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'Scuola oltre la Disabilità': Titti, «non è un problema clinico ma una questione sociale»

Al via il progetto della testata giornalistica online MetaMagazine.it e l'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Roma e Provincia rivolto agli studenti delle scuole superiori del territorio sui temi dell’integrazione dei soggetti con disabilità visive

» Cronaca Italia Redazione - 09/11/2016

Raccontare le proprie storie, confrontarsi con i ragazzi e le ragazze, rispondere alle loro domande, introducendo un comune linguaggio e condivisi canali di comunicazione, illustrando anche tutti quegli strumenti tecnologici e multimediali che oggi permettono al disabile visivo di poter effettuare tutte le azioni quotidiane proprie di un giovane studente o di ogni altra persona. ‘Scuole Oltre La Disabilità’ ed è il progetto realizzato dalla testata giornalistica online Meta Magazine (www.metamagazine.it) diretta da Andrea Titti e Morena Mancinelli, in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Roma e Provincia. Un’iniziativa di sensibilizzazione e informazione sui temi dell’integrazione dei soggetti con disabilità visive rivolto agli studenti degli Istituti superiori del territorio.

Un panel di incontri all’interno degli istituti scuole in cui persone affette da disabilità visive di ogni tipologia, si confronteranno con gli studenti, spiegando loro come si può arrivare ad una vita pienamente normale, sotto ogni punto di vista, pur avendo una disabilità altamente ostativa. Particolare attenzione sarà dedicata al rapporto tra persone ed animali ed in particolare il ruolo dei cani guida, la pratica sportiva, agonistica e non. Temi importanti tutti aventi un medesimo filo conduttore, quello per cui la disabilità non è un problema clinico ma una questione sociale.»

IL DIRETTORE DELLA TESTATA METAMAGAZINE.IT SPIEGA IL PROGETTO 'SCUOLA OLTRE LA DIVERSITA'


«La principale problematica che il disabile, non vedente o ipovedente, si trova a
dover superare - dichiara Andrea Titti, ipovedente Editore di Meta Magazine -, non sta nella eventuale cura medica della sua patologia ma nel suo personale inserimento all’interno della comunità in cui vive, partendo dalla sua stessa famiglia, dalla scuola, dalla cerchia di amici, per arrivare al posto di lavoro ed all’impiego del suo tempo libero. L’essere ed il sentirsi pienamente integrato nella società in cui  vive, porta ad una completa e matura accettazione della sua condizione.» «Tutto ciò non è dipendente soltanto dalla volontà del disabile, o dal suo livello di consapevolezza di sé - conclude Titti -, ma è strettamente connesso al livello di accettazione che gli altri hanno rispetto alla disabilità di cui il soggetto è portatore.»

Partendo da questo, il progetto in questione si propone di aprire una fase di ascolto e consapevolezza del significato della disabilità visiva, non tanto da chi è portatore di tale condizione, ma verso chi questa condizione non la conosce, o peggio, ne ha una visione distorta e stereotipata. Ogni disabilità, quella visiva in questo caso, non è ostacolo ad una piena realizzazione di se, in ambito privato o pubblico, è soltanto una condizione che richiede strumenti diversi rispetto alla “normalità”, affinché la realizzazione possa essere ottenuta, in un sistema che fornisca realmente una parità di opportunità. Il progetto si propone di partire da un’opera culturale di conoscenza verso il mondo che è più aperto ad integrare e che rappresenta il futuro di ogni comunità e gruppo sociale: i giovani ed in particolare gli studenti.

Per meglio calibrare e valutare il raggiungimento degli obiettivi prefissati, agli studenti delle classi partecipanti verranno somministrati dei questionari individuali a fini statistici e non valutativi, uno prima dell’incontro, ed uno successivo ad esso, in modo tale da poter verificare la reale penetrazione e recepimento del messaggio sui temi trattati tra i ragazzi. Al termine del calendario degli incontri, inoltre, le scuole i promotori del progetto organizzeranno un convegno ove presentare gli esiti dello stesso, e fare il punto sul reale tasso d’integrazione del disabile visivo nelle nostre comunità. In quella occasione verrà lanciata altresì la proposta di dotare ogni Istituto Scolastico di strumenti tiflotecnici che permettano una reale parità di accesso al diritto allo studio per gli studenti ipo e non vedenti che, fino ad oggi, debbono provvedere con le loro famiglie nel dotarsi di ausili tecnologici per lettura, scrittura e studio.