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Puglia: "La criminalità organizzata nel foggiano vive dell'ignoranza che la circonda"

In contemporanea con Europa e America Latina, centinaia di persone hanno partecipato alla Giornata della memoria e dell'impegno dell'associazione contro le mafie organizzata a Foggia

» Giustizia e criminalita' Francesca Nanni - 21/03/2018

Una decisione non casuale. “Libera va a Foggia perché quella terra ha bisogno di essere raccontata. Libera va a Foggia perché le mafie del foggiano sono organizzazioni criminali molto pericolose che facciamo una tragica fatica a leggere. Perché, malgrado l’evidenza, la percezione della cittadinanza è ancora bassa”. Ecco perché l’Associazione ‘Libera contro le mafie’ ha scelto questa città per celebrare la 23esima edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie il 21 Marzo. Foggia come piazza principale ma in simultanea con in migliaia di luoghi d’Italia, dell’Europa e dell’America Latina. Una giornata che sarà vissuta attraverso la lettura dei nomi delle vittime con incontri di riflessione e di approfondimento.

UNA MAFIA ALIMENTATA DA SILENZIO E IGNORANZA. “Una città ed una provincia sotto attacco - spiega Libera -. A Foggia dall’inizio del 2018 sono 17 le persone morte ammazzate, cui si aggiungono due casi di “lupara bianca”, su una popolazione di 620mila abitanti. Un dato tanto impressionante quanto ignoto”. Ed è questa la base della criminalità organizzata nel foggiano, “vivere dell’ignoranza che la circonda”, come chi la associa erroneamente alla Sacra Corona Unita senza sapere che “le stesse mafie della provincia di Foggia hanno, tra loro, peculiarità che le differenziano”. “Una mafia, quella foggiana, così invasiva da spaventare - spiega Libera -. Le mafie foggiane sparano mentre le altre mafie non sparano più. Le mafie foggiane, tutte le mafie foggiane, mantengono la loro evidenza violenta laddove le altre mafie impongono il silenzio”.



IL 21 MARZO PER ROMPERE IL MUTISMO.
La manifestazione ddel 21 marzo diventa, dunque, “un modo per rompere in modo definitivo con questa logica muta, per riscattarsi dal fallimento culturale che non assolve nessuno, ma che coinvolge tutti”. “Il 21 marzo serve a spiegare quel che ci raccontano le indagini - sottolinea con forza Libera -, le inchieste, le morti per strada e nelle campagne, i fatti. Serve a dire che la mafia foggiana è sì violenta e triviale, ma ha profondamente le mani nell’affare. E che i soldi di quell’affare, di quegli affari, vengono tolti a tutti. E che, quindi, le mafie sono il freno allo sviluppo, tanto economico quanto civile”.

LE VITTIME DELLA MAFIA NEL FOGGIANO. “Le vittime del foggiano raccontano tanti mondi. Ci sono le vittime del caporalato, funzionari pubblici, bambini e ragazzi. Ci sono rappresentanti delle forze dell’ordine e persone semplici. Tornare in Puglia significa abbracciare queste vicende, disvelare il nascosto e stare vicino a chi - in Puglia, come in altre Regioni - non si rassegna alla violenza mafiosa, alla corruzione e agli abusi di potere. Per valorizzare l’opera di tante realtà, laiche e cattoliche, istituzionali e associative, impegnate in quella terra difficile ma generosa per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone”.


[Una parte degli studenti e dei giovani di San Severo (FG) alla manifestazione di Libera]

DA SAN SEVERO I GIOVANI DEL PROGETTO DEDICATO A PEPPINO IMPASTATO. “Abbiamo ritenuto importante favorire la partecipazione di tanti studenti, dei minori coinvolti nel progetto Quartiere in Movimento, dei ragazzi del centro polivalente dedicato alla memoria di ‘Peppino Impastato’: il Sindaco di San severo (FG), Francesco Miglio, racconta così la partecipazione dei ragazzi di una città anch’essa da fatti di sangue. “Il nostro vuole essere un segnale positivo che raccoglie pienamente l’invito di Libera e di don Ciotti a testimoniare con la presenza da che parte stiamo”. “Camminare insieme per dimostrare che se uniti si può essere più forti. Essere in tanti per riscattare l’immagine della Capitanata, terra meravigliosa, che deve tornare a guardare con maggiore speranza al suo futuro, per tornare a pensarci come un Noi e non solo come Io. Per ribadire che la memoria non può essere retorica del ricordo ma impegno quotidiano per chiedere verità, giustizia”. “Una marcia per il ricordo anche delle nostre vittime di San Severo. Una marcia per una comunità che, come molte altre realtà, ha saputo reagire e che il 21 marzo ha comunque ottenuto importanti risultati, grazie agli interventi che abbiamo portato avanti, sia in termini di attività repressive che di interventi legati all’antimafia sociale. Per questo abbiamo prtecipato - conclude il Sindaco Miglio, non potevamo mancare. Ci siamo con forza e convinzione!”