Cronaca » Costume e Società » Donne
Salvamamme: non più solo straniere, il 50% delle donne che chiede aiuto è italiano
Si rivolgono all'associazione quando ormai non sanno più a quale porta bussare. Qui vengono accolte e seguite grazie ad una rete di operatori sociali e medico-sanitari. Passeri: "I miracoli accadono ogni giorno, ma ogni giorno perdiamo anche qualcuno"
Fonte: Video Imago
Diventare madri è sicuramente una delle esperienze più belle e importanti nella vita di una donna. Ma quando la maternità si scontra una realtà spesso dura e precaria, fatta di scelte estreme quotidiane in cui, forse, l'unica cosa che ci si può permettere è quella di scegliere il nome del nascituro, la gioia di un bimbo in arrivo, può diventare un problema serio. Soprattutto se venissero a mancare ascolto e assistenza.
Nel 2008 il 70% delle donne che si rivolgeva all'associazione Salvamamme per ricevere aiuti di ogni genere da destinare ai loro bebé era straniero. Oggi, nel 2011, a soli tre anni di distanza, accanto al 50% di madri provenienti da altri paesi si affianca un altro 50% formato, sorprendentemente, dalle genitrici italiane. Sono loro ad avere sempre più bisogno di aiuto e sostegno. Anzi, secondo quanto spiegato dalle operatrici dell'associazione a NanniMagazine.it, negli ultimi anni l'utenza si è allargata a intere famiglie che "non ce la fanno ad arrivare a fine mese" e, nonostante due stipendi, "sono costrette a rivolgersi a noi per non far mancare serenità e salute ai proprio bimbi".
Qualcosa è cambiato, dunque, soprattutto con l'avanzare della crisi economica che, come un fiume in piena, travolge tutto e tutti, rompendo gli argini sociali già delicati e precari. In un contesto sociale che diviene sempre più complesso, opera da oltre 15 anni l'associazione Salvamamme, nata proprio per gestire sul territorio l'emergenza maternità e infanzia. Nonostante i pochi fondi erogati, necessari a garantire i diversi progetti di assistenza a seconda delle necessità, la struttura si impegna a portare avanti la sua mission donando pappe, pannolini, vestitini, giocattoli, beni di prima necessità, come ad esempio il latte donato il progetto pilota 'Diritto di poppata'. 
[Alcune operatrici dell'associazione al lavoro nella loro sede. Fonte: Imago]
Così, per cercare di diffondere il messaggio di solidarietà, l'associazione Salvamamme e il prestigioso brand inglese di calzature e accessori Jimmy Choo, che ha sposato la causa diventando un solido alleato nell'offrire aiuti concreti per le donne in gravidanza e non solo, sono stati i protagonisti dell'evento di solidarietà il 16 novembre scorso nella spettacolare cornice dell'Hotel de Roussie. Un'occasione per presentare agli ospiti del mondo dello spettacolo presenti alla serata, i progetti sociali e di assistenza rinnovati e ampliati, che descrivono realtà dure e sempre più drammatiche, come ha raccontato a NanniMagazine.it Katia Pacelli, direttrice di Salvamamme: "Spesso arrivano da noi madri che, per giorni, tolgono il nutrimento a loro stesse pur di non farlo mancare ai propri piccoli, oppure donne che, private di ogni mezzo, bussano alla nostra associazione anche solo per essere ascoltate".
[La presidente dell'associazione Grazia Passeri durante un'intervista nel video sull'attività dell'associazione. Fonte: Imago]
"Ci sono mamme - racconta ancora la Pacelli - che passano il pomeriggio da noi per il puro e semplice piacere di parlare o, soprattutto, di non pensare. Quando arriva l'orario di chiusura dello sportello, ci dispiace quasi comunicargli che dobbiamo andare via perché sul loro volto compare, a fine giornata, quel tratto di serena rassegnazione che sembra dire 'allora non sono sola' e che a volte scaccia via anche un fastidioso mal di testa dietro cui si nasconde una condizione di profondo disagio".
Durante la serata, quindi, è stato offerto un aiuto concreto all'associazione attraverso la distribuzione di un coupon con il quale si è potuto destinare all'associazione Salvamamme il 10% del ricavato dagli acquisti dei nuovi prodotti della collezione 'Cruise 2012' di Jimmy Choo presso la boutique di via Condotti. I fondi raccolti saranno destinati alla sopravvivenza dei tanti progetti e servizi che caratterizzano l'associazione: diversi tipi di consulenza da quella psicologica a quella fiscale, passando per quella scolastica e medico-assistenziale. Ed ancora l'iniziativa 'Joy and Toys', che si occupa di regalare ai bimbi nuovi giocattoli, e il 'Salva bebè' che si batte contro l'infanticidio diventato, purtroppo, una tragica possibilità non più così remota.
"Ciò di cui una donna ha sempre più necessità - ha tenuto a precisare Katia Pacelli - è l'ascolto dei propri bisogni". "Noi - ha spiegato - facciamo il possibile per cercare di dare assistenza a tutte le mamme, senza alcuna distinzione, seppur con tante difficoltà che vanno dalla diversa lingua, alla diversa cognizione del tempo fino ad arrivare a quelle economiche: sentiamo anche noi la crisi, ma, non c'è tempo per scoraggiarsi, c'è bisogno del nostro aiuto".
Sul sito del progetto, www.salvabebe.org, tra le tante informazioni, si legge un annuncio senza dubbio toccante, che arriva dritto al cuore, "seppure non c'è denaro e non c'è neppure più tempo, c'è il sorriso dei bambini, c'è il nostro cuore che batte, c'è ancora la possibilità di aiutare qualcuno che può trarre giovamento da una vecchia coperta, da pacchi di pannolini donati, ma soprattutto, da un sorriso, da un orecchio che ha tante storie diverse da ascoltare, fatte di lacrime, di sofferenza, ma, con un unico happy ending da raggiungere: la solidarietà racchiusa nell'aiuto".
SALVAMAMME IN NUMERI
| 5.084 | il totale delle seguite direttamente dall'associazione (mamme e donne in difficoltà, una parte sostenute a momenti alterni o occasionalmente, la maggior parte in maniera continuativa e allargata all'intero nucleo familiare); |
| 19% | sono ragazze madri; |
| 29% | sono madri abbandonate dal partner prima o dopo la nascita del figlio; |
| 7.660 | sono i bambini aiutati; |
| 5.000 | le famiglie sostenitrici che donano cibo, vestiti, prodotti per l'infanzia; |
| 200 | i centri pubblici e privati in rete dai quali vengono segnalate le mamme (Comuni del Lazio, Municipi di Roma, ospedali e Asl, centri e associazioni del privato sociale); |
| 1 milione | i prodotti per l'infanzia distribuiti; |
| Centinaia | le mamme aiutate tramite altre associazioni; |
| Centinaia | le utenti in situazione di emergenza e pericolo estremi; |
| Decine | le telefonate ricevute per informazioni sul parto anonimo. |
MATERIALI
- Progetto pilota 'Diritto di poppata' (pdf)
LINK
- Salvabebé
- I progetti dell'associazione
- Contatti
Home
Invia ad un amico
Commenta