Emma Dante e la muta di Portici «Fenella sanguigna e ribelle come me»

Dopo la prima a Parigi, la regista sogna di portare la piéce al San Carlo: «Napoli è la mia città d'adozione» «Perché ho accettato di farla? Perché è un'opera che parla della storia del Sud. In particolare di Napoli, che è la mia città di adozione e di Portici, dove è nato mio marito, a cui dedico questa regia». Emma Dante al telefono da Parigi spiega come mai abbia scelto di dirigere un'opera desueta e piuttosto ostica come «La muette de Portici», ovvero la più familiare per noi «Muta di Portici», conosciuta anche col nome del suo eroe,