Inchiesta: I tagli alla cultura

Dal 'Fortino Valle' gli occupanti cercano soluzioni per il futuro

A meno di un mese dall'occupazione del teatro, il 'precariato della cultura' lancia una proposta in conferenza stampa. 'Umiliati e offesi', tutti i precari italiani si sentono chiamati in causa dal ministro Brunetta, che li considera "l'Italia peggiore".

Cronaca Italia Redazione/GP — 06/07/2011
Titolo: Il giorno della proposta in conferenza stampa
Fonte: Teatro Valle Occupato

"Diventi un centro per la drammaturgia italiana e contemporanea". Questa è la proposta lanciata ieri in conferenza stampa dai lavoratori precari del mondo dello spettacolo che da quasi un mese occupano il teatro Valle di Roma, che com'è noto sta rischiando di 'fare una brutta fine'. A dare man forte ai 'barricati' si sono alternati sul palco del teatro attori, musicisti, intellettuali, registi, scrittori e in generale tutti coloro che non vogliono veder calpestati i diritti dei lavoratori e sperano di veder risorgere la cultura in Italia, da troppo tempo 'tagliata' e bistrattata.

Nella giornata di ieri è stata organizzata una conferenza stampa per presentare la 'Proposta per un nuovo Teatro Valle'. Alla preoccupazione per le sorti dello storico luogo dell'arte e della cultura si aggiunge l'indignazione di tutti i lavoratori precari italiani, a causa della dichiarazione uscita dalla bocca del ministro Brunetta, qualche tempo fa: "Siete l'Italia peggiore", ha detto rivolgendosi ai precari. L'atmosfera è tesa e la volontà di 'fare qualcosa' cresce. Soprattutto tra gli occupanti, che vanno avanti a oltranza nella lotta alla privatizzazione del teatro. Un luogo non comune, il Teatro Valle, che ha ospitato il debutto dei 'Sei personaggi in cerca d'autore' di Pirandello rivoluzionando la drammaturgia italiana dalle fondamenta, e che per questo merita rispetto e considerazione. 

Dalle assemblee svolte in questi giorni al 'Fortino Valle', come è ormai difinito il luogo, emerge la volontà che il teatro resti cosa pubblica, una 'res-publica', nel miglior significato del termine latino. "Il teatro va riconosciuto, tutelato e finanziato come un bene comune", è il grido che penetra ogni tavola dell'antico palcoscenico romano, che tanta storia e tanta gloria ha ospitato nei secoli. "È dal 1728 che questo teatro esiste - spiega Leo Gullotta - ed è un luogo fatto per pensare, un luogo per l'incontro. Vuoi vedere che laddove si pensa, disturbiamo? Chi pensa è pericoloso".

La proposta degli occupanti, avallata da una lettera firmata da Thomas Ostermeier, direttore artistico dello Schaubuhne, ha l'obiettivo di trasformare il teatro in un centro dedicato alla drammaturgia italiana e contemporanea, che dedichi ampio spazio alla formazione attoriale e che sia capace di rapportarsi ad 'armi pari' con altri centri già operanti all'estero, come appunto la Schaubuhne di Berlino, il Royal Court Theatre di Londra e il Thèatre de la Colline di Parigi.


[Un momento della conferenza stampa al Teatro Valle]

La proposta dei lavoratori e delle lavoratrici che da oltre venti giorni occupano il teatro si rivolge alla sensibilità di tutti i cittadini italiani, ed è richiesto anche il sostegno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Tra i punti focali della questione, si vorrebbe che il Valle diventasse, come già detto, un centro della drammaturgia italiana in grado di produrre, promuovere e formare. Una realtà che si faccia promotrice del teatro italiano sulla scena internazionale e che sia una finestra aperta sulla scena internazionale per il nostro teatro. Che continui a essere un luogo di indagine e confronto di nuovi linguaggi, non solo tramite l'ospitalità ma attraverso incontri con il pubblico e con altri artisti, workshop e occasioni di dibattito. Che diventi un centro permanente di riferimento per la drammaturgia, colmando i vuoti lasciati dall'Idi, dall'Eti e dalla chiusura della Biblioteca Teatrale del Burcardo. 

Un luogo artistico che possa aprire i suoi spazi il più possibile: tutti i teatri europei sono naturali centri di aggregazione e confronto tra gli artisti e tra questi e il pubblico (solo in Italia si è fermi all'idea di teatro come luogo in cui si entra, si vede lo spettacolo e si va a casa). Che abbia un prezzo di biglietto accessibile anche a quel pubblico che normalmente non va a teatro, che abbia, insomma,  'costo politico'. Si richiede quindi il pagamento del biglietto anche per ministri, attori famosi e assessori.

Altro punto focale della proposta dei lavoratori del teatro Valle è l'equità nelle paghe, che stabilisca una forbice "tra minime e massime, una politica dei prezzi accessibile e progressiva, organismi di controllo indipendenti da chi eroga i finanziamenti - rendono noto gli occupanti -, la trasparenza e l'elaborazione di un codice etico che diventi un modello per tutti i teatri e tutte le compagnie. Lo storico edificio continuerà ad essere occupato nei tempi che verranno ritenuti necessari per ragionare sul futuro del teatro stesso e anche oltre, su questioni generali e di rappresentanza". "Non rifiutiamo il dialogo con le Istituzioni - spiegano -  ma vogliamo essere noi a impostarlo". Le risposte della politica "non costituiscono, ad ora, elemento di garanzia". 

TRA FAVOREVOLI E CONTRARI. L'assessore alla Cultura di Roma Capitale, Dino Gasperini, vorrebbe vedere tutti fuori del teatro prima possibile: "Il Valle deve essere liberato per consentire l'avvio della stagione 2011-2012, interamente pubblica, affidata al Teatro di Roma in sinergia con il Teatro dell'Opera, Romaeuropa Festival, Accademia di Santa Cecilia e tutte le eccellenze artistiche della città. Giovedì, presso i miei uffici, si terrà la prima riunione per la definizione del cartellone". Di tutt'altro avviso il senatore Pd Vincenzo Vita, vice presidente della commissione Cultura di Palazzo Madama, che approva il documento presentato dagli occupanti e promette: "Sosterrò in commissione Cultura del Senato la proposta che ha indubbiamente il pregio di guardare lontano, al contrario dei tanti balbettamenti del governo". Dalla parte degli occupanti anche Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, membro della commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, la quale afferma che "i lavoratori che occupano il teatro Valle hanno lanciato una proposta matura e praticabile, che le istituzioni hanno l'obbligo di prendere seriamente in considerazione". Vedremo. Per ora le barricate non si muovono dal Valle.

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- Teatro Valle Occupato