Inchiesta: Disagio mentale

Malattie mentali: il quadro legislativo

Frammentato e complesso, ecco il lungo cammino della riforma psichiatrica norma per norma

Patologie Sandro Foschi — 23/05/2008
Fonte: Immagine dal web

LEGGE GIOLITTI 1904.  Agli inizi del secolo la malattia mentale era regolata dalla legge Giolitti del 1904, che prevedeva l’internamento in ospedali psichiatrici delle persone con disturbi psichici, soprattutto se pericolose per la comunità.  Era quindi una legge che tutelava la parte cosiddetta civile della società.  Infatti i manicomi erano amministrati dal Ministero dell’Interno, non da quello della Sanità.

LEGGE BASAGLIA 1978.  In questa situazione si è abbattuta la riforma ispirata dallo psichiatra Franco Basaglia, da cui prenderà il nome la legge 180 del 1978, poi confluita nella legge 833 del 1978 che istituiva il Sistema sanitario nazionale.  Il cambiamento è radicale: dall’entrata in vigore della legge nessun paziente può più entrare nei manicomi, i malati di mente devono essere ricoverati nei reparti psichiatrici degli ospedali pubblici, volontariamente.  Il cambiamento è chiaro: non si difende più la società dal malato di mente, ma si tutelano i diritti del paziente.  È previsto anche il Trattamento sanitario obbligatorio, disposto dal sindaco, e garantendo comunque i diritti del malato.

PROGETTO OBIETTIVO 1994.
  I principi dettati dalla legge Basaglia, però, tardano a essere recepiti dalle regioni.  Per questo motivo nel 1994 viene varato il Progetto Obiettivo “Tutela della salute mentale” che esplicita come le Usl (successivamente Asl) devono attrezzarsi per rispondere ai bisogni dei malati di mente.  Vengono in questo modo istituiti i Dipartimenti di salute mentale (DSM), ovvero gli organi di coordinamento di tutte le strutture adibite a seguire il paziente con problemi psichici.  In particolare nell’ambito del DSM ci deve essere il Centro di salute mentale (CSM), che diventa la sede organizzativa del Dipartimento, con attività ambulatoriali e domiciliari.  Il CSM è il centro di riferimento principale del paziente, dove può essere assistito e indirizzato presso tutti gli altri servizi, come i centri diurni, le strutture residenziali e i ricoveri in ospedale.

PROGETTO OBIETTIVO 1998.
  Dopo il Progetto obiettivo del ’94 e soprattutto dopo alcune legge finanziarie che prevedevano la chiusura dei manicomi, le regioni cominciano ad attrezzarsi e a predisporre i servizi che vanno a sostituire i vecchi ospedali psichiatrici.  I manicomi chiudono i battenti.  Il successivo Progetto Obiettivo “Tutela della salute mentale 1998-2000” serve allora a definire meglio la “missione” dei DSM e di tutte le sue strutture.  Tra le azioni più opportune ci sono gli interventi diretti nel territorio, piani terapeutici personalizzati, che prevedano il coinvolgimento della famiglia, il sostegno allo sviluppo di gruppi di mutuo aiuto di familiari e pazienti, iniziative di informazione sui disturbi mentali.

PROGETTI DI RIFORMA.
  Nel corso di tutti questi anni i principi sorti dalla legge Basaglia sono stati oggetto di molte critiche e diversi progetti di riforma, mai andati in porto.  Tra i fautori della riforma l’idea principale è quella di difendere maggiormente i diritti delle famiglie dei malati psichici, che spesso si trovano isolate e impotenti di fronte alla malattia.  Tra i contrari alla riforma, in vece, prevale la paura di un ritorno al passato, dove ad essere calpestati erano i diritti dei malati.