Inchiesta: Crisi economica europea

Grecia: l'incubo default per le banche europee

Gli istituti francesi sono esposti su Atene per 92 miliardi, quelli tedeschi per 69. Le tensioni sul debito sovrano ellenico si fanno sentire in Borsa. Intanto Moody's ha tagliato il rating di sei operatori del credito del Paese mediterraneo.

Crisi economica Ulisse Spinnato Vega — 10/05/2011
Fonte: Immagine dal web

La Grecia barcolla e le banche europee sono le prime vittime delle fibrillazioni intorno al debito sovrano ellenico. Il comparto del credito, infatti, è quello che più sconta in generale la crisi europea e l'instabilità della moneta unica. Ma le vicende di Atene hanno ripercussioni pesanti soprattutto in Francia e Germania, causando pessime performance di Borsa anche in altri Paesi come l'Italia.

FRANCIA E GERMANIA: BANCHE MOLTO ESPOSTE. I crediti degli istituti transalpini nei confronti di Atene ammontano addirittura a 92 miliardi di euro, mentre le banche tedesche sono esposte per 69 miliardi. Ecco perché ieri i titoli di Société Générale, Bnp Paribas e Crédit Agricole o di Commerzbank e Deutsche Bank hanno lasciato sul terreno 2-3 punti percentuali. Stessa cosa accade sul listino ai nostri colossi bancari, Unicredit e Intesa, o agli spagnoli Banco Bilbao e Santander, malgrado in questi casi la vulnerabilità sul fronte greco sia meno rilevante.

SOCIÉTÉ GÉNÉRALE SDRAMMATIZZA. Frederic Oudea, amministratore delegato della francese Société Générale, ha provato a gettare acqua sul fuoco di fronte all'ipotesi di un default di Atene: "Penso che il settore bancario europeo sia in grado di assorbire, se dovesse verificarsi, ogni forma di ristrutturazione". Inoltre, Oudea ha precisato che l'esposizione del suo istituto sul Paese mediterraneo è fatta essenzialmente di debiti privati, mentre il ricorso a titoli di Stato è limitato. Oudea chiosa: l'impatto è "sopravvalutato" perché il debito greco è "relativamente piccolo" ed è "ben suddiviso" tra i creditori. 

BANCHE GRECHE A RISCHIO. Sarà, ma intanto le fibrillazioni sull'Egeo intaccano le performance dei titoli bancari europei e il momento non è dei più allegri se si considera che nell'ultimo periodo i margini di bilancio degli operatori, anche nostrani, sono già all'osso. Sul fronte italiano, il presidente Consob Giuseppe Vegas ha auspicato un ridimensionamento del peso degli istituti di credito in Borsa. Tuttavia, il problema più grande è quello che devono affrontare le stesse banche greche che rischiano inevitabilmente di fare la fine del loro Paese. Finora hanno cercato di dare una mano al governo, ma a questo punto – calcolano gli analisti di Deutsche Bank –  detengono in pancia 50 miliardi di titoli di Stato domestici, un valore pari a 2,2 volte il patrimonio netto degli istituti ellenici.

IL TAGLIO DI MOODY'S. Se Atene dovesse ristrutturare e quei titoli subissero un taglio di valore, sarebbe un grave problema per gli operatori del credito. Non a caso, ieri l'agenzia internazionale Moody's ha tagliato il rating di sei banche greche, dopo aver ridotto di tre note quello sul debito sovrano del Paese. Il provvedimento riguarda la National Bank, Efg Eurobank, Alpha Bank, Piraeus Bank, ATEbank e Attica Bank. Tutti gli outlook sono inoltre negativi, per cui gli istituti rischiano ulteriori tagli del rating. I problemi sono legati alla scarsa liquidità, alla qualità degli asset e all'esposizione al debito governativo.

LA MANO DELLA BCE. In questo scenario, cresce la dipendenza delle banche elleniche dalla Banca centrale europea. Francoforte ha prestato 98 miliardi al sistema del credito greco e siamo su un volume che sfiora il 20 per cento dell'intero bilancio aggregato. La progressione è impressionante, se si considera che appena due anni fa, nel 2009, la Bce forniva soltanto il 10 per cento delle attività. Ma si tratta di un flusso che non potrà restare aperto 'ad libitum'. La miscela, poi, si fa esplosiva per il sistema finanziario ellenico se si considera che i crediti non recuperabili sono in crescita e i depositi si assottigliano.