Inchiesta: Discarica Malagrotta

Rifiuti: ecco il piano 'segreto' su Malagrotta

Elaborato nel 2007, non è mai stato approvato dal Campidoglio. Ne parla un progettista del dipartimento Ambiente del Comune. Si attende il verdetto Ue sul progetto regionale di gestione. Mal di pancia dei Municipi sull'ordinanza Alemanno.

Inquinamento e Rifiuti Paola Alagia — 25/01/2011
Fonte: Immagine dal web

Mentre il piano di gestione dei rifiuti della Regione Lazio attende il parere di Bruxelles, sperando nel disco verde della Commissione europea, c'è un altro piano di cui nessuno parla, dimenticato nei cassetti degli uffici capitolini. Esiste dal 2007, ma "è rimasto un piano ombra", come dice a Nannimagazine.it  l'architetto del dipartimento Ambiente del Comune di Roma, Gian Piero Rossi, che ne è stato capo-progettista e coordinatore. Nel frattempo, si fa un gran parlare di un sito alternativo a Malagrotta.

LA SPADA DI DAMOCLE DELLE SANZIONI. Per la Pisana, l'obiettivo principale, in questo momento, è quello di riuscire a evitare le sanzioni comunitarie. La Commissione europea, infatti, lo scorso settembre aveva aperto una procedura d'infrazione spiegando che, a tre anni dalla sentenza della Corte europea di giustizia dell'Ue, il piano programmatico per la gestione dei rifiuti non era ancora conforme alle legislazione europea e chiedeva quindi di intraprendere le azioni necessarie per evitare un nuovo ricorso alla Corte, questa volta con l'applicazione di sanzioni pecuniarie. I giudici già nel 2007 avevano bocciato il piano della Regione, considerandolo non conforme alle norme comunitarie.

COME SARA' IL DOPO MALAGROTTA? I  riflettori, però, restano puntati anche sull'ordinanza del sindaco Gianni Alemanno i cui termini sono scaduti, mentre il dibattito sul dopo Malagrotta resta accesissimo. E non solo a livello di Regione, Comune e Provincia. I municipi XV e XVI, che sono i più interessati dall'affaire Malagrotta, si stanno muovendo velocemente. Non è da escludere che, per far sentire la loro voce, organizzino a breve un consiglio straordinario congiunto. Intanto, il pranzo a tre, Polverini, Alemanno e Zingaretti, lo scorso 20 gennaio, a detta dei commensali, è servito a rimarcare la linea di collaborazione per risolvere la questione dei rifiuti. "Abbiamo concordato di proseguire sulla linea che ho indicato – ha tirato le somme il presidente della Regione Lazio – a cominciare dall'ordinanza che vuol mettere a sistema il trattamento dei rifiuti per poi immaginare un sito che non sarà una Malagrotta due, perché si parlerà di un rifiuto trattato e anche la quantità sicuramente verrà diminuita". 

Nessuna novità, invece, sul fronte della location che, come ha spiegato Polverini, non è stata ancora individuata. Sull'argomento, però, gli stati d'animo dell'inquilino del Campidoglio sono sempre più altalenanti. "Sui rifiuti dobbiamo avere risposte rapide ed efficienti, per dare garanzie a tutti i cittadini che Malagrotta sarà presto chiusa e ci saranno alcune alternative", aveva detto Alemanno con serafica determinazione, concluso il pranzo della settimana scorsa, salvo poi assumere un atteggiamento più prudente appena due giorni dopo: "Stiamo lavorando per avere una valida alternativa a Malagrotta, prima di chiuderla".

IL MUNICIPIO XV DA' BATTAGLIA. A muoversi, intanto, è il gruppo Pdl del Municipio XV che ha messo a punto una mozione da discutere nel parlamentino locale. "Lo scopo della nostra iniziativa – ha spiegato Augusto Santori, uno dei dieci consiglieri municipali del Popolo della libertà promotori dell'iniziativa – è  quello di ribadire la necessità della chiusura di Malagrotta e dell'individuazione di un nuovo sito. Non vorremo, infatti, che le parole del governatore Polverini si rivelassero presagio di una chiusura dell'impianto nel 2013. È il momento di lasciare respirare quest'area – ha aggiunto Santori – che ospita la discarica dal 1984 e, quindi, ha già dato il suo grande contributo al problema rifiuti". Secondo il consigliere del Pdl, infatti, uno spazio alternativo andrebbe individuato sul territorio provinciale: "L'unico sito di cui si è parlato in passato è vicinissimo a Malagrotta, ma se quest'opzione tornasse alla ribalta significherebbe nuovi impianti accanto a quelli industriali che insistono in quest'area, all'inceneritore di rifiuti ospedalieri, al gassificatore e alla raffineria. Occorre, invece, individuare  un sito in provincia di Roma anche perché – ha aggiunto – non è logisticamente ed economicamente conveniente pensare di dover riversare i rifiuti capitolini  in un luogo troppo lontano da Roma".  

