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Specchi rotti, corna e gatti neri: così la superstizione influenza la vita dei single

Quanto incide la "iella" nella vita delle persone, soprattutto dei single? Secondo una community di incontri, specchio rotto o gatto nero fanno paura a molti, ma più di 8 single su 10 sfidano la sorte infischiandosene…

» Costume Francesca Nanni - 17/11/2017
Fonte: Foto ©Simona Pesce

Italiani popolo di superstiziosi all’insegna del motto “non è vero ma ci credo o, nel dubbio, prendo le mie precauzioni”. Che sia 13 o 17 quest’anno il calendario ha segnato i numeri della “iella” per ben tre volte. Dopo quelli di febbraio e marzo, infatti, è la volta della giornata mondiale contro la superstizione che cade proprio oggi Venerdì 17 Novembre. Ma davvero nel terzo millennio c’è ancora chi crede nella sfortuna ed è scaramantico? Ebbene sì, e mai come in questo periodo le mani nascoste dietro la schiena celano corna all’ingiù antisfiga, così come tasche e borse custodiscono preziosissimi cornetti rossi tintinnanti a mo’ di amuleto.

Il fenomeno, però, sembra essere più spiccato tra la categoria dei single. Secondo un’indagine condotta da una community in incontri online su 400 intervistati, il 59 per cento si dichiara superstizioso anche se, di contro, solo il 20 per cento ammette di possedere un amuleto contro la iettatura. Come dire, specchio rotto o il gatto nero fanno ancora paura a molti ma la maggioranza si accontenta di “toccare ferro” ogni tanto… Hai visto mai!

Ma quanto, credere nella iella, influenza le relazioni personali? Secondo la ricerca crederci o meno pare non sia un limite: il 75 per cento dei single, infatti, sostiene che frequenterebbe senza pregiudizi una persona superstiziosa, anzi c’è di più. Secondo i dati del LoveGeist, lo studio annuale sui single di tutta Europa, il 7 per cento degli italiani crede che l’essere superstizioso è un’imperfezione a tutti gli effetti che, strano ma vero, nel 15 per cento dei casi non viene vista come un difetto, ma bensì rende l’ipotetico partner ancora più interessante.

Tra le credenze più comuni, come afferma il 23 per cento dei single, è lo specchio rotto quello che fa più paura, seguito dalla bottiglia di olio in frantumi con il 18 per cento delle preferenze e il gatto nero che attraversa la strada con il 13 per cento. Percentuali in calo per il sale rovesciato, l’eptacaidecafobia (cioè la paura del numero 17), il carro funebre, il passare sotto una scala, l’ombrello aperto in posti chiusi, la scopa sui piedi e il cappello sul letto. Insomma, una serie di stranezze che trovano ancora un’audience notevole nel Bel paese e nel mondo.

Per questo anche se sono “solo” superstizioni, un buon 34 per cento del campione ammette di utilizzare diversi portafortuna per affrontare situazioni simili. Quelli che più gettonati? Sicuramente la tenera coccinella (24 per cento) alla classica toccata di ferro (21 per cento) e l’intramontabile quadrifoglio (20 per cento). Perde smalto invece la tradizione con il mitico cornetto rosso (8 per cento), le tradizionali corna (2 per cento) e l’aglio (1 per cento). E se persino nella smorfia napoletana il numero 17 indica “a Disgrazzia”, nel linguaggio dell’amore è un plus che rende chi è scaramantico e superstizioso un pizzico più intrigante agli occhi dell’altro. Sarà perché l’amore è cieco? A cupido l’ardua sentenza!