Inchiesta: Senza fissa dimora

Senza fissa dimora: oasi d'aiuto negli Help Center ferroviari

Dall'Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà (Onds), la fotografia di chi chiede sostegno nelle stazioni italiane. Quasi il 60% ha meno di 40 anni.

Costume Paola Simonetti — 18/03/2011
Titolo: Entrata di Binario 95 alla Stazione Termini di Roma

Si perdono nel via vai di chi parte e arriva, in quei 'non luoghi' che sono le stazioni ferroviarie; tetti di fortuna a cielo aperto, per chi vagabonda senza valigia o con il peso di un disagio nuovo, improvviso, magari prodotto dalla crisi o dall'abbandono della famiglia. Non a caso, proprio negli scali ferroviari sono nati gli Help Center della rete Onds, l'Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà, dove in molti chiedono aiuto e sostegno. Di questo popolo sommerso, e sempre più folto, l'Onds ha voluto tracciare il volto per capirne di più, con la realizzazione di un rapporto tematico.

I DATI DEL RAPPORTO. Sono per lo più maschi e stranieri quelli che si sono rivolti agli Help Center delle stazioni ferroviarie di Chiavasso, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Rimini, Roma, Pescara, Napoli, Foggia e Catania; solo nel corso del 2010 hanno ricevuto 76mila 794 richieste di persone bisognose, anche più di uno a persona, e registrato 13mila 300 'nuovi utenti' tra i cittadini senza dimora, che per la prima volta si sono rivolti ai servizi accettando di effettuare un colloquio e di essere registrati sul database Onds.

UTENZA TUTTA AL MASCHILE. Secondo l'Onds, il 73 per cento dei nuovi utenti è di sesso maschile, la percentuale femminile è "tendenzialmente di origine est europea e il disagio espresso è prevalentemente transitorio – continua la ricerca -, legato ai tempi di attesa per una sistemazione come colf e badanti". C'è tuttavia anche una minima percentuale di persone con identità di genere transessuale, anche se il dato non è significativo. 

Centro Binario 95 alla Stazione Termini di Roma

Per quanto riguarda l'età, invece, nel 2010 la nuova utenza registrata dai centri Onds pone in evidenza una presenza massiccia di persone in età lavorativa che richiedono assistenza. Nel dettaglio le persone tra i 18 anni e i 30 sono il 31 per cento, tra i 31 e i 40 anni sono il 28 per cento, mentre tra i 41 e i 50 anni sono il 21 per cento. Il dato dei minori non è significativo (1 per cento), spiega l'Onds, in quanto competenza della Polizia Ferroviaria. "Gli stranieri sono tendenzialmente più giovani e la loro permanenza in strada o in stazione è spesso legata ad una fase transitoria che fa parte del processo migratorio – spiega l'Onds -. I senza dimora italiani, invece, sono spesso persone più anziane, che si ritrovano ai margini della società in età adulta o avanzata, in seguito alla perdita del lavoro, della famiglia o altro ancora".

CRESCONO GLI STRANIERI. La ricerca evidenzia "una crescente presenza di stranieri privi di una sistemazione stabile che costituiscono circa il 78 per cento del totale delle presenze". Provengono per lo più da Nord Africa (Marocco, Eritrea, Egitto, Somalia, Algeria e Tunisia) ed Europa dell'Est (Romania, Polonia, Ucraina). Vi sono presenze di asiatici, ma l'incremento di spicco è quello relativo agli afghani, specie se minorenni e non accompagnati (in particolare a Milano e Roma).

FORBICE NORD-SUD. Il numero degli stranieri utenti vede situazioni diverse fra Nord e Sud: Roma, ad esempio, si conferma la città con il maggior numero di persone di diversa nazionalità, mentre le metropoli che hanno visto il più alto numero di italiani sono Rimini, Pescara e Genova. 

CRESCONO ITALIANI SENZA DIMORA. "Gli italiani sono prevalentemente dei senza dimora per così dire 'radicati' – spiega lo studio -, e non hanno una connotazione specifica; si tratta in genere di persone che hanno alle spalle storie di solitudine, abbandono, perdita dei legami socio affettivi, espulsioni dal contesto sociale, economico e lavorativo. Parliamo di giovani tossicodipendenti, donne abbandonate, persone anziane, ex carcerati, individui deospedalizzati, spesso affetti da patologie psichiche".

DIVERSITA' TERRITORIALI. I diversi contesti nei quali sono collocati gli Help Center generano dati specifici a carattere territoriale: un esempio è Firenze, dove "risulta una percentuale maggiore di donne – precisa il rapporto - in quanto l'associazione 'Acisjf, protezione della giovane' che lo gestisce, aveva fino a pochi anni fa una caratterizzazione di servizi dedicati principalmente all'utenza femminile".

SERVIZI E ORARI AD HOC. Anche gli orari di apertura variano da stazione a stazione. "A Milano Centrale l'Help Center è uno sportello gestito direttamente da dipendenti della pubblica amministrazione per almeno 7 ore al giorno, e per le restanti 4 da un comitato di associazioni milanesi, mentre a Genova Cornigliano il servizio è erogato per una sola ora al giorno da un'associazione che gestisce un servizio di mensa per i disagiati della zona".

Diversificati anche i servizi offerti, a seconda delle variegate esigenze degli utenti in ogni territorio. A Catania l'Help Center ha la struttura di un Centro Polivalente provvisto di sportello di orientamento, docce, mensa e ambulatorio medico; a Roma i servizi del Polo Sociale Termini si trovano in due spazi separati, l'Help Center sul binario uno della stazione e il Centro Notturno e Diurno Binario 95, sempre in locali ferroviari ma esterni dalla zona centrale della stazione, a diverse centinaia di metri dallo sportello di orientamento".

A Chivasso, invece, è attiva un'unità mobile gestita da un'associazione locale in partenariato con la Asl che "ha lavorato con modalità alterne durante i dodici mesi dell'anno in funzione della presenza di progetti che ne finanziavano l'operatività". Pescara e Rimini, infine, hanno iniziato la rilevazione soltanto a fine anno, a partire dal mese di novembre.


MATERIALE
- Il rapporto Onds Help Center (pdf)

LINK
- Onds