Se, da un lato, Santori dà ragione a Gianni Alemanno sull'impossibilità di trovare nella Capitale un luogo adatto ad ospitare un nuovo impianto, perché "in città non ci sono spazi non urbanizzati", dall'altro, non nasconde i suoi interrogativi sul futuro dell'ordinanza: "Nella mozione – ha spiegato – non facciamo sconti neppure al sindaco, evidenziando i nostri dubbi sull'intervento di bonifica dell'area deciso a novembre scorso e i cui termini sono scaduti".

A CHE PUNTO E' L'ATTUAZIONE DELL'ORDINANZA? A fugare, almeno in parte, tali dubbi ci pensa l'ex assessore all'Ambiente della giunta Alemanno, Fabio De Lillo, che fino a dieci giorni fa seguiva la questione dei rifiuti capitolini. "In merito a questa ordinanza abbiamo poco da rimproverarci, soprattutto sul piano del contenuto perché – spiega – tale atto contiene prescrizioni precise che in passato non si erano mai viste". E per quanto riguarda l'attuazione del provvedimento? "Per quanto ne so, fino all'ultimo aggiornamento che in qualità di assessore ho ricevuto dal dipartimento i responsabili della società E. Giovi srl (controllata da Manlio Cerroni)  si erano messi in moto per adempiere a tutte le richieste, partendo dall'installazione delle sentinelle idriche per isolare il bacino sotto gli impianti". 

ALLA RICERCA DEL PIANO DI RISANAMENTO COMUNALE. Gli interrogativi insistenti di Sergio Apollonio, presidente del Comitato Malagrotta del quartiere romano di Massimina, sulla sorte toccata al piano di risanamento della Valle Galeria (leggi 'Rifiuti: quel piano di risanamento della Valle Galeria svanito nel nulla') hanno messo in  moto Nannimagazine.it che, alla fine, è riuscita a scoprire di cosa si tratta. De Lillo ha parlato dell'esistenza di "un doppio piano, uno regionale finalizzato alla trasformazione in parco dell'area di Malagrotta e un altro provinciale. Insieme all'assessore Michele Civita (il suo omologo a Palazzo Valentini) – racconta De Lillo – stavamo proprio lavorando alla definizione  di un osservatorio ambientale super partes, per lo più con risorse provinciali, in grado di monitorare tutti gli indici di inquinamento legati agli impianti".

Il  PIANO OMBRA MAI ARRIVATO IN GIUNTA. Nessuna delle due iniziative, tuttavia, ha niente a che vedere con quella di risanamento dell’intera Valle Galeria. Quest'ultima, infatti, come spiega l'architetto Rossi del dipartimento Ambiente del Campidoglio, "è  un piano di assetto che abbraccia tutta l'area. In totale 1400 ettari di terreno, finalizzato a creare un corridoio ambientale dal Parco Arrone-Castel di Guido a Villa Massimi, inclusa la Riserva del litorale". Correva l'anno 2007, mese di dicembre, quando il progetto prese  forma, "ma da allora è rimasto qui, sulla mia scrivania – dice Gian Piero Rossi – Non è mai arrivato in giunta. Non è successo durante il secondo mandato Veltroni, con Esposito alla guida dell'assessorato Ambiente, e non è accaduto fino a ora con il sindaco Alemanno".

UN PARCO RICCO DI BIODOVERSITA' AL POSTO DELLE CAVE.  Il requisito di tale piano "era che Malagrotta dovesse chiudere – sottolinea – per avviare un'operazione di recupero di alto livello di tutta l'area. Una zona su cui insistono molte cave, la raffineria e una centrale elettrica e che quindi, è afflitta sia dal problema dei rifiuti che delle onde elettromagnetiche. Nella zona delle cave, in particolare, volevamo creare un paesaggio naturale ricco di biodiversità, un parco che si sarebbe rivelato anche di notevole impatto turistico". Che esista un intervento regionale, l'architetto Rossi lo conferma: "Su un totale di 10 milioni di euro, c'è stato un primo stanziamento regionale di 3 milioni per il triennio 2007-2009. Tutte risorse che si stanno impiegando per la riqualificazione ambientale attraverso la realizzazione di un percorso pedonale che parte dal bosco di Massimina e scavalca il rio Galeria e il parco Arrone". Ma Rossi conosce anche "il progetto provinciale da 5 milioni di euro che è finalizzato al monitoraggio ambientale". 

Secondo l'architetto capitolino, però, "il piano d'assetto rimane un'altra cosa e di sicuro una sua approvazione – insiste – consentirebbe di lavorare sul recupero di una zona molto estesa in maniera organica e non frammentata. Il vantaggio principale, infatti, sarebbe proprio quello di agire in un quadro ben preciso in tandem tra Comune Provincia e Regione. Non solo, ma comporterebbe la possibilità di mettere a bilancio dei finanziamenti fissi, di pianificare gli interventi di bonifica e di prevederne i risultati".  E, invece, è proprio il presupposto su cui si fonda questo progetto di recupero, e cioè la chiusura di Malagrotta, a essere continuamente rinviato, mentre l'ordinanza del sindaco Alemanno non ha ancora portato risultati concreti. "Se venisse approvato questo piano – conclude l'architetto del dipartimento Ambiente – potremmo avere un'arma determinante per ottenere un impegno certo da parte della proprietà di Malagrotta a interventi di messa a norma". 


LINK
- Commissione Ambiente Ue