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INTERVISTA - Università: così il Rettore di Cassino risponde ai lettori stranieri messi in mobilità
Di seguito la lettera degli insegnanti di madrelingua dell'Ateneo laziale sospesi dal lavoro per la chiusura del Centro Linguistico e la risposta di Ciro Attaianese sull'assenza di un progetto per il loro "ricollocamento" accademico
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Continua, purtroppo, la vicenda dei Lettori/CEL (Collaboratori Esperti Linguistici) di madrelingua in servizio presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. In piena pendenza di giudizio (si è infatti in attesa di una pronuncia da parte del Giudice del Lavoro del Tribunale di Cassino), gli Organi di governo dell'Università di Cassino hanno avviato una procedura per riduzione di personale, avente come obiettivo il licenziamento dei 18 Lettori/CEL. Con una età media di servizio che va da oltre venti a un minimo di dieci anni, i Lettori/CEL sono intervenuti, garantendo alti standard qualitativi, nelle attività di apprendimento delle lingue straniere per la totalità dei laureati dell'Università di Cassino, indifferentemente dalla Facoltà o dal Corso di laurea di appartenenza.
In tutti questi anni il loro lavoro nell'Università di Cassino ha subito ripetuti attacchi, con tentativi di dequalificazione e marginalizzazione. Tale situazione, vissuta dai Lettori/CEL con dignità umana e professionale, nonché profondo rispetto nei confronti dei loro utenti/studenti, affonda le proprie radici in tempi non sospetti, certamente non di crisi. Nel tempo, infatti, diversi tentativi di apertura al confronto ed alla trattativa sono stati sistematicamente rigettati dagli Organi di governo dell'Ateneo, facendo sì che infine la questione fosse portata all'attenzione della Giustizia del Lavoro.
Oggi, con questo atto di inaudita gravità, l'Amministrazione dell'Università di Cassino scrive forse la pagina più nera della sua storia di luogo deputato allo studio ed alla ricerca: chiude il Centro Linguistico di Ateneo, prevedendo comunque l'erogazione degli stessi servizi "con modalità meno onerose dal punto di vista finanziario", mentre definisce i Lettori/CEL come "personale che svolge mansioni infungibili" e, pertanto, "non utilmente ricollocabile". In quanto alla possibilità di prevedere l'erogazione degli stessi servizi "con modalità meno onerose dal punto di vista finanziario", risulta difficile credere che sia possibile promettere agli studenti dell'Università di Cassino lo stesso livello di competenze specifiche assicurato attualmente dai Lettori/CEL: forse si pensa ad appalti esterni, ma non c'è bisogno dei giornalisti di Report o del Gabibbo per sapere che dietro le esternalizzazioni si celano spesso storie di costi che paradossalmente aumentano, oltre che di sfruttamento del lavoro precario e precarizzante. È questo l'esempio che un'Università vuole dare ai cittadini, alle famiglie, agli imprenditori del suo territorio?
Si definiscono, poi, i Lettori/CEL come "personale che svolge mansioni infungibili" e, pertanto, "non utilmente ricollocabile": nella lingua italiana corrente, infungibile viene definito qualcosa "dotato di una propria individualità economico-sociale così da non potere essere sostituito con un altro". Più che "non utilmente ricollocabile", questo personale, proprio per la tipologia professionale così fortemente specializzata, in un'organizzazione basata sulla conoscenza quale quella dell'Università, dovrebbe rappresentare una parte significativa del proprio capitale sociale attraverso cui attivare ed offrire servizi innovativi e di qualità, non già un fardello del quale disfarsi.
Sarebbe bastato infine ricollocare i lettori/CEL presso le Facoltà, vista la specializzazione linguistica che ognuno di loro si è costruita nel tempo, e come già era prima della costituzione del Centro linguistico. Questo non aver considerato minimamente altre soluzioni alternative al licenziamento fa sospettare una sorta di accanimento nei confronti della categoria, unica categoria peraltro toccata dalla riduzione del personale, tanto da far pensare ad un mobbing portato alle estreme conseguenze.
Lettori/Cel di madrelingua dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
Fin qui la voce di protesta dei lettori stranieri dell'Ateneo laziale alla quale si contrappone, però, quella del Rettore dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Ciro Attaianese, sentito da NanniMagazine.it, il quale precisa che per i 18 insegnanti di madrelingua è stata avviata la procedura di mobilità e non di licenziamento:
Rettore, può darci qualche informazione in più rispetto alla situazione in cui si trovano oggi 18 lettori stranieri della sua università?
"Allora, la chiusura del Centro Linguistico del nostro Ateneo è stata deliberata qualche tempo fa dal Condisglio di Amministrazione per motivi di 'spending review', di conseguenza i lavoratori che si trovano al suo interno e che sono 'fungibili' diversamente, vale a dire che possono fare altro all'interno dell'università, sono stati ricollocati. Per i lettori, che invece sono 'infungibili' poiché svolgono solo un certo tipo di lavoro, è stata avviata la procedura di mobilità, non di licenziamento, attenzione".
Il percorso di mobilità quindi è già iniziato?
"Sì il percorso è iniziato perché in situazioni come queste lei sa meglio di me che la legge prevede dei passaggi puntuali e stringenti, quindi c'è l'inoltro dell'avviso sul perché della messa in mobilità, il confronto sindacale, un eventuale discussione in sede al Dipartimento Provinciale del Lavoro e poi la mobilità effettiva".
Mi scusi Rettore, ma invece di essere messi in mobilità, i lettori stranieri potrebbero essere ricollocati in altri dipartimenti dell'Ateneo?
"Vede, nelle facoltà ci sono i professori, ed i lettori stranieri non lo sono. Sono dei tecnici del laboratorio linguistico. Se dal tavolo di confronto emergerà una possibilità di riposizionamneto se ne discuterà. Il problema è questi insegnanti hanno un contratto di lavoro di natura privatistica, in pochi lo sanno, che ha come obbligo lavorativo soltanto cinquecento ore l'anno, ed hanno tutti un doppio lavoro. Qualora dovessero accettare un ricollocamento, laddove si presenti necessità, timbrando come fanno tutti i loro colleghi e lavorando per 1.700 ore l'anno come tutti, saremo pronti a farlo".
Lei dice che tutti i lettori che lavorano da voi hanno un altro lavoro oltre quello accademico:
"Si è così. Guardi che già qualche anno fa gli avevamo offerto di essere inquadrati come funzionari di categoria e di tecnici di laboratorio, ma poi non è andata. Le ripeto, se dalle trattative emergerà la possibilità di inquadrare i lettori in maniera diversa volentieri. Noi siamo aperti a qualsiasi soluzione purché sia chiaro l'obiettivo da raggiungere in termini di 'spending review'".
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