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Adolescenti: 'Supereroifragili' vulnerabili, navigati e liquidi in cerca di 'like'

I giovani al centro di un incontro a Rimini con 70 esperti nazionali e internazionali. Un confronto con il pubblico ed un invito a superare stereotipi e false credenze che, a volte, caratterizzano la narrazione di questa importante fase della vita

» Famiglia Redazione - 08/05/2017

Uno sguardo a 360 gradi nel mondo degli adolescenti: difficile entrarci complessi come sono, fragili, insicuri, nell'ansia della crescita e del distacco dagli adulti. Quando si pensa all’adolescente di oggi lo si immagina con un sé smisurato e, proprio per questo, alterna comportamenti grandiosi con atteggiamenti di insicurezza e svalutativi. In queste situazioni genitori, insegnanti e, più in generale, tutti gli adulti che si relazionano con gli adolescenti hanno paura del conflitto, e del possibile dolore che può seguire una rottura. Dimenticandosi che il conflitto può essere anche sano e che è possibile affermare i propri valori dando una dimostrazione concreta, dialogando e ascoltando i diversi punti di vista, invece di imporre semplicemente una regola.

Tra l’altro, le più recenti ricerche scientifiche sfatano la teoria secondo cui le caratteristiche fondamentali del cervello si sviluppano principalmente nel grembo materno e nei primi anni di vita, dimostrando come sia invece durante l’adolescenza che avviene una profonda riorganizzazione dell’architettura e del funzionamento dei collegamenti neuronali. Insomma, l’adolescenza è anche una questione biologica. Se ne è parlato a Rimini il  5 e 6 maggio scorsi durante il Convegno Erickson per raccontare i ‘Supereroifragili’ al quale ha partecipato un di oltre 1000 persone per ascoltare i 70 esperti nazionali e internazionali. Tra questi: Wim Meeus, Peter Uhlhaas, Matteo Lancini, Daniele Novara, Gustavo Pietropolli Charmet, Stefano Laffi, Massimo Ammaniti, Vincenza Pellegrino che, grazie a ad una serie di seminari, tavole rotonde e workshop, si sono confrontati con la platea per condurla nel mondo degli adolescenti, cercando di superare gli stereotipi e le false credenze che, a volte, caratterizzano la narrazione di questa importante fase della vita. Ecco, dunque, 6 (s)punti per raccontare i ‘Supereroifragili’:

#MIGRANTI. Alla ricerca di compagni di viaggio. Gli adolescenti stranieri si trovano a dover ricominciare da capo - e spesso da soli - nella nuova scuola e con la lingua sconosciuta. E in questo percorso sono d’aiuto i tutor (spesso studenti universitari, molti dei quali immigrati loro stessi o di origine straniera) che li seguono e li supportano. Fratelli e sorelle - dove il sangue non è fondamentale - in terra straniera.

#ALLOSPECCHIO. Quanti like ci vogliono per sentirsi - o essere? - come gli altri? Un confronto che oggi non si gioca più nel mondo reale ma che acquisisce sempre più valore nel mondo virtuale dei social network. A colpi di like e followers per definire il proprio successo o insuccesso.

#VULNERABILI. L’età di esordio dei disturbi del comportamento alimentari, negli anni, è diventata sempre più precoce, con manifestazioni evidenti già dall’età di otto anni e di entità talmente grave da richiedere il ricovero ospedaliero. L’esperienza clinica di questi ultimi anni dimostra come una diagnosi e un intervento precoce siano in grado di migliorare decisamente gli esiti, con tassi di risoluzione che, in età evolutiva, possono arrivare fino al 70-90 per cento dei casi. Tra le ragazze, emergono forme di autolesionismo come il cutting (tagliarsi con oggetti appuntiti), burning (bruciarsi con accendini), branding (marchiarsi), spesso per controllare o interrompere un dolore mentale troppo forte o un’angoscia troppo intensa.

#RITIRATI. Sta diventando sempre più preoccupante il fenomeno del ritiro sociale, per cui ragazzi adolescenti, per lo più maschi tra la terza media e la prima liceo, si ritirano da scuola e da tutti i contesti sociali rifugiandosi in Internet. A seguito di un avvenimento precipitante, non riescono più a frequentare l’ambiente scolastico e si autorecludono volontariamente in casa: stime recenti dicono che riguarda 120mila adolescenti. Sono la difficoltà ad affrontare i compiti evolutivi tipici di questa età, il crollo degli ideali e le sofferenze psicologiche a spingere questi ragazzi a sentirsi inadeguati, non all’altezza delle aspettative. Non è dunque, Internet, in sé, la causa della situazione.

#INFAMIGLIA. Una famiglia in trasformazione, così tanto cambiata che quasi non si riconosce più. Una famiglia - che Massimo Ammaniti chiama “famiglia adolescente” - in cui le differenze generazionali non esistono più con genitori che faticano a diventare adulti e figli che faticano a crescere.. E poi: genitori e figli condividono molto. Forse troppo?

#LIQUIDI.
“Beyond he or she”, come afferma una recente copertina di Time. Gli adolescenti si trovano a vivere in una fase con repentini cambiamenti che avvengono a livello fisico, cognitivo e relazionale, stimolando la formazione dell’identità personale e sociale. Senza più distinzione di genere.

IL BISOGNO DEI GIOVANI ATTRAVERSO LA COMUNICAZIONE. Il convegno è anche l’occasione per capire e studiare le modalità di comunicazione degli adolescenti e i loro bisogni in un contesto in cui l’utilizzo del web ha acquisito un’importanza e un valore imprescindibili. Matteo Lancini, presidente della Fondazione Minotauro, interviene sul tema della popolarità e del ritiro sociale in adolescenza, raccontando come la rivoluzione digitale abbia promosso spazi creativi, ambienti espressivi e relazionali all’interno dei quali gli adolescenti non solo sperimentano nuove possibilità di realizzazione del Sé individuale e sociale, ma si rifugiano in occasione di gravi crisi evolutive, in una sorta di auto ricovero che, contemporaneamente, esprime il disagio e un primo tentativo di risolverlo.

GENITORI-FIGLI, UN RAPPORTO COMPLESSO E IN CONTINUA EVOLUZIONE. E poi ancora, l’adolescenza esplorata anche attraverso i nuovi rapporti tra genitori e figli: un tema complesso e in continua evoluzione. Stefano Laffi, ricercatore esperto in culture giovanili, cerca di capire come sono davvero le nuove generazioni, spostando però il fuoco dell'analisi da “come sono e come stanno” i giovani a “come sono e come stanno” gli adulti, riflettendo sul mondo che hanno creato per i loro figli. Ma non solo. Lo psicoanalista Massimo Ammaniti parla di genitori che faticano a diventare adulti e figli che faticano a crescere in quella che chiama la “famiglia adolescente”, una famiglia in cui è difficile affrontare l'emancipazione e il distacco. Contribuisce a completare il quadro di analisi di questo rapporto così affascinante e difficile Daniele Novara, quale pedagogista esperto della gestione educativa della conflittualità adolescenziale.