Inchiesta: Inchiesta Aiazzone

Aiazzone: i Borsano "in fuga"? Si muove la procura di Torino

Prosegue la nostra inchiesta ? Mistero su due biglietti di sola andata per Dusseldorf a nome dell'ingegnere Gianmauro e del figlio Giovanni. Panmedia forse accederà all'amministrazione straordinaria, i lavoratori sperano nella cigs

Cronaca economica Ulisse Spinnato Vega — 14/03/2011
Fonte: Ulisse Spinnato Vega

Tra interventi della magistratura e strani movimenti da parte dei 'furbetti del comodino', la vicenda Aiazzone-Emmelunga sembra precipitare. Si ammantano di mistero le sorti di Gianmauro Borsano e del figlio Giovanni. Fonti interne all'azienda riferiscono di due biglietti aerei di sola andata per la Germania acquistati a loro nome. Destinazione? Dusseldorf. É un viaggio d'affari? Una gita di piacere? Torneranno o sono in fuga? Si vedrà. Intanto Panmedia ha comunicato ai dipendenti ex Emmelunga (dunque Holding dell'Arredo) che essi non sono più in carico alla società torinese per effetto della rescissione del contratto d'affitto di ramo d'azienda da parte del curatore fallimentare di HdA, Sergio Scicchitano. Tecnicamente, tuttavia, i lavoratori resterebbero in capo a Via Cavalcanti finché Panmedia e Scicchitano non comunicheranno loro in maniera formale il rientro alle dipendenze dell'impresa fallita. 

LA REPLICA DEI BORSANO. Replicando al paragrafo di cui sopra, i signori Gian Mauro Borsano e Giovanni Borsano, attraverso il loro legale, fanno sapere che "Tutto quanto sopra è assolutamente falso e destituito da ogni fondamento. I signori Borsano sono assolutamente presenti e reperibili".

PANMEDIA: L'ESCAMOTAGE PER IL SALVATAGGIO. Nel frattempo, i negozi dovrebbero riaprire oggi pomeriggio, ma la situazione rimane molto confusa, le direttive non sono univoche e i lavoratori potrebbero decidere di alzare le serrande al solo scopo di mantenere un presidio. Tra l'altro, la stragrande maggioranza dei punti vendita è pressoché vuota e si segnalano strane manovre di rimozione della merce a Trezzano e Albenga. Giovedì 24 marzo dovrebbe svolgersi un nuovo incontro delle parti presso il ministero dello Sviluppo economico. E i dirigenti di Via Veneto avrebbero trovato un escamotage regolamentare per consentire a Panmedia di accedere all'amministrazione straordinaria malgrado l'azienda di Giuseppe Gallo non abbia in carico un minimo di 500 dipendenti Aiazzone da almeno un anno. Il cavillo tecnico sarebbe legato al fatto che la società pubblicitaria piemontese ha preso il marchio non in virtù di una cessione ma di un accordo di locazione. Avviata la procedura, il dicastero dello Sviluppo darà una mano nell'individuazione di nuovi partner mentre i lavoratori contano di accedere tutti alla cigs (cassa integrazione straordinaria) per ristrutturazione. Panmedia, stavolta, è stata celere nel presentare istanza al ministero del Lavoro e, dunque, la situazione potrebbe sbloccarsi in tempi relativamente brevi.

LA MERCE DA CONSEGNARE. Giuseppe Gallo, imprenditore storicamente legato al centrodestra piemontese e concessionario pubblicitario del dorso locale de 'Il Giornale' (con cui condivide la sede), ha fatto presente con forza di non voler fallire. I dirigenti del ministero di Romani avevano chiesto all'azienda di istituire una task force che lavorasse per normalizzare i rapporti con clienti e fornitori. L'operazione, tuttavia, appare parecchio ardua, soprattutto se si considera che nemmeno i residui di mobilia ancora presenti in magazzino vengono consegnati. Soltanto qualora si facesse un accordo con le logistiche e la merce riprendesse a muoversi, si potrebbero sbloccare quei pur ridotti pagamenti che consentirebbero di saldare qualche conto con i fornitori e alleggerire un po' la pressione degli oltre 11mila clienti infuriati.

L'INCHIESTA DI TORINO. In ogni caso, i consumatori non stanno certo con le mani in mano. Alcune sigle di tutela degli utenti fanno pressioni su Fiditalia per la restituzione delle rate pagate e per l'annullamento dei contratti di finanziamento. La procura di Torino, invece, ha avviato un'inchiesta per truffa contro Aiazzone a seguito degli esposti dei cittadini. E l'associazione 'Casa del consumatore' ha promesso un'azione legale contro i ritardi delle consegne ai tanti malcapitati che nell'ultimo anno sono finiti nella rete dei 'furbetti del comodino'. Per chiudere, sembra che alcuni dirigenti molto vicini ai Borsano e ai Semeraro stiano cercando di riposizionarsi nel settore arredi. Maria Carpina Di Flumeri, già liquidatore di HdA ed ex direttore commerciale della Mete, starebbe formando una società per acquistare il mobilificio 'Arte&Arredo' dalle parti di Nepi, nel viterbese. Con lei ci sarebbe Luciano Frisardi, uomo chiave della contabilità di Mete prima e di B&S poi. Entrambi sarebbero inoltre intenzionati a non mollare il quartiere generale di Capena e il negozio di Orte.