Inchiesta: Discarica Malagrotta

Rifiuti: nella Capitale è emergenza?

A Roma est strade invase di immondizia e cassonetti pieni come a Napoli. Alemanno: "Non c'è paragone". Il Codacons annuncia una class action. Proroga in scadenza per Malagrotta, ma sul nuovo sito scatta il silenzio elettorale. Aria di commissariamento?

Inquinamento e Rifiuti Paola Alagia — 09/05/2011
Fonte: www.paconline.it

Settimana di passione per i cittadini del quadrante sud-est di Roma. Cassonetti pieni e sacchetti d'immondizia riversi sui marciapiedi. Camminare per le strade della Capitale, in questi ultimi giorni, è stato come percorrere quelle di Napoli. 

IL SITO PER MALAGROTTA BIS? ANCORA IN STAND-BY. Mentre la decisione sul sito che ospiterà Malagrotta bis da parte della Regione Lazio rimane in stand-by. Scongiurata, almeno per ora, l'ipotesi Monti dell'Ortaccio e accantonata la scelta Testa di Cane, altra area adiacente alla discarica, grazie alla protesta dei cittadini della zona, ora c'è attesa per la decisione del governatore Renata Polverini. Una decisione che potrebbe arrivare proprio in questa settimana, ma con le amministrative alle porte (si vota in 111 comuni del Lazio) è molto probabile che slitti ancora. 

PROROGA IN SCADENZA E RISCHIO COMMISSARIAMENTO.  Di rinvio i rinvio così come è passato aprile, che doveva essere decisivo per la scelta del nuovo sito, trascorrerà anche maggio senza novità di rilievo. E siccome l'ultima proroga per Malagrotta scade a giugno, ritorna lo spauracchio del commissariamento. Questo sì che potrebbe, in un colpo, azzerare le promesse del presidente Polverini e riportare alla ribalta sia Testa di Cane che Monti dell'Ortaccio. 


[Sbancamenti ai Monti dell'Ortaccio e impianti di estrazione della sabbia. Foto: Ulisse Spinnato Vega]

LA REGIONE DA' IL VIA ALL'ACQUISTO DEL CONSORZIO GAIA. A proposito di novità, però, una in realtà c'è stata: il 6 maggio scorso, infatti, la giunta regionale del Lazio ha approvato una proposta di legge per costituire 'Lazio ambiente spa', una società che correrà per l'acquisizione di Gaia (il consorzio che si occupa della raccolta in 44 comuni tra i Castelli romani e il Frusinate) e che sarà, parola di Polverini, "pubblica al 100 per cento". 

COSA ACCADE A ROMA SUD-EST. I cittadini di Roma sud-est, intanto, hanno visto con i propri occhi cosa significhi essere invasi da rifiuti. Tutta colpa della chiusura momentanea di un impianto di conferimento transitorio di Rocca Cencia. A bloccarne 'attività i carabinieri del Noe  perché raccoglieva circa mille tonnellate di spazzature rispetto alle 600 consentite. Ma dietro quest'emergenza, in realtà, si nascondono anche altre ragioni, prima tra tutte il malcontento crescente degli operatori Ama. 

LE RASSICURAZIONI DI AMA E CAMPIDOGLIO. L'ex municipalizzata del Comune ha tirato fuori i suoi dati: "Se il 3 maggio nei 7 municipi del quadrante erano state raccolte 1.043 tonnellate di rifiuti, già il 4 maggio si è passati a1.563 e il 5 maggio a 1.728 tonnellate" e rassicurato: "Non esiste alcun tipo di emergenza rifiuti". Mentre il sindaco Gianni Alemanno, ieri, ha  messo la parola fine all'intera vicenda: "A Roma è tutto rientrato. C'è stato solo un ritardo di due-tre giorni dovuto a vertenze sindacali ma nulla di strutturale". Guai, poi, a paragonare la Capitale a Napoli. Proprio dal capoluogo partenopeo dove ha trascorso la domenica al fianco del candidato sindaco Pdl Lettieri, il primo cittadino di Roma ha sottolineato: "Noi abbiamo risolto il problema, con immediata reattività. Qui a Napoli non c'è stata nel tempo una programmazione di smaltimento dei rifiuti. Con Renata Polverini, invece, lo stiamo facendo. Quindi - ha concluso - non c'è nessuno paragone". 

L'ULTIMATUM AL COMUNE. Problema risolto, allora? Non la pensano così gli abitanti delle vie di Tor Pignattara e Centocelle dove i sacchetti dell'immondizia la fanno ancora da padroni. E non la pensa così il presidente del municipio VI, Giammarco Palmieri, che lancia il suo ultimatum al Comune: "La situazione sta diventando insostenibile. Se oggi i cassonetti saranno ancora strapieni, organizzerò una mobilitazione di tutti i cittadini di Roma Est".

SUMMIT IN CAMPIDOGLIO. Intanto, in attesa del vertice convocato per oggi a Palazzo Senatorio dall'amministrazione comunale (al summit convitati di pietra saranno la municipalizzata dei rifiuti, i sindacati, il consorzio Colari che gestisce Malagrotta e Federlazio Ambiente) per normalizzare la situazione a Roma e scongiurare la serrata delle discariche laziali, le associazioni dei consumatori sono già scese in campo e dichiarato la loro guerra ai rifiuti nella regione. 

IL CODACONS  ANNUNCIA UNA CLASS ACTION. In prima fila c'è il Codacons che la settimana scorsa ha deciso di avviare una class action contro il Campidoglio. Secondo le stime dell'associazione sono circa 1,5 milioni gli abitanti che potranno chiedere un risarcimento di 1000 euro a testa per i "danni da degrado urbano" subiti. L'azione collettiva è stata decisa in base ai risultati negativi di un monitoraggio condotto in dieci strade della Capitale per dieci giorni (dal 21 al 30 marzo scorso). Da qui l'annuncio  di un nuovo esposto in procura circa la situazione rifiuti della Capitale e la chiusura dell'impianto di Rocca Cencia: "Vogliamo sapere se vi siano stati ritardi, negligenze o incapacità, da parte dell'amministrazione comunale e provinciale, che abbiano contribuito a determinare il caos rifiuti in città - scrivono in una nota - e se vi siano state fattispecie penalmente rilevanti anche a danno dei cittadini, costretti in queste ore a vivere con la spazzatura davanti casa o sotto le finestre".