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Tra 'scialla', 'Uber' e 'shortino' il vocabolario Zingarelli compie Cento Anni

Dal 1917 ad oggi 145mila voci e oltre 380mila significati: un secolo passato seguendo l'evoluzione della lingua italiana e raccontando, con parole e significati, i cambiamenti della cultura di un intero Paese

» Costume Redazione - 02/01/2018

Da cento anni al servizio della lingua italiana: il vocabolario Zingarelli, edito da Zanichelli, fedele custode dei cambiamenti dell’italiano compie il secolo di vita. Era il 1917 quando Nicola Zingarelli inizia la pubblicazione del Vocabolario della lingua italiana. Da allora è passato un secolo che, attraverso le parole, ha seguito l'evoluzione della lingua, raccontando, così, la cultura di un intero Paese. Già perché oltre ad essere oltre ad essere “uno strumento primario di comunicazione, la lingua è anche lo specchio dei mutamenti di una società e di una cultura sempre più veloce, multiculturale e complessa”. Osservare da vicino le parole e il modo in cui cambiano, si evolvono o spariscono dal lessico italiano vuol dire osservare come le persone cambiano, anno dopo anno: Nicola Zingarelli lo aveva intuito, e su questo aveva impostato il suo lavoro.

Oggi, lo Zingarelli contiene 145mila voci e oltre 380mila significati, aggiornate manualmente dal 1994. Parole e significati di una lingua che si adegua ai tempi e che, nell’edizione 2018, si arricchisce di nuovi vocaboli. È però dal linguaggio giovanile che la lingua trae nuovi neologismi: ad esempio con il significato di "stai tranquillo, sereno!" i lessicografi, sotto la direzione di Mario Cannella e Beata Lazzarini, hanno accolto 'scialla', come del resto 'millennial' per definire chi è "diventato maggiorenne o, in senso più ristretto, chi è nato negli anni tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo". Tra le nuove voci del 2018 anche l''itangliano' ("linguaggio costituito da una base italiana con la presenza di numerose parole inglesi, spesso storpiate"). Registrato anche 'genderless': nella grammatica si intende ciò che non ha forme grammaticali distinte per genere. O più in generale "detto di ciò che non ha distinzione tra genere maschile e femminile, in riferimento specialmente al mondo della moda (abbigliamento, sfilata genderless).


[Il filologo e linguista italianoNicola Zingarelli]

Trasformazioni che abbracciano innovazioni culturali, costume e tecnologie: da 'anticipatario' ("bambino che viene iscritto al primo anno della scuola primaria con un anno di anticipo") a 'zika' ("virus, trasmesso prevalentemente da punture di zanzare del genere Aedes o per via sessuale, che causa febbre, eruzioni cutanee ecc. e, nelle gestanti, danni al feto e anomalie neurologiche come la microcefalia"). E poi 'Uber' (servizio di trasporto automobilistico offerto da privati che vengono messi in contatto con gli utenti attraverso un'applicazione software gestita da una società statunitense); 'saltafila' ("chi o cosa consente di accedere a un luogo - biglietteria, museo, teatro e simili - saltando la fila: biglietto saltafila, lista saltafila); 'svuotatasche' ("un piccolo contenitore di forma e materiale vari, usato per riporre chiavi, monete e altri piccoli oggetti abitualmente portati con sé quando si esce: uno svuotatasche in pelle, in ceramica; piattino svuotatasche. Ma anche che porta via tutti i soldi: decreto, provvedimento svuotatasche").

Nella nuova edizione si potranno leggere anche 'inquietitudine' (sinonimo di inquietudine, turbamento); 'sharing economy' (sistema economico fondato sul principio della condivisione di risorse, beni e servizi); 'wish list' (lista dei desideri); 'codista' (concezione, pratica o personaggio politico opportunista, che si accoda alle scelte altrui). Mentre tra i modi di dire accolti dallo Zingarelli figurano: 'papa straniero' ("papa non italiano; ma anche possibile candidato a dirigere un'organizzazione, esterno all'organizzazione stessa); 'lapsus digiti' ("errore nel digitare un testo sulla tastiera di un dispositivo elettronico o, raro, nello scrivere a macchina"); 'pantaloni cargo' ("pantaloni da lavoro caratterizzati da ampie tasche applicate"); 'photo opportunity' ("nel linguaggio giornalistico, posa per una foto che procuri visibilità, che risulti vantaggiosa sul piano mediatico, specialmente in riferimento a personaggi famosi").