Inchiesta: Inchiesta Aiazzone

Aiazzone: la cassa che non parte e le ansie dei fornitori

Prosegue la nostra inchiesta ? Intesa raggiunta sulle sorti di 76 apprendisti B&S. Ma all'istanza per la concessione dell'ammortizzatore manca ancora l'elenco dei nomi. I creditori temono gli aggravi su Irpef e Iva

Cronaca economica Ulisse Spinnato Vega — 08/06/2011
Fonte: Immagine dal web

Cassa integrazione in deroga per 76 apprendisti B&S a partire dal 20 aprile fino al 31 dicembre 2011. Erogazione garantita dall'Inps e coperta per il 60% da parte dello Stato e per il 40% da parte delle Regioni. Sono questi i contenuti chiave dell'accordo raggiunto il 31 maggio scorso al ministero del Welfare. Il curatore fallimentare di B&S, Marcello De Sanctis, ha presentato istanza il 26 maggio e il provvedimento riguarda lavoratori del gruppo Aiazzone collocati un po' in tutte le zone d'Italia, con punte di 19 unità in Sicilia, 15 nel Lazio, 14 in Piemonte o 10 in Puglia.

IL NODO DELL'ELENCO DEI LAVORATORI. Si tratta di una cassa in deroga a zero ore senza rotazione, vista la procedura concorsuale in essere e la cessazione totale dell'attività. Inoltre ci sono contratti scaduti lo scorso marzo che non sono stati mai disdettati, per cui adesso in intendono equiparati ai tempi indeterminati e dunque rientrano nella cassa integrazione straordinaria già sottoscritta. In più, De Sanctis ha aperto la procedura di mobilità con il criterio esclusivo della volontarietà. Il diritto all'ammortizzatore è subordinato alla dichiarazione di disponibilità immediata al lavoro oppure a un percorso di qualificazione. L'unico intoppo ancora da sciogliere riguarda la mancata presentazione da parte di B&S dell'elenco con i nomi dei lavoratori. La lista degli apprendisti dovrà essere allegata all'istanza di concessione della cassa in deroga non oltre 20 giorni dalla data dell'intesa.

LE ANSIE DEI FORNITORI. Mentre i dipendenti attendono con il fiato sospeso una cigs che stenta a partire persino per i 192 di Holding dell'Arredo, i fornitori si preparano alle udienze di verifica dello stato passivo delle società fallite. Qualcuno di loro, però, ha dovuto fare i conti con una brutta sorpresa: ossia l'ammissione al passivo del fallimento esclusivamente per gli effetti cambiari insoluti e protestati. Niente da fare, invece, per i crediti semplicemente fatturati e comunque allegati all'insinuazione. In qualche caso, il curatore di Holding, Sergio Scicchitano, avrebbe risposto ai fornitori parlando di “somme non provate” e dunque “escluse”. Il che farebbe pensare a grossi buchi presenti nella contabilità della ex Emmelunga, con un pesante aggravio in termini di imposte sul reddito e di Iva per i creditori. Mentre molte aziende rimangono sui carboni ardenti e si organizzano per fare pressione sulle istituzioni così da ottenere una moratoria fiscale, c'è sempre un certo movimento intorno ai furbetti del quartierino. Sembra che Lorenzo Semeraro, il figlio di Renato, stia pensando di rimettersi in pista. Così come pare che Gianni Semeraro, l'imprenditore omonimo di Erbusco, abbia avuto qualche intoppo nel rilancio del punto vendita di Siracusa. Nel frattempo si vocifera da più parti di un'offerta di acquisto per la stessa Holding dell'Arredo.

L'ASSALTO DI BERGAMO. Lo scorso week end ha fatto sensazione l'assalto di duecento tra clienti ed ex dipendenti ai danni del mobilificio Aiazzone di Pognano, nel bergamasco. Il magazzino è stato depredato con un'organizzazione quasi scientifica e con l'utilizzo di un centinaio di automezzi, tra cui furgoni, camioncini e persino tir di qualche noto corriere con il logo coperto da teli. Una sorta di 'esproprio proletario' di massa che ha costretto i carabinieri a fare gli straordinari per identificare tutti i 'topi' da magazzino. Le pesanti accuse sono il furto, la violazione di proprietà e il danneggiamento. L'assalto, infatti, non è servito a portare via soltanto merce, ma anche pezzi di pavimento e addirittura parti degli impianti elettrici del punto vendita. Tra l'altro, i furti sono proseguiti per più notti e il curatore fallimentare ha dovuto piazzare dei vigilantes 24 ore su 24 per evitare danni peggiori.

CGIL: “RISPETTARE LE REGOLE”. Il saccheggio di Bergamo ha assunto inevitabilmente una connotazione auto-risarcitoria e ha diviso le forze politiche e sindacali. Il Pd e la Federazione della sinistra hanno assolto i ladri e hanno parlato di reazione in qualche modo giustificabile da parte di clienti truffati o di lavoratori senza stipendio da mesi. Susanna Camusso, leader della Cgil, invece ha stigmatizzato: "Bisogna rispettare le regole, perché romperle crea sempre dei problemi". Poi però ha aggiunto: "Capisco anche la situazione difficile di persone che hanno pagato, mettendosi nelle mani delle finanziarie, che i soldi li pretendono, e di dipendenti che non ricevono le retribuzioni". La vicenda Aiazzone, infine, è sbarcata addirittura in Parlamento con l'interrogazione del deputato Pdl Giorgio Holzmann al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, nella quale si chiede di avviare in fretta per decreto la cassa integrazione in favore dei lavoratori di Holding dell'Arredo. Il provvedimento sarebbe in fase di emanazione e alla curatela della società sperano che la vicenda possa sbloccarsi al massimo tra un paio di settimane.