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Taste of Roma: con Ethiad Airways il gusto "prende il volo"

La cucina non ha mai raggiunto altezze simili: così la quinta edizione della kermesse romana, nata per avvicinare i 'gastronauti' di tutte le età alle ricercatezze culinarie di chef blasonati, ha ospitato una curiosa novità…

» Costume Marco Picozzi - 19/09/2016
Titolo: Lo chef di Etihad Airways, Alex Boffredo
Fonte: Taste of Roma

Trasformare la pesantezza di un volo intercontinentale in una esclusiva coccola gourmet. Spesso, infatti, affrontare un viaggio di questo tipo può rivelarsi impegnativo, soprattutto da un punto di vista fisico, a causa della pressurizzazione delle cabine. Mal di testa e gonfiore alle gambe i sintomi più comuni, ma anche alterazione di udito, olfatto e senso del gusto. In uno scenario simile, si comprende come la sfida sia quella di portare “in alto” un tipo di cucina che offra preparazioni più elaborate e che sia in grado di stimolare e risvegliare dei sensi intorpiditi dal lungo volo, cercando di sedurre le papille gustative come accade in un vero e proprio ristorante a terra.

In prima linea in questa sfida della gastronomia ad alta quota, è Etihad Airways compagnia aerea araba di lusso orientata ad una particolare attenzione verso le esigenze dei propri clienti, non ultima quella di poter gustare un menù dedicato espresso, realizzato con passione ed impegno da un vero e proprio chef direttamente a bordo dell’aereo e presentato con stoviglie di pregiata fattura. Ed è stata proprio la “cucina di bordo” presentata dalla compagnia aerea Etihad una delle novità della quinta edizione di Taste of Roma dal 15 al 18 settembre. Una serie di show-cooking presso lo stand dedicato, dove per tre giorni giovani chef si sono alternati nell’esecuzione di alcuni piatti rappresentativi delle nazioni raggiunte dalle tratte dei voli intercontinentali offerti dalla compagnia: dall’Australia all’America all’Asia, passando ovviamente per l’Arabia Saudita.



Un team di 250 chef impiegati dalla compagnia per condurre le esperienze culinarie dei passeggeri ad altezze impareggiabili: ben 12mila metri. In questo ricevono il supporto di un nutrito staff di assistenti di volo, nonché di una figura professionale appositamente creata, quella del Food and Beverage Manager, che si occupa di raccogliere e gestire le esigenze dei passeggeri, facendo da raccordo tra la cabina e la cucina. Certamente questa “coccola” non è per tutti, essendo riservata ai passeggeri della prima classe, superiore alla business class, ed ai pochi fortunati clienti che possono permettersi quello che, tra gli addetti ai lavori della compagnia, viene chiamato il “Residence”: un vero e proprio appartamento posto all’interno degli Airbus A380 impegnati in tratte intercontinentali, con veri letti, una doccia, un maggiordomo dedicato e, appunto, uno chef a disposizione.

A farci conoscere questa realtà gastronomica ad alta quota è uno dei giovani chef di Etihad Airways Alex Boffredo nel suo show-cooking il 15 settembre scorso in cui ha preparato l’Hummus di ceci, una ricetta tipica araba, declinato in tre diverse varianti la prima delle quali in purezza dunque semplice; accompagnato con dei cubetti di coniglio saltati in padella con pinoli, cipolla rossa e fondo bruno (riduzione ottenuta facendo restringere il brodo con le ossa del coniglio fin quando non acquista la consistenza di una gelatina, ndr); e da ultimo guarnito con una miscela di spezie tipica del Medio Oriente, lo ‘za’atar’, tradizionalmente composta da origano, timo e maggiorana.


[Hummus di ceci preparato dallo chef Alex Boffredo in uno degli show-cooking a Taste of Roma 2016] 

Ma com’è cucinare tra le nuove? «Alcune preparazioni vengono iniziate a terra - ha spiegato Alex al pubblico -, vista l’impossibilità a bordo di un aereo di utilizzare alcuni tipi di cotture come, ad esempio, quelle con la fiamma viva. Le preparazioni iniziali vengono poi terminate in volo con forni dalle funzioni particolari e, in alcuni casi, piastre ad induzione». «Ovviamente gli spazi non sono quelli di una cucina ordinaria - ha precisato lo chef di Etihad -, ma tutto è razionalizzato meglio che in un set fotografico per il catalogo dell’Ikea, e noi riusciamo benissimo a far uscire un menù di prima classe».

E così la sfida di cui parlavamo viene vinta, anche a giudicare dall’episodio che Alex ha ricordato con particolare soddisfazione: un cliente non credeva fosse possibile replicare in quota il gusto di un bel filetto di manzo scottato al sangue, e così ha scommesso col nostro chef che ha raccolto la sfida. Il filetto è stato appena scottato su griglia a fiamma viva a terra, messo sotto vuoto e terminato di realizzare in volo, consentendo ad Alex di vincere la simbolica scommessa. Ormai la cucina ha fatto passi da gigante, conquistato ora anche i cieli…Quale sarà, dunque, la prossima frontiera?