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Furti nei negozi, un vizietto da oltre 2 mld di euro l'anno. Ecco cosa viene rubato e come

Per ogni punto vendita sventati 83 furti nel 2016 prevalentemente con la tecnica delle borse schermate con alluminio anti-taccheggio. Cosmetici, luxury, abbigliamento, fai da te, accessori telefonia e auto le categorie merceologiche prese di mira

» Cronaca Italia Redazione - 06/12/2017

2,3 miliardi di euro all’anno. È questa la stima delle perdite delle aziende italiane del retail a causa di furti e rapine. Una cifra che rappresenta in media l’1,1 per cento del fatturato del settore, e che sale complessivamente a 3,4 miliardi di euro (quasi 60 euro ad abitante) se si conta anche la spesa in sistemi di sicurezza. A dirlo è il nuovo studio ‘La sicurezza nel retail in Italia. Uno studio su furti, rapine e nuovi sistemi di prevenzione’ realizzato da Crime&tech, spin-off company del centro Transcrime di Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con il Laboratorio per la Sicurezza e il supporto di Checkpoint Systems. La spesa per la sicurezza maggiore è stata rilevata presso la categoria abbigliamento/intimo (1,2 per cento del fatturato 2016) e presso la categoria retailer nelle grandi stazioni di servizio (1 per cento fatturato 2016).

In media per ogni punto vendita retail italiano sono stati sventati 83 furti nel 2016. La tecnica più usata? L’uso di borse schermate con fogli di alluminio, per contrastare i sensori antitaccheggio. Le fasce d’età dei ladri: donne tra i 18 e i 25 anni e uomini tra i 26 e i 40, che si concentrano soprattutto su negozi delle categorie fai da te, stazioni di servizio, luxury. Più grandi le signore che si dedicano ai furti nel beauty, nelle calzature e nell’abbigliamento: hanno tra i 26 e i 40 anni. Sono alcune curiosità dell’analisi che anticipiamo, condotta su oltre 8mila punti vendita in tutta Italia, corrispondenti a circa il 12 per cento del fatturato dell’intero settore. In particolare, sono state analizzate le variazioni delle differenze inventariali tra diverse aree geografiche e settori merceologici, e tra negozi in centri commerciali e in città. Inoltre, è stata fornita una panoramica sulle modalità di furto più comuni e sulle misure e tecnologie di sicurezza adottate dalle aziende intervistate. Tra i risultati più significativi:

• I settori dove si registrano le maggiori perdite sono l’Abbigliamento - Fast fashion, la Grande Distribuzione Organizzata e le Calzature e Accessori.

• Le regioni più colpite sono Campania, Puglia ed Emilia Romagna. Ma esistono alcune concentrazioni territoriali a maggior rischio, dalla bassa padana (tra Alessandria e Bologna), alle province di Bari e Brindisi, all’area compresa tra Napoli e Cosenza.

• I punti vendita situati nei comuni più piccoli e periferici, meno densamente popolati, con PIL pro-capite inferiore e tassi più alti di giovani e disoccupati registrano differenze inventariali maggiori. In media, le perdite sono più alte nei negozi in centri commerciali che in città.

• Tra le cause di perdita, prevalgono taccheggi e rapine ad opera di soggetti esterni, seguiti da furti interni (ad opera di dipendenti infedeli) e da quelli nella catena logistica.

• Sono in aumento i furti organizzati sia a opera di micro-bande di 2-3 persone che quelli compiuti da gruppi criminali (soprattutto sotto forma di intrusioni notturne). Le fasce d’età più ricorrenti dei “ladri di negozi” sono 18-25 e 26-40 tra gli uomini e le donne tra 26 e 40 anni. In termini di nazionalità, prevalgono i soggetti dell’Est Europa.

• In media, nel 2016, per ogni punto vendita del retail sono stati sventati 83 furti. Il numero è maggiore nel nord-ovest (Lombardia in testa) e nei grandi centri urbani, dove i retailer concentrano gli investimenti sulla sicurezza.

• La spesa sostenuta per le misure di sicurezza è in media dello 0,5 per cento del fatturato, ma oscilla tra lo 0,1 per cento e l’1,2 per cento a seconda del settore e con differenze anche all’interno dello stesso comparto.

• Tra le misure di sicurezza più utilizzate troviamo i sistemi anti-taccheggio (EAS), la videosorveglianza e le guardie non armate, con differenze tra settori e a seconda dell’esposizione al rischio del singolo punto vendita.


Top categorie di prodotti più rubati, a seconda del settore merceologico:

• Abbigliamento fast fashion: pelletteria, denim e capispalla, cosmetici.

• Abbigliamento luxury: capispalla, accessori e occhiali.

• Abbigliamento intimo: easywear, intimo, calzetteria.

• Beauty&Cosmetics: profumi, cosmetica e make up.

• Articoli sportivi: calzature, abbigliamento e materiale sportivo.

• Calzature e accessori: abbigliamento, calzature sportive e calzature uomo.

• GDO: alcolici, dolciumi, profumeria, carne, salumi e formaggi.

• Stazioni di servizio: accessori telefonia e auto, bevande.

• Fai da te: elettroutensileria, lampadine, interruttori elettrici