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INTERVISTA - Ristorazione e innovazione: in UK la 'food revolution' vale 450 mln di sterline

Il Presidente del Catering Equipment Distributors Association spiega l'evoluzione inglese di settore nell'era della globalizzazione e quali sono le sfide per i professionisti legate ai nuovi concept per lo sviluppo di idee e di apparecchiature da cucina

» Costume Francesca Nanni - 30/05/2017

Possibilità di aumentare i tempi di cottura, utilizzo di forni combinati con sistemi Wi-Fi integrati, menu condivisi via web, aggiornamenti in tempo reale su servizi, guasti e ritardi da parte di produttori e fornitori: è una vera e propria ‘food revolution’ quella che arriva dall’innovazione tecnologica applicata alla ristorazione a livello globale. Nuovi concept legati allo sviluppo di idee e di apparecchiature che stanno caratterizzando, ed evolvendo rapidamente, il modo in cui fare business, generando un impatto positivo sull'industria di settore.

Attrezzature alle quali oggi si chiede tutto: devono essere performanti, garantire risultati costanti, essere semplici da usare, facili da pulire, durare a lungo e, soprattutto, avere un buon rapporto qualità/prezzo. Insomma, una contaminazione che assume i connotati di una sfida per i professionisti di settore immersi in un mercato che muta ogni giorno, dando vita a innumerevoli percorsi di acquisto per il cliente finale che, a sua volta, si orienta con strumenti sempre di più 2.0.

In questo senso acquista spessore il caso del Catering Equipment Distributors Association (CEDA) del Worcestershire, nell’Inghilterra Centrale, un’associazione che comprende quasi 100 distributori di prodotti e servizi per la ristorazione del Regno Unito. Insieme gestiscono un fatturato di 450 milioni di sterline (522 milioni di euro), vale a dire la metà di tutti i macchinari per la ristorazione venduti nel Paese e ad Ottobre saranno presenti ad Host, la fiera internazionale di prodotti, macchine e attrezzature più rappresentativa e importante del settore Ho.Re.Ca (Hotellerie-Restaurant-Café) a Milano. Per cercare di capire come sta cambiando il mondo dell’innovazione nella ristorazione inglese, proponiamo l’intervista a Mark Kendall, New Chairman di CEDA, realizzata dagli operatori della fiera:

Mr. Kendall, quest’anno anche voi sarete protagonisti ad Host Milano, perché?
«HostMilano per CEDA e i suoi membri è la fiera internazionale più importante. Riteniamo la nostra visita e supporto fondamentali. Rappresentiamo le principali aziende impegnate nel design e nell'installazione delle apparecchiature per la ristorazione e nella loro fornitura e manutenzione. Vengono a Host in cerca di ispirazione, innovazione e qualità. Di idee e di apparecchiature che possano migliorare il modo in cui fanno business e avere un impatto positivo sull'industria. Riteniamo che l'evento farà incontrare le aziende con i distributori, creando un ambiente favorevole al networking e al business.»

Ci può dare un quadro del settore nel Regno Unito?
«È un settore, grande, vario e in continua evoluzione, le aziende hanno l'opportunità di crescere e prosperare e i membri di CEDA al momento ci stanno trasmettendo ottimi risultati ed una visione del futuro estremamente positiva. Quanto ai macchinari, l'industria vale circa 1,1 miliardi di sterline (1,3 miliardi di euro): i membri di CEDA in totale fatturano mezzo miliardo di sterline dunque rappresentiamo una parte importante e crescente del settore.»

Quali sono le principali tendenze nella ristorazione?
«La ristorazione nel Regno Unito sta evolvendo, c'è una grande varietà di offerta a disposizione in particolare nel mercato dello Street Food che si sta spostando “indoor” aprendo locali e diventa sempre più popolare, anche grazie a nuovi investitori desiderosi di entrare in questa “food revolution”, che è un fatto relativamente nuovo. Le caffetterie e i bar indipendenti continuano ad andare bene nelle grandi città e la loro offerta si arricchisce, con la spesa media che aumenta anche grazie all'offerta di cibo da asporto. Anche l'alta ristorazione sta vivendo una rinascita ma si sta concentrando su location di nicchia, nelle quali il cliente vive una esperienza legata a un ambiente e a un servizio d'alta gamma.»

Quali sono le maggiori linee di innovazione nell'industria delle macchine per ristorazione?
«La possibilità di accelerare i tempi di cottura è stata accolta positivamente dagli operatori perché ha fornito loro la possibilità di offrire menu più vari e coerenti. La nuova ondata di forni combinati ha aggiunto una nuova dimensione con l'introduzione della connessione tramite Wi-Fi e l'utilizzo di internet che consente lo sviluppo di menu condivisi e aggiornamenti di servizio e la possibilità riscontrare guasti da parte di produttori e fornitori di servizi.»

Come vede i ristoranti tra cinque anni?
«Il mercato della ristorazione è mutevole e le tendenze si susseguono sia tra i ristoratori indipendenti sia tra le catene. La base di clienti è informata e la scelta è enorme. Gli operatori che capiscono questo e fanno in modo di fornire una esperienza completa cresceranno nel momento in cui riusciranno a reinventare il percorso di acquisto sfruttando i social media e la cultura dei Millennials.»