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Fnsi: "Basta ai Cie e alla Bossi-Fini"
Associazioni e delegazioni di parlamentari delle opposizioni alla mobilitazione 'LasciateCIEntrare' nei 13 Centri della Penisola. Sarubbi (Pd): "Sono peggio del carcere". Il democratico Touadì annuncia una pdl per abolire il reato di clandestinità.
Fonte: Immagine dal web
La chiusura dei Cie, una riduzione drastica dei tempi di permanenza al loro interno contro i 18 mesi attuali, ma anche l'abrogazione della legge Bossi-Fini e l'assistenza legale gratuita per le cause dei migranti. Oltre alla cancellazione del divieto d'accesso nei centri per i giornalisti. Da Torino a Bari e Trapani, passando per il Cie di Ponte Galeria a Roma: in tutte e 13 le strutture, tra Centri di identificazione ed espulsione e Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo (Cara), sparse per la Penisola, il 25 luglio 2011 è stato il giorno della mobilitazione.
L'iniziativa 'LasciateCIEntrare', promossa dall'Fnsi, ha coinvolto nutrite delegazioni di parlamentari delle opposizioni, ma anche un sostanzioso cartello di associazioni. In prima linea anche la Cgil che ha raccolto il grido d'allarme lanciato dalla stampa: "No ai Cie come luoghi di detenzione e porte aperte dei centri al mondo esterno – è la richiesta del primo sindacato d'Italia – perché in trasparenza e nel rispetto della democrazia siano garantiti i diritti dei migranti".
La segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica, in visita al centro di Ponte Galeria insieme ai parlamentari democratici Livia Turco, Rosa Villecco Calipari, Andrea Sarubbi, Vincenzo Vita, Furio Colombo e Francesco Pardi dell'Idv, ha puntato il dito contro "l'inaccettabile circolare" del ministro dell'Interno (la numero 1305) che dal primo aprile scorso ha vietato l'ingresso alla stampa nei Cie "impedendo così che l'opinione pubblica sappia quanto succede in quelle strutture e dei diritti che vengono sistematicamente cancellati". "I Cie sono un monumento alla violazione della Costituzione": è l'estrema sintesi che fa Colombo, presidente del comitato Diritti umani della Camera. Ma non è meno pesante il bilancio di Sarubbi: "È peggio di un carcere"..jpg)
Anche dal Cie di via Corelli a Milano la denuncia è forte. Jean-Leonard Touadì, deputato del Pd fra i promotori della campagna 'LasciateCIEntrare', dopo la visita alla struttura, è tranchant: ''Le cose che abbiamo visto oggi all'interno delle Guantanamo d'Italia targate Maroni, mi hanno convinto ancora di più che la legislazione sull'immigrazione del centrodestra deve essere rasa al suolo, a partire dal suo architrave, quel mostro giuridico chiamato reato di immigrazione clandestina''.
L'Italia dei valori, invece, punta dritto sul bersaglio Maroni. "Il ministro dell'Interno – dichiara il capogruppo dell'Idv al Senato, Felice Belisario – si assuma le sue responsabilità, apra i Cie ai giornalisti e mostri cosa accade lì dentro. È loro dovere informare, è un diritto degli italiani essere informati". Il segretario dei Radicali italiani, Mario Staderini, poi, rincara la dose: "È sintomatico del degrado del nostro Paese che colui che ha fortemente voluto leggi ingestibili e contrarie ai diritti umani, ovvero il ministro Maroni, sia preso in considerazione come possibile futuro presidente del Consiglio".
Intanto, la mobilitazione nei 13 centri non rimarrà isolata. Già mercoledì prossimo, "insieme all'onorevole Guido Melis – annuncia Touadì - alla Camera presenteremo una proposta di legge per ristabilire l'articolato della direttiva rimpatri e abolire il reato di clandestinità". Non solo, ma nello stesso giorno, come anticipa il portavoce dell'Idv, Leoluca Orlando, in visita ai due Cie di Trapani, l'ufficio di presidenza della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari che lui stesso presiede, avvierà una richiesta formale perché da tutti i centri di identificazione ed espulsione venga fornita una relazione sul personale, sul numero di persone trattate e soprattutto sulla qualità del rapporto con le strutture territoriali di tutela della salute.
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