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Premio 'Battito blu', così il cuore della periferia romana pulsa per l'arte

Martedi 28 giugno la zona de La Rustica di Roma si è tinta del colore del cielo e dell'ispirazione per la prima edizione del Premio 'Battito Blu', voluto per avvicinare le zone periferiche all’arte in generale, nonché un modo per conoscersi e socializzare

» Cronaca Italia Francesca Nanni - 30/06/2016
Titolo: La giornalista Federica Rinaudo e i rappresentanti dell'associazione culturale 'Grillo Parlante'
Fonte: Photo © Adriano Di Benedetto

La periferia come cuore pulsante che batte per l'arte sotto il cielo blu, fonte di serenità e distensione ma anche fonte inesauribile di ispirazione. E martedì scorso 28 giugno proprio questo colore ha invaso la  periferia est di Roma in occasione della prima edizione del Premio 'Battito Blu. Arte e Arte e spettacolo sotto il cielo della periferia', voluto dall'imprenditore Mauro Pulcinelli titolare del Blu Bar nel quartiere La Rustica ed organizzato dalla giornalista Federica Rinaudo per avvicinare le zone periferiche della città all'arte in generale come il disegno, pittura, la poesia. L'arte, dunque, come motore creativo alternativo alla strada in un'ottica di conoscenza non solo di discipline diverse ma anche come potente mezzo di comunicazione e incontro della collettività di un quartiere. Conoscersi e socializzare, dando nel contempo libero sfogo al proprio estro.

«Questo premio vuole essere un mezzo attraverso il quale le persone si trovano e stanno insieme - mi ha spiegato la giornalista Federica Rinaudo -, come si faceva una volta quando ci si riuniva nel bar del paese o nelle case, solo oggi all'aria aperta sotto il cielo blu appunto.» «Oggi si è un po' perso il senso della socialità tra le persone dello stesso quartiere, sempre più in balia della quotidianità e soprattutto della tecnologia che ci porta a guardare ogni minuto il nostro cellulare ma quasi mai a guardare i volti di chi abbiamo intorno.» «Ciò che mi auguro - ha concluso la Rinaudo - è che il Premio 'Battito Blu' possa essere ripetuto in altre periferie per coinvolgere un numero sempre più importante di cittadini residenti che hanno davvero tante cose da dire ed una grande voglia di fare.»


[Da sinistra: il giornalista Vincenzo Luciani direttore del mensile 'Abitare a', l’imprenditore Mauro Pulcinelli titolare del Blu Bar, l'attore Gigi Miseferi e il cantautore romano Alessandro D’Orazi - Photo © Adriano Di Benedetto]

Un premio donato, dunque, a chi ama il colore blu ed in qualche modo, vi si relazionano con la sua professione artistica: l'attore, cantante e cabarettista Gigi Miseferi, che con la sua 'Band larga' porta in giro per l'Italia grandi successi degli anni '60  e '70, tra cui il brano suo cavallo di battaglia 'Torpedo blu' inciso da Giorgio Gaber. Dopo un inizio pieno di battute Miseferi ha coinvolto il pubblico nel brano di Modugno 'Nel blu dipinto di blu'. E poi il cantautore romano Alessandro D'Orazi, voce della tribute band a Rino Gaetano 'Ciao Rino' che infiamma le platee con 'Ma il cielo è sempre più blu' impegnato in progetti socio-ricreativi anche musicali insieme al cantante Edoardo Vianello nei quartieri Torraccia e San Basilio di Roma; la pittrice Daniela Melli per il suo impegno in favore della periferia Torraccia e La Rustica grazie ai suoi laboratori di disegno e pittura. 

Ed ancora Pamela Memè per l'apertura del centro olistico 'Victory' nel quartiere Borghesiana che si prende cura della mente, dello spirito e della persona; l'associazione sportiva e culturale 'Il Grillo Parlante' de La Rustica per le numerose attività anche all’aperto dedicate ai residenti ed il giornalista Vincenzo Luciani per il prezioso contributo dato all'importanza del dialetto e delle tradizioni romane attraverso i suoi libri di poesie. Ad impreziosire la manifestazione è stato il live painting, dunque pittura dal vivo durante lo svolgimento del Premio 'Battito Blu', con le pittrici del laboratorio di disegno e pittura di Daniela Melli che hanno lavorato ad un loro quadro e con il pittore Federico Heidkamp Gonzaga che ha realizzato un'opera permanente.

«A mio avviso le periferie sono molto più vive del centro storico - ha commentato il cantautore romano Alessandro D'Orazi, ricevendo il premio - sono popolate di persone che davvero hanno voglia di mettersi in gioco, di stare insieme, creando qualcosa di bello e di collettivo.» «È vero anche, però, che alcune volte qualcuno ha bisogno che lo si vada a prendere perché magari si vergogna, o è pigro, o non gli va per tanti motivi.»  «Ecco, è questo, più di altre cose, che bisogna fare: abbattere questo muro di diffidenza iniziale - ha concluso D'Orazi -, le persone, i bambini, i ragazzi non aspettano altro che di potersi esprimere. E se lo fanno stando insieme ecco che il cuore della periferia batte e pulsa di vita!»