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Corruzione: Ferla, "la lotta nel nostro paese si è arenata"

Così l'esponente di Cittadinanzattiva che, nei giorni scorsi, ha denunciato come la mazzetta pesi sulle spalle dei cittadini e riduca le spese per il Welfare. Il ddl anticorruzione? "È uno strumento ancora parziale - dice - serve anagrafe delle denunce"

La percezione della corruzione in Italia è un fenomeno strano: se da una parte, infatti, crescono, la conoscenza del fenomeno e l'allerta da una parte i cittadini, dall'altra diminuiscono negli anni le denunce di persone coinvolte in reati di corruzione e concussione. Una tendenza che, secondo responsabile Trasparenza e legalità per Cittadinanzattiva, Vittorino Ferla, durante un convegno sul tema nei giorni scorsi, "dimostra come la lotta alla corruzione nel nostro paese si è arenata, vittima anche di una serie di misure legislative che hanno indebolito l'azione giudiziaria, in primo luogo la depenalizzazione di alcuni reati rilevanti come il falso in bilancio e l'abbreviazione dei termini di prescrizione per la celebrazione dei processi".

DOPO 'MANI PULITE' DENUNCE IN CADUTA LIEBRA. A dimostrazione del fatto che le denunce sono in netta diminuzione, ci sono i dati dell'Istat, del ministero dell'Interno-Saet e del ministero della Giustizia. Così viene fuori che dopo l'esplosione del fenomeno nel 1992 con Mani pulite, il picco è stato raggiunto nel 1995 con quasi 2mila crimini e oltre 3mila persone denunciate. Nel 2006, ultimo anno i crimini si sono ridotti di circa un terzo e le persone denunciate della metà. Secondo i dati del ministero dell'Interno presentati dal Saet, che comprendono una gamma più estesa di crimini (abuso d'ufficio, peculato, frode nelle forniture pubbliche, ecc.), il trend discendente prosegue fino ai nostri giorni: da 3.400 reati e 12.400 persone coinvolte nel 2004, si passa a 1.300 reati e 5.500 persone nel primo semestre 2009. Si tratterebbe, presumibilmente, del livello più basso di "corruzione svelata" dal 1992. La progressiva diminuzione delle denunce è confermata anche dai dati del ministero della Giustizia e dall'ultima relazione dell'Alto Commissario nazionale anticorruzione: si passa dalle 419 condanne per falso in bilancio del 2001 alle 69 del 2008. E ancora, si passa dalle 1.700 condanne per reati di corruzione del 1996 alle 239 del 2006. All'interno di questo dato si contano i casi esemplari di Sicilia (dalle 138 condanne del 1996 alle 5 del 2006), Lombardia (da 545 a 43) e Calabria (da 19 a 0).

L'IMPATTO ECONOMICO DELLA CORRUZIONE. Il fenomeno della corruzione  pesa, e anche parecchio, sulle tasche degli italiani che si trovano 'a pagare' una tassa annuale di mille euro. Secondo i dati della Corte dei Conti, infatti, l'impatto della corruzione sull'economia italiana, è di circa 60 miliardi di euro che, di fatto, si traducono in meno spese per il Welfare, come i servizi socio-sanitari e scolastici.

PIÙ CORRUZIONE, MENO WELFARE. Il fenomeno della corruzione significa meno servizi ai cittadini. Secondo Cittadinanzattiva, infatti, il finanziamento nazionale della spesa sociale italiana è passato da 1 miliardo e 115 milioni di euro nel 2001 al 339 milioni del 2011, e scenderà ancora a 193 milioni nel 2012 e 144 nel 2013. A farne le spese è in particolare il Fondo per la non autosufficienza (azzerato per il triennio 2011-2013, rispetto ai 400 milioni di euro del 2012). Non solo. Le ricerche internazionali diffuse da Cittadinanzattiva, infatti, dimostrano che, ad esempio nel gruppo delle economie avanzate, alti livelli di spesa per la sanità sono associati a bassi livelli di corruzione. In questo gruppo di Stati, Italia e Grecia sono caratterizzati da livelli di corruzione superiori alla media dei Paesi avanzati.

"DDL ANTICORRUZIONE STRUMENTO PARZIALE. SERVE ANAGRAFE DELLE DENUNCE". "Il disegno di legge n.4434 è ancora uno strumento parziale per la lotta alla corruzione" ha commentato Vittorino Ferla. "Si inaspriscono le pene, ma solo per alcuni reati, e il rischio è che esso resti una petizione di principio, senza capacità di incidere sulla vita pubblica italiana". "Chiediamo invece - ha aggiunto il rappresentante di Cittadinanzattiva - che si lavori in accordo con le organizzazioni civiche per giungere a strumenti più efficaci che, su più fronti e nel lungo periodo, contrastino il dilagare della illegalità nel nostro Paese". Un primo passo potrebbe essere "l'introduzione di un'Anagrafe delle denunce, dei processi in corso, del valore economico dei reati perseguiti e dei beni sequestrati e confiscati". "Va, inoltre rivista - ha concluso Ferla - la normativa sulla valutazione civica dell'azione amministrativa, allo scopo di farla diventare anche essa uno strumento per la lotta alla corruzione".

MATERIALI
- Disegno di legge n.4434, 'Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione'

LINK
- Cittadinanzattiva