Inchiesta: I tagli alla cultura

Tagli alla cultura: lettera dei lavoratori del mondo della musica al Presidente Napolitano

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che i lavoratori del mondo della musica hanno inviato al Presidente della Repubblica per richiedere un suo intervento presso il Governo a causa degli ulteriori tagli operati in questi giorni al FUS.

Cronaca Italia Redazione — 15/03/2011
Titolo: Il Teatro dell'Opera di Roma
Fonte: imre.farago - Flickr -

Signor Presidente,
ci rivolgiamo a Lei in quanto massimo rappresentante istituzionale del nostro Paese per cercare un sostegno riguardo alla situazione in cui versa il mondo della cultura in Italia.

Siamo i lavoratori del mondo della musica e siamo presenti nelle associazioni musicali, negli ensemble, nei festival e in tutto il mondo dello spettacolo in tutto il meccanismo che permette alle arti rappresentate di svilupparsi e di offrire un servizio culturale che tante volte ci viene invidiato. 

Facciamo questo lavoro perché crediamo nella cultura e perché la cultura è fatta dalle persone per le persone. Ci sentiamo oggi senza futuro e non possiamo fare progetti. Lavoriamo tutti i giorni, spesso senza orari o festività e nella precarietà più assoluta. Per noi non esistono garanzie o ammortizzatori sociali. Non "sprechiamo", non siamo "fannulloni" e non "rubiamo lo stipendio". Siamo presenti in tutte le fasi della formazione degli artisti e del pubblico. Siamo presenti quando l'immagine Italia va all'estero. 

Ci rendiamo conto che il modello culturale che da tempo impera in Italia non ci rappresenta più, non rappresenta la maggior parte di noi, impegnati nel mondo dello spettacolo, donne, uomini, giovani e meno giovani. Durante le mobilitazioni degli scorsi mesi abbiamo cercato insieme, tra di noi, di porre al centro della discussione del Paese il tema del sapere e della cultura. 

Oggi in Italia il sapere, il bene comune e la cultura vengono continuamente mortificati. Ogni giorno assistiamo allo scempio di tagli e di annullamenti di finanziamenti per questo settore. Ci sfuggono le ragioni di una simile volontà punitiva. Il Paese si è accorto di quello che sta succedendo? 

La preghiamo Presidente di ascoltare la nostra voce e di valutare attentamente i fatti degli ultimi giorni, nessuno ci ascolta e confidiamo in Lei per avere risposte, per il nostro presente e per quello che non potremmo più dare ai nostri figli. 

Sappiamo che il 17 marzo 2011, in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, Lei sarà presente al rappresentazione del Nabucco al Teatro dell'Opera di Roma. Per festeggiare si sceglie un grande momento musicale, un'opera, il cui allestimento richiede il lavoro comune di tante e diverse competenze artistiche, artigianali, professionali. E non si comprende che con i tagli annunciati, e purtroppo anche recentemente confermati e perfino aggravati, spettacoli simili diventeranno presto impossibili.

Data la drammaticità della situazione, auspichiamo fortemente che in questa occasione Lei possa far sentire la Sua voce e continuare ad esprimere la Sua solidarietà agli addetti ai lavori e agli artisti, sollecitando il Governo ad intervenire attraverso politiche culturali di diverso segno, a partire dal reintegro del FUS o trovando adeguate compensazioni.

Siamo certi che Lei comprenderà il nostro stato d’animo, le nostre preoccupazioni e la nostra delusione di vita; confidiamo in Lei, in quanto esemplare uomo di Stato e sostenitore dell'arte e della cultura.


La ringraziamo moltissimo per la Sua attenzione

LINK
- Per firmare la petizione on-line contro i tagli alla cultura