Inchiesta: Disagio mentale

Disturbi psichiatrici: 343 le nuove diagnosi ogni anno

I dati dal report sul Seme, il primo sistema sentinella sui disturbi psichiatrici che ha fornito informazioni dall'osservazione di 22 centri di salute mentale. Nodo critico: il ritardo medio di 4 anni tra i primi sintomi e l'accesso ai servizi.

Patologie Paola Simonetti — 11/04/2011
Fonte: Immagine dal web

Secondo l'Istituto superiore di sanità (Iss) le patologie psichiatriche rappresentano una delle maggiori fonti di carico assistenziale ed economico per il Servizio sanitario nazionale. Averne un monitoraggio costante ed esauriente è dunque una chiave efficace per programmare interventi e risposte adeguate, con una gestione mirata delle risorse. 

L'Organizzazione mondiale della sanità, non a caso, ha recentemente sottolineato la necessità di raccogliere e analizzare dati epidemiologici nazionali su questi disturbi, sulla loro diffusione e sui fattori psicosociali ad essi associati, al fine di permettere ad amministratori e servizi pubblici di prendere decisioni informate per rispondere più puntualmente ai bisogni di salute della popolazione e migliorare la qualità delle cure.

IL PROGETTO SEME. Questi i punti nodali da cui è partita una raccolta ad hoc di dati in Italia. L'Iss infatti ha tracciato un profilo dei pazienti con disturbi mentali gravi giunti per la prima volta all'osservazione di una rete di 22 Centri di salute mentale (Csm) collaboranti al progetto Seme (Sorveglianza epidemiologica integrata in Salute Mentale), i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi. Seme è il primo progetto ad aver sperimentato un sistema informativo che potrà consentire di monitorare nel tempo i casi di specifici disturbi mentali gravi di particolare rilevanza che riguardano pazienti che si rivolgono per la prima volta a una rete sentinella di Csm. 

I DATI EMERSI. L'osservazione ha rilevato che il 48 per cento dei pazienti individuati ha un grado di istruzione basso, il 47 per cento vive con la famiglia di origine, il 40 è disoccupato mentre solo il 29 per cento ha un'occupazione a fronte di un 87 per cento che vive in difficoltà economiche moderatamente gravi o gravi. L'età media è di 37 anni, con una lieve prevalenza delle donne (54 per cento) e dei single (58 per cento). 

CENTINAIA DI NUOVE DIAGNOSI OGNI ANNO. Nel corso del primo anno di sorveglianza, i Csm della rete hanno segnalato via web al centro di coordinamento dell'Iss 343 nuove diagnosi di cui il 42 per cento riguarda disturbi psicotici (schizofrenia, disturbo schizofreniforme, disturbo schizoaffettivo, disturbo delirante), il 30 per cento disturbi bipolari, il 19 per cento episodi depressivi maggiori con sintomi psicotici o con recente anamnesi di tentato suicidio, e il 9 per cento anoressie nervose.
 
RITARDO NELL'ACCESSO ALLE CURE. "Il dato più rilevante da un punto di vista di salute pubblica – ha sottolineato Antonella Gigantesco, coordinatore del Reparto salute mentale dell'Iss - è il riscontro di una latenza molto lunga (mediana: 4 anni), tra la comparsa dei primi sintomi dei disturbi e la presa in carico dei pazienti da parte dei servizi di salute mentale pubblici. Una presa in carico precoce dei disturbi mentali gravi potrebbe, con buona probabilità, migliorare la prognosi e l'adattamento sociale". 

PRASSI STANDARDIZZATA. Il progetto Seme, così come è stato strutturato, rappresenta un novità assoluta, in grado di mettere in campo una metodologia-guida fino a ieri assente. "È la prima volta – ha concluso la Gigantesco – che le informazioni relative ai pazienti affetti da disturbi gravi che giungono all'osservazione di una rete di servizi, sono raccolte con una procedura diagnostica standardizzata e riguardano inoltre molti aspetti della storia del paziente, relativi ad esempio alla storia clinica, alla comparsa dei primi sintomi del disturbo e alla fonte di invio ai servizi di salute mentale".

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- Istituto superiore di sanità