLG (gas), veicoli aerei e ricambi di entrambi, bevande e tabacco. La bilancia commerciale nel 2015 è stata negativa per 6.447 mln di $ e in forte calo rispetto all'attivo registrato nel 2014 (20,992 mln di $). Le importazioni in Nigeria hanno invece avuto origine dall’Asia e dall’Europa rispettivamente con il 43,5 per cento ed il 33,7 per cento sull’intero volume. La caduta del prezzo del petrolio registrata nel primo semestre del 2016 ha provocato un calo delle entrate pubbliche e l'uscita degli investitori stranieri dalla Borsa locale.

FONTI
- Nigerian Diaspora
- Nidoe (Nigeria in Diaspora Organization Europe/Italia)
- Info Mercati Esteri (Ministero Affari Esteri)
- Open Migration
- International Organization of Migration (IOM)
- Rapporto Congiunto Ambasciate, Consolati, ENIT (Ministero Affari Esteri, 2016)
- Chatman House London
- 'BRISIN' (Basic Registry and Information System in Nigeria)