Inchiesta: Crisi economica europea

Eurolandia: si sblocca la tranche per la Grecia e i 'Pigs' respirano

Il piano supplementare di austerity da 78 miliardi votato da Atene ha permesso all'Eurogruppo di erogare l'ultima rata del pacchetto da 110 miliardi. Intanto i titoli di Portogallo, Spagna e Italia guadagnano terreno sui bund tedeschi.

Crisi economica Ulisse Spinnato Vega — 04/07/2011
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La Grecia getta il cuore oltre l'ostacolo, l'Europa vede il futuro un po' meno nero e tutta la periferia di Eurolandia prende una boccata di ossigeno. I ministri delle Finanze della moneta unica, infatti, hanno dato il via libera alla quinta tranche di aiuti da 12 miliardi (8,7 miliardi dall'Ue e 3,3 miliardi dal Fondo monetario internazionale) del piano complessivo da 110 miliardi di euro stabilito nel maggio 2010 in favore di Atene.

L'AUSTERITY DI ATENE. Il disco verde dell'Eurogruppo è arrivato sabato sera, dopo che qualche giorno fa il Parlamento greco aveva approvato in via definitiva il piano di austerity supplementare chiesto da Ue ed Fmi. Si tratta di misure dal valore complessivo di oltre 78 miliardi di euro: 28,4 miliardi in inasprimenti fiscali più 50 miliardi in privatizzazioni. Che la strada per sbloccare la tranche fosse a quel punto tutta in discesa lo dimostra anche la decisione dei ministri europei di sconvocare la riunione straordinaria prevista per lunedì a Bruxelles. La situazione, infatti, era già chiara e l'accordo tra tutti ormai raggiunto all'indomani del voto in Grecia. La tranche, a questo punto, sarà erogata entro il 15 luglio.

LA SODDISFAZIONE EUROPEA. Il piano lacrime e sangue approvato da Atene è stato subito accolto con soddisfazione sia dal presidente della Commissione Josè Manuel Barroso che dal presidente del Consiglio Ue Herman van Rompuy. Entrambi hanno dichiarato: "Esistono ora le condizioni per dare il via libera alla prossima tranche di aiuti per la Grecia e per progredire rapidamente sul secondo pacchetto di assistenza". Certo, lo spettro del default non è ancora del tutto scongiurato. E infatti il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaueble, ha detto che la Germania si prepara pure a un 'improbabile' fallimento di Atene. In ogni caso, è stato il cancelliere di Berlino Angela Merkel in persona a commentare con gioia la svolta greca: "È veramente un'ottima notizia".

LO SCOGLIO DEL SECONDO PIANO. Il vero scoglio ora sarà decidere un secondo piano di sostegno chiesto già tempo fa dal premier ellenico Papandreou. L'intervento dovrebbe estendersi fino al 2014 per tenere Atene lungamente al riparo dai mercati e potrebbe ammontare a 100 miliardi o forse più. L'esame del pacchetto, comunque, si annuncia complesso e i ministri delle Finanze dell'Eurozona dovrebbero occuparsene nella riunione del prossimo 11 luglio a Bruxelles.

IL SOLLIEVO IN EUROLANDIA. In Grecia, ovviamente, le scelte dolorose del governo stanno causando un profondo malessere sociale che sfocia in scioperi generali a ripetizione e duri scontri di piazza. Intanto, però, il pacchetto di austerity ha contribuito ad allentare la tensione sui titoli di Stato di tutta la periferia di Eurolandia. Non a caso, i bond portoghesi e spagnoli hanno guadagnato terreno nel differenziale con i bund tedeschi. E anche i Btp italiani sono scesi nel fine settimana fin sotto i 190 punti base di spread.

LA PARTECIPAZIONE DEI PRIVATI.
La situazione non è del tutto sotto controllo, ma un altro segnale importante arriva dai privati (banche e istituzioni finanziarie) che detengono quote importanti del debito greco. Dopo l'ampio dibattito sull'opportunità e sui modi della loro partecipazione al piano di salvataggio di Atene, gli istituti di credito si sono mossi. Lo stesso Schaeuble ha previsto che le banche tedesche contribuiranno al pacchetto di aiuti alla Grecia per 3,2 miliardi di euro.

IL PESO DEL DEBITO SU BANCHE TEDESCHE E FRANCESI. Non va dimenticato, infine, che una settimana fa il presidente francese Nicolas Sarkozy aveva fatto sapere che le aziende di credito transalpine sono anch'esse pronte ad aiutare la Grecia tramite un cospicuo rollover sulle obbligazioni in loro possesso. Giusto per dare un numero, si può dire che le banche tedesche con 16 miliardi e quelle francesi con 15 miliardi sono tra i maggiori detentori di debito sovrano greco.