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Terrorismo e immigrazione, super lavoro al Viminale

Maroni annuncia un provvedimento urgente in risposta alla bocciatura delle norme anti-clandestini della Corte di giustizia europea. Ma c'è anche l'uccisione di Bin Laden e il rischio attentati da fronteggiare. Rafforzati i controlli negli aeroporti.

» Immigrazione Paola Alagia - 03/05/2011
Fonte: Immagine dal web

Con l'allarme terrorismo da un lato e il pronunciamento della Corte di giustizia europea sugli immigrati dall'altro, il Viminale in queste ore ha un bel da fare. Se la notizia dell'uccisione di Osama Bin Laden, infatti, ha inevitabilmente fatto schizzare in alto il livello di guardia sugli obiettivi più sensibili, Roberto Maroni deve anche tentare di risolvere la questione legata alle espulsioni e al reato di clandestinità bocciata dal Lussemburgo. La strada scelta dal ministro dell'Interno è quella del decreto legge da presentare subito, già nel prossimo Consiglio dei ministri.

UN DL URGENTE IN RISPOSTA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA UE. E al Viminale sono al lavoro proprio su questo. "Voglio presentare un provvedimento urgente sul tema dell'immigrazione. C'è stato un intervento della Corte di giustizia europea che ha creato un po' di confusione, rendendo di fatto impossibile l'espulsione diretta dei clandestini. È una norma che voglio introdurre assolutamente", ha detto ieri da Milano il ministro leghista, mettendo in evidenza come tale rimedio sia "l'unico per contrastare in modo efficace l'immigrazione clandestina". Non solo, ma dal prossimo Cdm potrebbe arrivare anche una risposta a un altro problema sollevato dall'Ue. Secondo le previsioni del ministro leghista, appunto, quella sede potrebbe essere l'occasione per approvare un secondo decreto urgente "sulla sicurezza urbana, per ovviare al problema creato dalla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la norma introdotta nel primo pacchetto sicurezza 'poteri di ordinanza dei sindaci' ". A detta di Maroni quest'ultimo pronunciamento è stato "una censura più di metodo che di merito e quindi – ha aggiunto – facilmente superabile attraverso lo strumento legislativo".

VIMINALE IN ALLERTA SUL RISCHIO TERRORISMO. Nelle stanze del Viminale, però, la notizia dell'uccisione del numero uno di al Quaeda ha innalzato il livello di attenzione sul rischio di terrorismo sul territorio italiano. Già ieri pomeriggio si è svolta la prima riunione con i servizi di intelligence per analizzare i pericoli e per "decidere – come aveva annunciato Maroni in mattinata – le misure per aumentare i controlli".

DI NUOVO CONTROLLI SEVERI NEGLI AEROPORTI.  Uno dei primi segnali tangibili dell'allerta arriva dagli scali della Penisola, aeroporto di Fiumicino in testa, dove i controlli di sicurezza hanno riportato alla memoria la rigida vigilanza del post 11 settembre 2001. Il timore di una reazione dei gruppi estremisti di Al Qaeda, dopo l'uccisione di Bin Laden, è molto forte. Fuori e all'interno dei terminal, in particolare delle aerostazioni dedicate alle partenze internazionali e al T5 (dove sono ospitati i voli delle compagnie Usa e dell'israeliana El Al) pattuglie di agenti in divisa della squadra laser della Polaria, supportati dalle unità cinofile antiterrorismo, effettuano controlli documentali e ispezioni dei bagagli a campione. Lo stesso avviene anche per i passeggeri in arrivo. Ma gli occhi sono ben aperti anche su quei gruppi estremisti che vivono entro i confini dell'Italia. Il potenziamento dei servizi di sorveglianza è già scattato: anche se fino ad ora non hanno costituito una minaccia, infatti, potrebbero diventare protagonisti di una qualche risposta all'assassinio del numero uno del terrore.

MARONI: "NON ABBASSEREMO LA GUARDIA".  "L'eliminazione di Bin Laden è una buona notizia – è stato il primo commento a caldo del ministro del Carroccio – ma non abbasseremo la guardia, anzi". Maroni condivide con l'Interpol la preoccupazione di un innalzamento del rischio terrorismo e ha spiegato che le minacce sono legate a due constatazioni, "la prima è che ci può essere una reazione a quanto accaduto, la seconda è che Bin Laden era una figura importante, ma negli ultimi anni meno influente".  L'eventualità di una risposta-reazione alla morte dello sceicco saudita non è rara. Senza contare, inoltre, il fenomeno del cosiddetto 'terrorismo in franchising', ricordato da Maroni, che si ispira ad Al Qaeda ma gerarchicamente non ne fa parte: "Ci sono cellule terroristiche autonome, per esempio quelle di Al Qaeda Maghreb –  ha concluso –  alle quali bisogna aggiungere anche il terrorismo fai da te". Occhi spalancati, insomma, pur senza creare inutili allarmismi.